Arcipelago a terrazza con vista sull’Argentario


Progetto: Studio Transit, Arch. Gianni Ascarelli
Testi: Leonardo Servadio
Foto: Nico Mazzoli

Le differenze di quota disegnano una scalea che suggerisce un prolungarsi lungo il pendio. La vista spazia sull’Argentario, su quel naturale fondersi di continuità e discontinuità che offre in questo luogo della Maremma panorami unici al mondo: il monte, il mare, le isole dell’arcipelago toscano. La casa introietta la situazione ambientale grazie alla mediazione della piscina che assume in primo luogo il connotato di lago domestico o, più precisamente, di soglia acquatica.

Dalla piscina si osserva la grandiosa scenografia disegnata dai molteplici incontri tra mare, cielo e terra, e la si rivive come cifra dell’abitare: la piscina è un’eco che reinterpreta il paesaggio.
Come nel panorama circostante, in essa terre e acque si alternano, si inseguono e si fondono in mutuo abbraccio, senza tuttavia confondersi. Come le isole emergono quale misteriosa espressione di un’armonica danza non ristretta entro stereotipe geometrie, bensì manifestazione di imperscrutabili energie nascoste, così qui le pozze d’acqua sembrano salire alla superficie del suolo come emanazioni di una necessità intrinseca al luogo.
La piccola vasca come una bolla che sorge, singola, dal nascosto ribollire della terra per raggelarsi nella perfezione della forma. La vasca grande come un ribollire che da una prima sfera ne genera altre che, fermandosi nella luce del
giorno, restano nel loro disegno complesso.

Due vasche, una piccola circolare, una grande la cui forma è generata dall’allinearsi di due cerchi ed è articolata in un bordo stondato su diversi livelli.

La casa sta verso il monte e nella sua architettura assume importanza la pietra tufacea che la integra nella natura.
La piscina è solarium e salotto all’aperto.

Il bordo vasca in doghe di legno, che coprono tutto lo spiazzo, ricorda un poco il ponte di una grande barca e diventa così una mediazione non scevra di simbolismo tra la casa e la piscina.
Il suo colore brunito si presta alle modulazioni via via più scure che la luce solare vi imprimerà col tempo, rendendolo
sempre più simile al colore della terra.
Mentre il mosaico che alterna azzurri profondi e celesti, con le sue molteplici tessere origina una vibrazione cromatica che il leggero incresparsi della superficie dell’acqua fa riverberare in un brulichio di bagliori.
Così si mettono in evidenza la diversa profondità delle due vasche e le differenze del fondo nella vasca grande e in
chi guarda si accentua la sensazione di trovarsi in un ambiente ben più complesso, più ampio e ricco di opportunità.
La piscina assolve in questo la sua funzione di elemento paesaggistico ricreato nelle dimensioni domestiche: come un
germoglio di scenario orografico riprodotto in qualità di arredo per il luogo del vivere. Qui, nella casa di Ansedonia, la
vicinanza delle piante rende ancor più cospicua questa sensazione.
Entrambe le vasche hanno bordo arrotondato.
Quella piccola è dotata di una fessura orizzontale che funge da sfioratore ed è intesa come occasione di gioco
per i bambini. La vasca grande è raccolta entro un muro perimetrale complesso.
Più che una scala di accesso, vi è tutto il bordo verso la casa che presenta due gradoni poco profondi, mentre verso
valle il bordo si eleva come una parete di contenimento libera, totalmente fuori terra, mentre dentro la vasca vi è un
unico gradone.
Il rivestimento a mosaico, il profilo stondato, le volute del disegno, pur in assenza delle ornamentazioni cromatiche
ricorda un poco il noto sedile del Park Guell di Barcellona, disegnato da Gaudì. Perché anche qui il gradone del bordo
sembra offrirsi come sedile, e in fondo anche questo fa parte dell’estetica della piscina: la possibilità di starsene immersi nelle giornate di sole a godere la vista del panorama. Data la conformazione della vasca, questo non impedisce il suo contemporaneo uso per il nuoto, lungo il suo asse maggiore che alle due estremità incontra pareti diritte, prive di scalini. Ma, ancora, in questa piscina prima che la possibilità di esercitarsi nel nuoto, risulta evidente la funzione di luogo privilegiato per godersi l’estate. I sedili prendisole disposti all’intorno ne fanno un salotto all’aperto in cui la presenza dell’acqua contribuisce al clima: sia atmosferico, sia sociale. Atmosferico, perché comunque l’acqua
porta un’agiata di frescura all’intorno, in questo associandosi all’ombreggiatura data dalle fronde. Conviviale, perché
l’opportunità di un tuffo offre un’occasione di gioco: di recuperare l’aspetto ludico senza il quale il vivere scade più
facilmente nel grigiore. Nel complesso, una piscina che recupera un vivere gioioso, prossimo alla natura.

 

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