Arte a tutto campo

 


I laboratori della DomusDei a Cecchina di Albano Laziale (Roma).Veduta esterna.
L’interno del laboratorio dei mosaici, realizzati con smalti veneziani, marmi e ori.

Il 1963 è stato un anno fondamentale per la Chiesa cattolica. Si sono aperti i lavori del Concilio Vaticano II, voluto da Giovanni XXIII e portato avanti con tenacia da Paolo VI. La Chiesa, con quell’evento epocale, ha saputo aprirsi al mondo contemporaneo. Si è rivolta ai problemi pressanti del momento, e ha ritrovato un linguaggio capace di parlare all’uomo contemporaneo. Emblematico è il cambio di liturgia sancito dal Concilio, che ha canonizzato la sua evoluzione nel senso preconizzato dal Movimento liturgico, per porre l’assemblea come attiva partecipante al rito. Il vento nuovo che ha attraversato tutta la Chiesa ha trovato nel rinnovato dialogo con gli artisti e nell’apertura all’arte e all’architettura contemporanee uno dei momenti cardine del rinnovamento conciliare. La difficoltà è stata, dal Concilio in poi, quella di trovare una nuova misura: la capacità di accogliere i nuovi linguaggi espressivi entro il flusso consolidato della tradizione. Bisognava sfuggire alla tentazione di fare “tabula rasa” del passato, evitare allo stesso tempo di restare ancorati a moduli espressivi ormai desueti e difficilmente comprensibili dalla sensibilità contemporanea. E’ in quest’epoca di grande rinnovamento, di grande apertura ma anche di grande sofferenza per il cambiamento in corso, che si inserisce l’opera della DomusDei. Si tratta di un caso più unico che raro. DomusDei non nasce come una singola proposta di carattere artistico, bensì come il tentativo di «contribuire all’attuazione dei principi enunciati dal Concilio Vaticano II e dai documenti della conseguente Riforma Liturgica in materia di arte e architettura per la Chiesa italiana ed estera», come spiega il Dr. Massimiliano Del Monte, figlio maggiore dell’iniziatore e titolare dell’impresa. Si tratta di un’articolata organizzazione capace di produrre e diffondere opere d’arte, vetrate, mosaici, sculture in bronzo e altri materiali nuovi quali la fibra di vetro, di progettare intere architetture e di occuparsi di restauri di ogni genere. Una realtà dalle dimensioni industriali (oltre 3.000 mq di laboratori) che opera in Italia e all’estero con precisione e accuratezza artigianale, lavorando su singole opere artistiche ma capace anche di lavori su grande scala.

La DomusDei nel suo stabilimento di Albano Laziale, sui colli vicini a Roma, è in grado di realizzare vetrate artistiche secondo tecniche nuove e antiche, mosaici, restauri di qualsiasi oggetto di uso liturgico di pregio artistico, fusioni in bronzo di dimensioni minuscole come anche assai grandi. A testimoniare la qualità della sua lavorazione, basti ricordare che la Zecca di Stato ha scelto proprio la DomusDei per fondere la copia della statua equestre di Marco Aurelio, collocata nella piazza del Campidoglio al posto dell’originale, quando questo è stato rimosso e posto nel Museo Capitolino. Servendosi di maestri artigiani di grande esperienza e di provata professionalità, la DomusDei è in grado di realizzare ogni lavoro con particolare precisione. Consideriamo alcuni dei settori nei quali opera. La descrizione delle tecniche di lavorazione usate mostra chiaramente il livello qualitativo delle produzioni, e indica come una impresa solida, competente e articolata possa dare importanti garanzie di risultati di assoluta eccellenza.

