arredare decorando

Tratto da:
Case di montagna n°50
Arredare decorando
 

Nel comune di Tarvisio, situato nell’alta Valcanale, a poca distanza dal confine austriaco e sloveno, una tipica casa contadina è stata trasformata in una particolarissima abitazione in stile alpino locale.

In questa antica casa contadina si rivive l’atmosfera di un tempo: tutto testimonia un particolare amore per i dettagli e per la tradizione. L’abitazione, che si sviluppa su tre livelli, è stata interamente ristrutturata, trasformando lo spazio a piano terra destinato originariamente alle stalle, in una piccola taverna e sfruttando gli altri piani per la sistemazione della zona giorno e della zona notte. Al primo piano troviamo la grande cucina in ghisa inserita in un piano di lavoro in marmo e caratterizzata da una grande cappa decorata, secondo la tradizione con una citazione in latino del “Padre Nostro”, che la trasforma in un elemento beneaugurante.

Ogni scelta trae la sua ispirazione dal contesto locale: decorazioni di tipo naturalistico (piante, animali della foresta di Tarvisio) arricchiscono il tavolo da pranzo in legno, particolare nel suo genere.

Anche nella camera, presentata in questa pagina è protagonista lo stile pittorico e decorativo. Mobili antichi, intarsiati e dipinti a mano sono accostati tra loro con grande eleganza e raffinatezza. Appese alla parete, alcuni abiti tipici tirolesi in loden sembrano entrare a far parte dell’arredamento. Possiamo immaginare i montanari tirolesi dell’undicesimo, dopo faticose giornate di lavoro nei campi, cercare di lavare come meglio potevano (i detersivi non erano ancora stati inventati) i loro abiti, prevalentemente in lana. La tecnica più comune era quella di camminare sopra gli abiti a mollo nell’acqua calda. In questo modo, la stoffa si infeltriva risultando più calda ed idrorepellente. Inizialmente il loden veniva, dunque, utilizzato per gli abiti di lavoro, più tardi anche per i costumi tipici delle feste rurali. I nobili impararono ad utilizzarlo per ripararsi dal freddo durante le battute di caccia, fino a quando l’Arciduca Giovanni, nipote dell’Imperatrice Maria Teresa, lanciò la moda della giacca di loden grigia, oggi conosciuta con il nome di Steirer, e più tardi ne fece grande uso anche l’imperatore Francesco Giuseppe quando soggiornava nella residenza estiva di Bad Ischl. La lana utilizzata per i loden moderni proviene dal vello di pecore selezionate e la produzione industriale continua a rispettare le tecniche di lavorazione tradizionali, utilizzando macchinari che riproducono l’effetto dei piedi nudi in acqua calda. La garzatura viene effettuata ancora oggi con veri cardi.

Per raggiungere i piani superiori è stata realizzata una rustica scaletta in legno, ad alzata aperta, visivamente leggera e poco ingombrante, adatta a dislivelli non particolarmente forti. In questo locale come nel resto della casa sulle porte in legno massiccio, tinteggiate color verde foresta, sono riportate alcune ricette antiche di piatti locali. Nelle altre stanze decorazioni trompe l’oeil sono armoniosamente accostate ad un arredo semplice ma curato nei dettagli. Una scala in legno di larice conduce al piano superiore dove si trova la zona notte: due camere da letto arredate con armadi, poltrocine e sedie dipinte a mano ripropongono uno stile sobrio ma ricco di spunti originali. Una casa di montagna, dunque, che ha ritrovato la sua ragione di essere, attraverso un compromesso intelligente tra il rispetto per la tradizione e l’importanza della componente ludica. Nella falda del tetto è stata aperta una piccola finestra velux per poter dare maggiore luce alla scala e al piano d’arrivo, realizzato interamente in legno e rinforzato con delle zanche fissate al muro di sostegno.

Servizio di Luisa Carrara
Foto di Athos Lecce

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