Basilica Superiore di S. Francesco di Assisi

LA RICOSTRUZIONE DELL’IMPIANTO

Il 26 settembre 1997 una poderosa scossa sismica fece crollare due specchi della volta nella Basilica di S. Francesco di Assisi. La sua ricostruzione è stata effettuata a tempo di record: nel novembre 1999 era già terminato il restauro architettonico. Restava da completare il restauro artistico e quello impiantistico. L’installazione illuminotecnica allora esistente, peraltro di recente fattura, dovette esser smantellata per consentire i lavori di ricostruzione. Oggi è stato collocato un nuovo impianto.

Prima di elaborare un progetto di illuminazione di una chiesa, ci sono alcuni aspetti da analizzare:

– Quantità e qualità delle funzioni liturgiche
Si devono quindi considerare sia le celebrazioni nelle chiese parrocchiali che quelle nelle grandi cattedrali. Altro fattore fondamentale che vincolano le soluzioni luminose è il tempo: diverso è quello dedicato alla preghiera personale da quello della celebrazione dei Sacramenti.

– Preminenze Architettoniche e Artistiche
Va fatta un’analisi accurata del significato progettuale e storico delle chiese antiche e non, considerando che spesso questi luoghi vengono percepiti come vere e proprie opere d’arte rispetto allo spazio circostante. In questo caso diventa fondamentale anche l’aspetto della conservazione interna ed esterna dell’edificio.

– I luoghi delle celebrazioni
Le diverse regie luminose dipendono anche dagli spazi dove si esplicano le funzioni liturgiche (altare, ambone, sede, coro), tenendo sempre presente che la maggior parte delle funzioni si svolgono nelle ore diurne. Il progetto di illuminotecnica, dunque, terrà conto dell’illuminazione naturale e del variare delle stagioni.

– Il budget e i consumi
Un’analisi di fattibilità di un progetto aiuterà sicuramente nella scelta delle diverse soluzioni illuminotecniche. Tale verifica dovrà sempre tener conto dei possibili interventi manutentivi e della quantità dei consumi ipotizzabili.

L’illuminazione della Basilica di Assisi
L’impianto di illuminazione della Chiesa Superiore di San Francesco in Assisi, è la ricostruzione di quello realizzato dall’ENEL otto anni fa nel programma “Luce per l’Arte”. Questa ricostruzione è pure opera dell’ENEL, tramite la società So.l.e., facente parte del suo Gruppo. Dopo il sisma, l’impianto venne completamente smantellato, per consentire la posa di tutte le strutture di consolidamento sulle murature, grazie alle quali la basilica riapre ora al pubblico. L’impianto attuale è stato pertanto realizzato man mano che le opere di consolidamento nelle varie zone dell’immobile avevano termine.

Le sorgenti luminose

Sono stati utilizzati due tipi di lampade: a) le lampade ad alogeni a bassissima tensione (12V) e per la massima parte da 100W, per tutte le superfici affrescate, allo scopo di ottenere una perfetta resa dei colori; l’impiego di lampade a bassissima tensione offre il vantaggio, rispetto a quelle a tensione di rete, non solo di una efficienza e di una durata maggiori, quindi di un esercizio più economico, ma anche quello di disporre di sorgenti più contenute e quindi più adatte a realizzare fasci di luce concentrata in apparecchi di limitato ingombro; b) le lampade ad alogenuri da 150W di tonalità calda – corrispondente pertanto a quella delle lampade ad alogeni, per ottenere una concordanza cromatica delle due luci quando le due tipologie di lampade funzionano assieme – per l’illuminazione del piano di calpestio.
La scelta di questa lampada deriva dall’esigenza di assicurare l’illuminamento necessario durante le funzioni religiose da postazioni molto distanti, contenendo al massimo l’ingombro dei corpi illuminanti per evidenti esigenze estetiche.Durante le visite alla basilica funzionano le sole lampade ad alogeni, rivolte verso le pareti e le volte: poiché nessuna lampada è indirizzata verso il basso, la vista delle superfici affrescate non è disturbata da alcuna luce abbagliante ed è quindi del tutto confortevole. Le lampade ad alogenuri, rivolte verso il basso, entrano in esercizio soltanto durante le funzioni religiose, allo scopo di illuminare l’area dell’altare e del presbiterio, punto focale dell’assemblea – dove sono concentrate sette delle diciassette lampade installate in totale – e la restante area della chiesa per consentire ai fedeli di seguire le funzioni sull’apposito stampato. .
Un terzo gruppo di lampade, anch’esse ad alogeni come le prime, adempie alle funzioni di illuminazione di servizio, in particolare per i controlli e le pulizie, e a quello d’illuminazione d’emergenza, per quando dovesse mancare la tensione di rete per guasti, durante le ore di apertura della Basilica e in assenza di luce naturale

Nelle foto: L’illuminazione delle superfici affrescate nella parte superiore delle pareti proviene da elementi nascosti sui cornicioni che corrono a 7,6 metri di altezza lungo tutto il perimetro.

