Antiquariato

Proseguono i nostri incontri con Ferruccio Amati esperto di antiquariato e restauro ligneo. In questo numero un approfondimento sullo stile Neoclassico.

E’ ovvio che la nostra analisi si svolga in modo puramente teorico o meglio, come oggi vien definito, virtuale, ma le indicazioni qui riportate possono comunque seppur a grandi linee, facilitare la chiave di lettura. Come precedentemente enunciato ci riferiamo allo stile Neoclassico: stile che si manifesta nella seconda metà del XVII secolo. Innazi tutto è determinante verificare la qualità dell’essenza lignea impiegata sia per l’ossatura del mobile sia per la placcatura. Quest’ultima, se l’esemplare rientra nell’area lombarda (come nel nostro caso specifico) è solitamente in noce, mentre per la struttura posssono essere impiegate altre qualità lignee (pioppo, abete, olmo, ecc.) meno pregiate. Ovviamente tale scelta influisce notevolmente sul valore qualitativo di una concretizzazione:
tutti gli esemplari del Maggiolini o della sua Scuola sono stati realizzati totalmente in noce.

Infatti, questo legno, che proviene dall’Asia Centro Occidentale e dall’Europa Sud Orientale, di media durezza, con grana fine e consistente, resistente agli sbalzi di temperatura e non all’anobio (tarlo), dal colore giallo bruno con venature scure (talvolta nere) è considerato un’essenza nobile. Ok, passiamo ora alla tecnica costruttiva. Il rivestimento o la placcatura delle superfici del mobile NON deve essere inferiore a mm 2 di spessore, perché in caso contrario si tratterebbe di impiallicciatura ed i natali del cassettone si sposterebbero per lo meno di mezzo secolo. Lo schienale, come i fondi dei cassetti, deve risultare composto da varie assi, poste verticalmente e orizzontalmente, incollate fra loro da una colla caravella (5) vuoi inserito per tre o quattro lati in una scanalatura, vuoi applicato a battente, quindi inchiodato.Parliamo ora dell’assemblaggio delle parti che costituiscono l’ossatura del cassettone. Diverse sono le tecniche utilizzate, ma nel XVIII secolo si usano in particolare incastri a coda di rondine: (6) più essi sono ravvicinati e precisi più l’aspetto tecnico costruttivo del “pezzo” diviene pregevole. Purtroppo non è semplice per un neofita distinguere le code di rondine eseguite a mano da quelle realizzate meccanicamente, in quanto in passato esistevano ebanisti la cui perizia esecutiva rasentava la pefezione.

1. Sarà vero o sarà falso è un utile vademecum per l’acquisto e la valutazione dei mobili antichi.
2. E’ una guida al restauro di mobili antichi il manuale Restauro Ligneo secondo le regole dell’arte
Entrambi i volumi, di cui è autore Ferruccio Amati, sono pubblicati da Di Baio Editore. (per l’acquisto vedi coupon a fine rivista)

Pertanto, solo l’esperienza può essere d’ausilio in una verifica. In alcuni casi, solo per i fondi vengono impiegati anche i chiodi. Questi posseggono gambo corto e teste rettangolari abbastanza esili. Talvolta, nel XVIII secolo, non si disdegnano i chiodi in legno o pioli o cavicchi. (6) Le serrature, con meccanismo inserito nel retro e applicate a vista, sono munite di duplice chiusura (sopra – sotto) per non deturapare le superfici del mobile, per lo più decorate
ampiamente. Queste sono le peculiarità tecnico – costruttive che il cassettone neoclassico deve possedere. Il nostro
esemplare, poiché l’ho potuto visualizzare, è in perfetta regola.

(5) colla caravella = colla naturale di origine vegetale
(6) coda di rondine = tipologia di incastro

 

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