La vetrata artistica impiombata. E’ questa la tecnica tradizionale della vetrata. La procedura è nota: prima si abbozza la composizione della vetrata, poi la si disegna nelle dimensioni che avrà l’opera finita, quindi si scelgono e tagliano i vetri, poi si dipingono i particolari e si cuoce il vetro nel forno. Indi si tesse l’impiombatura e, infine, i pannelli vengono collocati nella loro posizione definitiva nell’apposito telaio. Occorre particolare competenza nella scelta del vetro, la cui coloritura e le cui sfumature possono variare significativamente. I vetri vengono montati con profilati di piombo. La DomusDei aggiunge al profilo di piombo anche la saldatura a stagno: una tecnica che richiede un tempo molto maggiore, ma conferisce alla vetrata una resistenza che veramente può sfidare i secoli. Un altro aspetto particolare è quello della stuccatura: lo stucco di colore grigio scuro viene pressato negli interstizi tra piombo e vetro. In questo modo si impedisce al vetro di muoversi e si rende impermeabile il pannello. Lo stucco usato viene preparato a mano con ingredienti e procedure particolari così che nel tempo non si crepi: in questo modo si impedisce che abbiano luogo infiltrazioni di acqua. Dopo la stuccatura, la vetrata viene inserita nel telaio in ferro opportunamente costruito con speciali rinforzi e fermavetro perimetrale dipinto con vernici speciali onde evitare che nel tempo si ossidi. In molte circostanze, per ragioni di sicurezza, le vetrate sono protette con vetro visarm o camera che si inserisce nello stesso telaio con accorgimenti per evitare il fenomeno della condensa.

Vetrata artistica nella Cappella dei PP. Comboniani di Pesaro, nella quale è sintetizzato lo spirito missionario dell’Ordine.

La vetrata artistica in dalles. Da circa 50 anni esiste un nuovo tipo di vetro policromo per vetrate che viene fuso in mattonelle di cm 30 x 20 e nello spessore di 25 mm. Se le prime fasi di lavorazione sono simili a quelle delle vetrate tradizionali, la confezione finale dell’opera è diversa. Ogni pezzo di vetro viene sfaccettato con una martellinaper dargli una maggiore rifrangenza di luce. Posti poi su una superficie perfettamente piana, i vetri vengono legati con una speciale resina epossidica impastata con inerti e indurenti speciali.

Ne risulta una vetrata particolarmente resistente e che conferisce all’ambiente in cui è collocata maggiore coibentazione, maggiore isolamento dai rumori esterni e migliore acustica interna. Fusione in bronzo a cera persa. E’ la tecnica di fusione tradizionale, rimasta immutata nel tempo, da oltre 3500 anni a questa parte. L’artista esegue il modello dell’opera in creta, il formatore ne ricava la forma “negativa” che viene pennellata a cera mista a pece. Tale forma in cera viene riempita di un impasto speciale di terra refrattaria, quindi la superficie esterna della cera viene ritoccata dall’autore dell’opera per eliminare eventuali difetti e per migliorarne la freschezza. Alla cera così ritoccata viene attaccata una ragnatela di getti di cera di sezione cilindrica che andranno a costituire i canali di alimentazione dell’opera durante la fusione in bronzo. Quindi il tutto viene ricoperto anche esternamente della stessa terra refrattaria posta all’interno e cinturato con rete metallica o tela di juta, infine avvolta in un impasto di gesso. La forma così ottenuta viene introdotta in un forno dove, dopo tre giorni di cottura, tutta la cera contenuta all’interno si sarà liquefatta e persa. Una volta raffreddatasi, la forma è tolta dal forno. A questo punto il vuoto lasciato dalla “cera persa” è pronto ad accogliere la colata di bronzo, fuso a una temperatura di circa 1000°. Una volta che anche il bronzo si sia raffreddato, si procede alla asportazione della terra refrattaria e alla rifinitura della superficie della scultura bronzea. Il risultato dell’opera è totalmente dipendente dall’abilità del maestro fonditore. Opere in fibra di vetro. Tutto ciò che si può ottenere in bronzo, si può anche realizzare in fibra di vetro. Utilizzando lo stesso calco, sculture e bassorilievi vengono così creati dando l’opportunità a chi non ha molte possibilità economiche tali da giustificare un’opera in bronzo, di dotarsi comunque di un’opera di un artista importante. Restauro di opere d’arte. La DomusDei è altresì in grado di eseguire restauri conservativi su tutte quelle opere d’arte come tele, icone, sculture lignee, affreschi, ecc. che richiedono un intervento puntuale e mirato con l’ausilio dei materiali studiati appositamente per i restauri. I restauri vengono eseguiti con il criterio della reversibilità, come espressamente menzionato nella legge del Brandi. Tutta la documentazione per la Soprintendenza viene preparata dai tecnici della DomusDei. Il restauro dei vasi sacri. E’ un’altra delle specialità della DomusDei, che consente così di mantenere in opera oggetti preziosi e storici, che potrebbero altrimenti andare dimenticati in sacrestia. Quello fornito da DomusDei è un servizio globale perché la chiesa sia sempre adeguata alla liturgia.
Carlo Malaspina

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