Architettura e tradizione

La villa, sita nell’Alta Val di Non, nel comune di Cavareno, è destinata alla residenza permanente di una famiglia originaria del luogo. L’architetto Minoli definisce così il suo progetto: ”La concezione architettonica coniuga elementi della tradizione montana con una definizione degli spazi e uno sviluppo planivolumetrico ispirati ai principi più alti del movimento moderno, in un mix innovativo e talora spiazzante. Costruita in aderenza al terreno di cui asseconda il leggero declivio verso il paese sottostante, sembra mimetizzarsi nella cortina arborea naturale che la incornicia verso monte, appoggiando fin quasi a terra gli spioventi dei suoi tetti come le pesanti fronde di un grande abete”. L’abitazione è organizzata attorno a un asse principale che va dall’ingresso, a monte, fino alla grande vetrata in salotto, a valle. Idealmente l’intento progettuale è stato quello di condurre l’ospite verso il grande palcoscenico naturale dell’Alta Val di Non che da qui si dispiega a 180°, punteggiata da piccoli paesi e da imponenti gruppi montagnosi come quello dolomitico del Brenta.Dal percorso principale si accede direttamente alle diverse aree del living (zona tv, zona conversazione, pranzo, bar/stube, studio) tutte intercomunicanti e unificate dalla medesima pavimentazione a grandi doghe di iroko, dai riflessi dorati e venature evidenti.
Un secondo disimpegno collega la cucina (con doppia possibilità di cottura, a gas e tradizionale su stufa a legna) con l’altra area di preparazione dei pasti realizzata nella sottostante taverna/stube (con una vecchia cucina economica, realizzata da un artigiano locale, con maioliche bianche Thun).La continuità visiva e l’interconnessione tra le diverse aree funzionali, che caratterizzano il piano terra, sono il fil rouge del progetto proseguendo anche in verticale nella zona notte, al piano superiore.
Vi si accede attraverso una scenica e comoda scala elicoidale per arrivare al disimpegno delle camere, concepito come un ballatoio domestico con affaccio sulla zona d’ingresso. La particolarità di questa casa è senza dubbio il come l’architetto sia riuscito a mantenere una tradizionalità montana senza per questo soffocare la dinamicità dei percorsi e gli spazi dilatati.
È riuscito in questo avvalendosi di materiali grezzi, come la parete nord interamente rivestita con pietra grezza lavorata “a spacco” da abili artigiani.LA BELLEZZA DELLA MAIOLICA: PER SCALDARE E CUCINARE

LA VECCHIA “CUCINA ECONOMICA” È DIVENTATA IL CUORE PULSANTE DELL’AMBIENTE, E GRAZIE ALLE TECNICHE EVOLUTE DI COMBUSTIONE NON SOLO PERMETTE DI PREPARARE SQUISITI PIATTI MA ANCHE DI SCALDARE TUTTA LA CASA. IL RITORNO DELLA CUCINA A LEGNA È DOVUTO ALLA RISCOPERTA DEL PIACERE DI CUOCERE CIBI GENUINI CON TECNICHE TRADIZIONALI (NIENTE COME LA COTTURA A LEGNA, LENTA E COSTANTE, ACCRESCE IL SAPORE) MA ANCHE E SOPRATTUTTO ALLE NUOVE TECNICHE DI COMBUSTIONE CHE, UNITE AI MATERIALI TRADIZIONALI PERFEZIONATI DALLA TECNOLOGIA, GARANTISCONO UN RENDIMENTO TERMICO ECCEZIONALE: COSÌ LA CUCINA A LEGNA DIVENTA IL CUORE PULSANTE DI TUTTA LA CASA CHE RIUSCIRÀ A SCALDARE DA SOLA O IN ABBINAMENTO A UN IMPIANTO A TERMOSIFONI. INFATTI, LE CUCINE A LEGNA COSTRUITE CON UNA STRUTTURA DI GHISA O DI ACCIAIO, CON UNA CAMERA DI COMBUSTIONE RIVESTITA DI MATTONI REFRATTARI, CON PIASTRE RADIANTI DEGLI STESSI MATERIALI CHE FORMANO LA STRUTTURA (ANCHE IN ABBINAMENTO INCROCIATO), POSSONO UTILIZZARE L’ENERGIA TERMICA DELLA LEGNA PER IL RISCALDAMENTO E SONO IN GRADO DI DISTRIBUIRE QUELL’ENERGIA ANCHE NEGLI ALTRI AMBIENTI, SOTTO FORMA DI ARIA CALDA IN APPOSITE CANALIZZAZIONI O, CON UNO SCAMBIATORE, COME ACQUA CALDA NELL’IMPIANTO DEI CALORIFERI. IL PRIMO PASSO NELLA REALIZZAZIONE DI UNA STUFA È IL SOPRALLUOGO DA PARTE DI UN TECNICO NEI LOCALI DA RISCALDARE: IN BASE ALLE INDICAZIONI DEL CLIENTE VERRANNO CONSIGLIATI I COLORI PIÙ ADATTI, I DECORI E ANCHE LA FORMA DELLE MAIOLICHE.
SEGUIRANNO, QUINDI, IL PROGETTO E LA PRODUZIONE, PEZZO PER PEZZO, DELLA STUFA. L’ULTIMO PASSO TOCCHERÀ AL “MAESTRO FUMISTA” CHE, AVVALENDOSI DELLA SUA ESPERIENZA E DELLE SUE CONOSCENZE TECNICHE, ASSEMBLERÀ DIRETTAMENTE A CASA DEL CLIENTE MATTONI REFRATTARI E MAIOLICHE, REALIZZANDO UNA STUFA A REGOLA D’ARTE! (THUN)L’ARCHITETTO: LORENZA MINOLI

