Il luogo, l’identità, la memoria

È inutile stabilire se Zenobia sia da classificare tra le città felici o tra quelle infelici. Non è in queste due specie che ha senso dividere le città, ma in altre due: quelle che continuano attraverso gli anni e le mutazioni a dare la loro forma ai desideri e quelle in cui i desideri o riescono a cancellare la città o ne sono cancellati.
Italo Calvino, Le città invisibili

Secondo Heidegger, sul linguaggio e l’estetica, scopo dell’architettura è l’abitare inteso come capacità di riconoscersi in un ambiente, di orientarsi spazialmente e percettivamente.
Abitare assume, quindi, un significato profondo in quanto implica il riconoscimento del luogo, nella sua accezione piu identificativa del genius loci: il sentire le proprie radici, viverne la sua memoria, ma soprattutto partecipare attivamente alla sua evoluzione e trasformazione in un divenire in armonia con i ritmi e le leggi della natura.
Queste premesse sono alla base dell’esperienza progettuale che qui si presenta e che hanno costituito uno degli obiettivi da perseguire: progettare un luogo di qualità, accogliente, in cui i cittadini possano riconoscersi, amarlo, sentirlo come proprio e curarne il suo mantenimento…

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ARCHITETTURA E CITTA’ 6
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