La trasformazione del paesaggio estrattivo

‘… se ci sono persone che lavorano nella montagna, perché non posso farlo io? Molti lavorano nella montagna, estraendo pietra senza sapere che mentre tolgono pietra stanno in realtà introducendo spazio all’interno della montagna. Ma allora perché non dirigere, pianificare questo processo e creare una scultura?’1
Queste le parole che meglio riassumono l’importanza di ‘agire a priori’, attraverso una pianificazione che riesca a pre-vedere, presa – gire la trasformazione di un paesaggio in rapida evoluzione come quello legato all’attività estrattiva, che riesca cioè a produrre nuovi scenari e a realizzarli.
Quali scenari allora per il paesaggio estrattivo? Alcune premesse sono d’obbligo. È fondamentale riconoscere l’irreversibilità del processo: riconoscere cioè che i segni che l’attività estrattiva produce sul territorio non solo sono indelebili, ma, in quanto frutto di un processo entropico che trasforma per definizione il paesaggio, non dovrebbero essere nascosti e nemmeno mimetizzati…

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