LAUREATA AL POLITECNICO DI MILANO, HA MATURATO UNA VASTA ESPERIENZA PROGETTUALE IN DIVERSI AMBITI DELL’ARCHITETTURA IN PARTICOLARE QUELLO DELL’EDILIZIA SCOLASTICA (CENTRO OMNICOMPRENSIVO POLIVALENTE DEL PARCO NORD), DELL’EDILIZIA RESIDENZIALE E DELLA DIREZIONE ARTISTICA. VIVE E LAVORA A MILANO, DOVE HA UNO STUDIO PROPRIO. ARTISTICAMENTE HA RIDISEGNATO TRA L’ALTRO, CON UN PIANO DEL COLORE,  LE FACCIATE DI BEN SEDICI EDIFICI DI UN QUARTIERE DI EDILIZIA PUBBLICA.
ATTUALMENTE È IMPEGNATA NELLA RISTRUTTURAZIONE DI APPARTAMENTI E NELLA PROGETTAZIONE DI INTERNI, OLTRE CHE NELLA COLLABORAZIONE CON RIVISTE DEL SETTORE. NEGLI ULTIMI ANNI HA LAVORATO FREQUENTEMENTE A PROGETTI PER SECONDE CASE PER AMBIENTI SIA MARINI CHE MONTANI (APPARTAMENTI E CHALET A CHAMONIX, CASE RURALI NEL BELLUNESE…). IL SUO IMPEGNO PROFESSIONALE SI ESTENDE ANCHE AL CAMPO TEORICO E STORICO DELLA DISCIPLINA ARCHITETTONICA IN PARTICOLARE CON LAVORI DI RICERCA SULLE PRIME DONNE PROGETTISTE, SVOLTO IN COLLABORAZIONE CON IL POLITECNICO. HA PUBBLICATO TRA L’ALTRO IL SAGGIO “DALLA CUCINA ALLA CITTÀ: MARGARETE SCHUTTE LIHOTZKY”, SULLA VITA E LE OPERE DI UNA DELLE MADRI DELL’ARCHITETTURA MODERNA. SU QUESTO ARGOMENTO TIENE CONFERENZE E CORSI.Altri elementi scaldano l’atmosfera e la rendono accogliente come le due grandi e antiche stufe in maiolica Sfruz (verde intenso con decori e fogge classicheggianti collezionate dai proprietari), insieme al materiale che più di tutti infonde calore sia nell’animo che nell’arredo: il legno.
I punti fermi attorno ai quali l’architetto Minoli è partito a progettare sono le grandi stufe e le caratteristiche del terreno sul quale si erge la casa.
Il terreno ha una posizione leggermente sopraelevata sull’abitato e per questo favorito dal punto di vista panoramico; questa caratteristica ha portato a scelte che lo preservassero ed esaltassero incontrando, tra l’altro, la sensibilità agli aspetti paesaggistici del progettista e dei proprietari.QUALITA’ DELL’INTERVENTO

CENTRALITÀ DEL PROGETTO: IL PROGETTO NASCE ATTORNO
A DUE PUNTI FERMI: LA PARTICOLARITÀ DEL TERRENO E LE GRANDI STUFE IN MAIOLICA SFRUZ; DA QUI IL PROGETTO PARTE E SI SVILUPPA LUNGO UN ASSE CENTRALE.
INNOVAZIONE: IL PROGETTO SEGUE I LIVELLI DI PENDENZA DEL TERRENO.
USO DEI MATERIALI: PIETRA DI ASIAGO TAGLIATA A SPACCO E LEGNO.
NUOVE TECNOLOGIE: SCALA ELICOIDALE IN TUBOLARE D’ACCIAIO.

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