Arcidiocesi di BariLe scolaresche al museo Diocesano

Tratto da:
Chiesa Oggi 46
Architettura e Comunicazione

Beni culturali

Queste pagine sono a disposizione delle Curie diocesane: qui possono presentare le iniziative che hanno intrapreso, che stanno realizzando o che intendono concretizzare in futuro. Una iniziativa di una singola diocesi può essere fonte di ispirazione per altri, può essere motivo di dibattito, può essere occasione per suggerire soluzioni nuove a problemi specifici. Siamo sicuri che altri vorranno comunicarci le loro iniziative e che il flusso di informazioni, proposte, analisi, suggerimenti, richieste che su queste pagine troveranno ospitalità, sarà sempre più ricco e fecondo. Inviate la Vostra comunicazione per posta elettronica:

chiesaoggi@dibaio.com


Arcidiocesi di Bari
Le scolaresche al Museo Diocesano

L’Ufficio didattico del Museo Diocesano di Bari, nell’ambito della sua attività di divulgazione e valorizzazione dell’identità storico-religiosa-artistica della comunità ecclesiale barese, ha organizzato la mostra dal titolo “Natività e Presepi nel Museo Diocesano di Bari”. L’itinerario didattico deriva dal grande interesse delle scolaresche, dei docenti e del pubblico adulto, per gli itinerari interdisciplinari: il Centro Storico di Bari; la Cattedrale e il suo Museo; le Sedi Espositive del Museo Diocesano. La mostra ha un triplice intento: – documentare l’evento mistico con l’analisi delle fonti scritte: i Vangeli degli Evangelisti e i Vangeli radicati nella tradizione popolare; – prendere in esame il valore artistico interpretativo e rappresentativo della natività nelle opere esposte; – richiamare i visitatori alla riflessione. Il percorso espositivo è stato suddiviso in tre sezioni: i Vangeli sinottici, i Vangeli apocrifi, la Devozione popolare, ospitate in diverse sedi, nell’ordine: Palazzo Arcivescovile-Museo della Cattedrale, chiesa di Santa Teresa dei maschi, chiesa di San Gaetano. Nel Palazzo Arcivescovile, Museo della Cattedrale. Le testimonianze degli scritti di Luca, Matteo, Marco (i Sinottici) costituiscono le fonti da cui è partita la ricerca documentaria e l’esposizione didattica, del testo scritto e del testo visivo, di questa sezione della mostra. Luca e Matteo raccontano la nascita di Cristo, ma è la visione di Giovanni a coinvolgere il visitatore. L’immagine dell’Evangelista è resa visibile dal piccolo busto in cartapesta (sec. XIX-XX). Il Prologo del suo Vangelo è esposto in una Cartagloria (sec. XIX -XX). L’Annunzio e il dialogo tra l’Angelo Gabriele e Maria sono rappresentati da sculture in cartapesta dipinta (XIX-XX sec.). Maria e Giuseppe sono sculture di presepe napoletano del XVIII secolo. Giuseppe, sempre rappresentato in disparte (è una tipologia che scompare con la Controriforma), nel dipinto attribuito ad Andrea Miglionico “Madonna in gloria e Santi”, fine XVII secolo, avanza grazie al gesto di Gesù che “lo tira per una manica”. I Magi sono in adorazione, nella tela dipinta a olio nel 1723- 24 ca. attribuita a Corrado Giaquinto. Completano questa sezione dell’esposizione le Anticipazioni, le Adorazioni, l’Immacolata Concezione, la Natività negli Exultet, San Francesco e la nascita del presepe, riproduzioni fotografiche della Collezione di presepi napoletani settecenteschi del Museo Nazionale di Monaco.
Rosa Angela Finetti

