Locale/Globale

Sembra che ‘parlare di Architettura’ sia divenuto ormai solo il pretesto per innescare dibattiti cui partecipano, da una parte, i sostenitori di una opinione e dall’altra i sostenitori della opinione opposta, interagendo in una sorta di talk-show televisivo dove è prassi lo scontro di opinioni. Tuttavia, il confronto è l’unica strategia perseguibile in cui è possibile ritrovare la soluzione idonea alle necessità e ai cambiamenti che la naturale o violenta mutazione impone all’uomo di oggi.
Anche nel caso del XX Seminario di Camerino, L’architettura dei luoghi. Contesto e modernità, siamo stati invitati al confronto (sicuramente più pacifico e più democratico di altri contesti mediatici) e alla proposizione di possibili scenari da perseguire. Già nel titolo dello stage si ritrovano i due termini sui cui si è innescato il confronto fra studiosi e progettisti. Rispetto agli altri anni, però, la sostenibilità non è stato il motivo conduttore che metteva in relazione i diversi approcci e le diverse posizioni sulla tematica che il Seminario richiedeva. Si è fatto un passo indietro – a mio avviso in senso positivo – perché si è tornati a parlare di architettura, di contesto, di tradizione, di innovazione, di materiali. Troppo spesso assistiamo a mutamenti urbani e ambientali che nulla hanno a che vedere con la storia dei luoghi, con le tradizioni culturali tecniche e tecnologiche. Sembra che la volontà di essere degli ‘originali alieni architetti’ sia la condizione per farsi notare o per dire a se stessi ‘ci sono anch’io’…

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ARCHITETTURA E CITTA’ 6
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