Flusso e luogo

Il flusso dovrebbe essere la legge del capitalismo maturo, che non  tollera ostacoli alla libera circolazione delle merci. Se tutto è in movimento, in trasformazione continua, cosa accade del luogo?
Una risposta è il Truman Show di Peter Weir. Una sorta di luogo originario, la piccola città americana analoga alla Smallville dell’infanzia di Superman, alle cittadine cinematografiche dove tutti si conoscono per nome (Ritorno al Futuro di Zemeckis o La vita è meravigliosa di Frank Capra), a Wrigthville di Ellery Queen: dove i rapporti umani sono perennemente allo stato nascente, tra rispetto e meraviglia.
Nel corso del film però si scopre che questa città ‘felice’ non è una vera città, ma un set televisivo, una casa del Grande Fratello, solo molto più complicata. L’idea di luogo alla Rousseau – incontaminato dalla civiltà (come l’isola di Paolo e Virginia), o la preferenza per la campagna rispetto alla grande città – New York rappresentata come luogo dell’autodistruzione e della morte – sopravvivono come fiction.
Un’altra risposta è l’immaginazione di città mutate – in conseguenza dello scorrere del flusso. Vivere e morire a Los Angeles di Friedkin, dove la città è il luogo di una partita a scacchi tra una coppia di poliziotti ed il male (descritto come generato dall’arte e dalla vita moderne)…

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ARCHITETTURA E CITTA’ 6
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