Arcidiocesi di Torino

La Sezione Arte dell’Ufficio Liturgico Diocesano Una valutazione sugli ultimi trent’anni di attività dell’Ufficio Liturgico Diocesano è contenuta nel n°18 dei “Quaderni” editi dall’Ufficio stesso. Ne pubblichiamo alcuni stralci utili per riflettere sul rapporto tra committente e progettisti: “La Sezione Arte ha raggiunto risultati positivi quando la consulenza veniva accolta dai responsabili dei singoli interventi fin dagli inizi, in base a una attenta indagine delle esigenze e a una corretta impostazione del progetto, elaborato poi con meditata competenza professionale. Sporadici risultati positivi sono stati raggiunti anche in altri casi, mentre i risultati sono stati negativi quando la consulenza veniva accolta come puro fatto burocratico, unicamente in vista di una approvazione da conseguire comunque e subito. Risultati molto interessanti la Sezione Arte ha anche conseguito attraverso l’invito alla redazione di programmi globali, da realizzare nel tempo, secondo gradualità legate a varie esigenze (maturazione delle idee, possibilità economiche, ecc.). In modo crescente negli anni – specie quando per l’assenza di nuove pratiche pervenute, sia in tema di nuove chiese (per l’impiego generalizzato dei ‘saloni polifunzionali’), sia per la prassi sempre più diffusa di provvedere ad adeguamenti liturgici senza interpellare la Sezione Arte – si è sentita l’esigenza di cercare vie di orientamento verso valori essenziali: valori della liturgia, della storia dell’ar te, della cultura (vedi, ad esempio, l’argomento del sacro), ecc. Insistente è stata la ricerca di tipi edilizi conformi ai casi. Quindi: non microchiese, ma chiese domestiche per Istituti e Case di riposo; quindi: non edifici isolati a sé stanti, ma inseriti nel contesto; quindi: non difesa dell’arte in sé, ma della storia religiosa locale. Importante è stato il tentativo di riconvertire l’uso di chiese abbandonate, conservandone i valori storici e architettonici. Così è stato in tema di restauri, per i quali la Sezione Arte ha sempre sconsigliato interventi pesanti, inserimenti stilistici estranei alla storia degli edifici, opere costose e non finalizzate in primis all’adeguamento liturgico. Per le nuove chiese, sfuggite all’esame della Sezione Arte, tutti i tentativi sono stati compiuti, a tutti i livelli: la nuova procedura adottata dalla Conferenza Episcopale Italiana potrà – si spera – portare a esiti positivi. Il rapporto con gli artisti – pittori e scultori – è stato raro, essendo state rare le occasioni rese note alla Sezione Arte. Per il tema “furti e tutela” del patrimonio artistico e culturale, la Sezione Arte continua nella linea di assicurare, prima di tutto, inventari completi dei beni…Tut-tavia, quando… si tende a trasformare gli inventari in catalogo o precatalogo (si annulla) la tempestività degli interventi.
Don Aldo Marengo

Diocesi di Terni-Narni-Amelia
Dal Segno della Croce ai Segni dell’arte

La mostra dal titolo “Dal Segno della Croce ai Segni dell’arte: contemporaneità dell’amore di Dio per l’umanità” è stata promossa dall’Ufficio per i Beni Culturali Ecclesiastici della Diocesi di Terni-Narni-Amelia e dalla Fondazione San Valentino. Si è tenuta, in occasione delle celebrazioni in onore di San Valentino, patrono della città, durante il mese di febbraio. La mostra è dedicata “A tutti i bambini del mondo vittime di soprusi e violenze. Essi stessi nella loro fragile persona, imprigionata da una storia che distrugge la loro bellezza, sono segno di quella Croce che, purtroppo, significa ancora morte e sacrificio, piuttosto che vittoria definitiva dell’Amore sulla violenza e sulla morte.” Nell’introduzione al catalogo della mostra, il Vescovo, S.E. Mons. Vincenzo Paglia scrive: “Una mostra sulla ‘Croce’ e le ‘Croci’ non è poi così frequente, anche se è stato uno dei soggetti che più hanno provocato gli artisti. E questa mostra ne è un piccolo segno. Per i credenti essa rappresenta, dentro la sua cruda e terrificante realtà, la suprema manifestazione dell’amore. Oggi, purtroppo, diviene spesso solo un oggetto decorativo. Questa mostra vuole essere un invito a contemplarla nuovamente per scorgervi quella forza inesauribile d’amore che continua a trascinare uomini e donne che si lasciano guidare da essa”. E S.E.R. Mons. Francesco Marchisano, Presidente della Pontificia Commissione per i Beni Culturali della Chiesa, scrive: “Forse proprio dal paradosso della croce può rinascere l’arte e deve rinvigorirsi la comunità cristiana. La croce infatti è il segno della coincidentia oppositorum, perché è terra e cielo, è vita e morte, è condanna e redenzione, è ingiustizia e giustizia. Tale coincidenza non è confusione, bensì immagine pregante della forza dialettica della creazione dove il Dio creatore s’incarna, dove l’Essere trascendente si fa storia, dove il Cristo è vero Dio e vero uomo, dove il Verbo è abbassatore innalzato.” E con voce profetica Mons. Timothy Verdon, scrive che “le astrazioni del Novecento potranno un giorno essere trasfigurate da elementi figurativi che al ‘grido atonale’ sapranno abbinare un minimo di testo, di copione intellegibile.” “La novità di questo evento – ha scritto Don Fabio Leonardis, curatore della mostra e responsabile dell’Ufficio Beni Culturali della Diocesi di Terni-Narni- Amelia – è la scelta della preghiera, posta sotto ogni opera, come mediatrice dell’arte sacra contemporanea”.
Nitsch Hermann “Croce”, 1986

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