Schema dell’impianto

a:illuminazione della zona inferiore delle pareti b:l’illum
inazione degli affreschi di volte e pareti

I centri sono installati per la gran parte nelle due seguenti postazioni – su sette lampadari, in prossimità degli intradossi delle altrettante volte che costituiscono la copertura della Basilica, a circa 19m da terra; – lungo il cornicione che corre lungo tutto il perimetro della chiesa, all’altezza di 7,60m, con una larghezza di circa 80 cm. Le figure seguenti mostrano le quattro funzioni cui adempiono gli altrettanti gruppi di centri luminosi installati: in a l’illuminazione della zona inferiore delle pareti – dove nella navata si trovano i 28 riquadri che narrano episodi della vita del Santo, attribuiti a Giotto, e nel transetto, tra gli altri affreschi, le due Crocifissioni di Cimabue – ottenuta con lampade ad alogeni montate in apparecchi ad ottica molto concentrante, installati lungo i bordi laterali dei sette lampadari; in b l’illuminazione degli affreschi delle volte e delle pareti, al di sopra della quota del cornicione, sempre con lampade ad alogeni montate in proiettori con apertura del fascio luminoso di 6°, 15° e 45°, a seconda dei casi, e poste sul cornicione stesso; nel transetto e nell’abside gli apparecchi sono posti anche su un ulteriore ripiano situato a 14m d’altezza; in c l’illuminazione del piano di calpestio, per servizio ed emergenza, con lampade ad alogeni da 100W, montate in proiettori con apertura del fascio luminoso di 40° e installate sui lampadari (due per ciascun lampadario); in d l’illuminazione del piano di calpestio per le funzioni religiose; con lampade ad alogenuri da 150W, montate in proiettori aventi apertura del fascio di 40° e installate sui lampadari.

c:illuminazione del piano di calpestio per servizio ed emergenza d:illuminazione del piano di calpestio per le funzioni religiose

I loggiati del transetto e dell’abside sono illuminati da lampade di potenza modesta (20W) installate dietro le colonne; le volte del transetto, da proiettori posti lungo i ripiani a 14m di altezza e la volta del presbiterio da proiettori posti lungo la parete di fondo del transetto. Anche le vetrate policrome sono illuminate dall’esterno con proiettori di aperture del fascio appropriate ( di 8°, 10°, 15°, 30°) e lampade ad alogenuri da 70W e da 150W. Il puntamento dei proiettori installati all’interno è stato attuato a mezzo di un dispositivo laser, dopo che erano stati individuati, sui disegni delle superfici affrescate, i punti verso cui ciascun proiettore doveva essere indirizzato; è stato così possibile effettuare i puntamenti di giorno e con impianto spento, con rapidità e precisione. L’impianto Sono installate in totale, all’interno della Basilica: 285 lampade, per una potenza complessiva di 30,5kW; e all’esterno, per l’illuminazione delle vetrate: 31 lampade, per una potenza di 4,4kW. Tutte le lampade ad alogeni sono alimentate tramite uno stabilizzatore e regolatore di tensione, che consente di mantenere la tensione ai livelli prefissati indipendentemente dalle inevitabili oscillazioni a cui essa è soggetta in rete.

Schema della diffusione della luce sulle pareti. I corpi illuminati sono collocati sul cornicione e dietro le colonne

I livelli prefissati sono due: uno al 90% del valore nominale e uno al 95%. Il primo per le visite correnti alla Basilica e il secondo per le visite specialistiche. Si assicura in tal modo una notevole durata delle lampade (valutabile in oltre due anni di esercizio) e un conseguente contenimento degli oneri di manutenzione. L’accensione dell’impianto avviene mediante orologio negli orari di apertura e chiusura della Basilica ed è subordinata alla presenza del pubblico – mediante rivelatori di presenza – e all’assenza di luce naturale – mediante interruttori crepuscolari opportunamente posizionati.

I sette lampadari montati alla sommità delle volte sono dotati di paranchi fissati alla struttura muraria e vengono calati al piano di calpestio per la manutenzione. Illuminazione delle volte di abside e transetto.

I sette lampadari montati alla sommità delle volte, quando occorre intervenire per il cambio di una lampada, la pulizia degli apparecchi o altre incombenze di manutenzione, vengono agganciati ad altrettanti paranchi fissati alla struttura muraria e fatti discendere al piano di calpestio. Il sistema di fissaggio dei lampadari al relativo supporto installato sulle volte è tale da garantire il loro perfetto orientamento e di conseguenza l’inalterabilità dei puntamenti dei vari proiettori che vi sono montati, condizione essenziale data la grande focalizzazione dei fasci dei proiettori che illuminano gli affreschi della zona inferiore delle pareti.
Ing. Mario Bonomo per Lighting Academy

Condividi

Utilizziamo i cookie per offrirti la migliore esperienza sul nostro sito web.
Puoi scoprire di più su quali cookie stiamo utilizzando o come disattivarli nella pagine(cookie)(technical cookies) (statistics cookies)(profiling cookies)