Servizi sportivi nell’oratorio San Pio X

Il contesto di questo progetto è costituito dall’estrema periferia a nord ovest di Catania, sui confini del territorio comunale segnati dalle lave che raggiunsero la città nel 1669; qui sorge l’abitato di Nesima: tra la Circonvallazione urbana e la Tangenziale di collegamento con il polo commerciale di Misterbianco. Il territorio dove si trova collocato il borgo di Nesima è tra i più inospitali: sciara, e basta: luogo di sterile lava. Oltre, c’è la lontana e consolidata corona dei paesi etnei, tra i quali Misterbianco è il centro più vicino e più grande, ma separato – ancora una volta – dal fiume di lava.

Il contesto: piani regolatori per la periferia di Catania
A Catania, all’inizio degli anni ’50, le proposte di piano regolatore proponevano la radicale suddivisione di Catania in due zone: la zona ‘compromessa’, che è praticamente tutta la città, dove – a detta di uno degli estensori del piano, l’arch. Giuseppe Marletta – ‘si continuerà a costruire come si è costruito fino adesso’; ed una zona ‘non compromessa’ – di modeste e frammentarie entità – dove bisognerebbe ‘indirizzare l’edilizia ai moderni concetti dell’urbanistica’, cercando – secondo Marletta – ‘di imporre costruzioni a tipo edilizio (…) e cioè grandi isolati, o a palazzine, o a villini, o a casette a schiera, in modo da avere costruzioni distanziate con caratteri architettonici ben definiti’…

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ARCHITETTURA E CITTA’ 6
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