Antico non rustico


Un casale Anni ’30

Nella campagna addossata al mare

Ecco come un casale può diventare una villa signorile che, senza darlo a vedere, si rifà a un certo modo di abitare volutamente semplice e rilassato degli anni ‘30.

La concezione che noi artisti ci siamo formati della vita è semplicissima: in tutto, sopra tutto, domina la volontà. La volontà fa la nostra felicità, e il nostro tormento. Dovessi vivere cento vite le vorrei tutte simili alla mia vita attuale. Essere artista, padroneggiare la volontà, elevarsi al di sopra di tutto quello che è piccolo, meschino, ripugnante: trasporre tutto a un livello grandioso, fino a raggiungere lo straordinario. Ecco, questo è il senso della nostra arte, e questo è ciò che rende irresistibile la carriera artistica.

Grock, nome d’arte di Adrien Wettach (Reconvilier, Svizzera,10 gennaio 1880 – Imperia, 14 luglio 1959), è stato un clown svizzero. « Io sono il risultato di mezzo secolo di osservazione e di ostinazione, del desiderio di perfezionare ciò che era già perfetto. Sono convinto di essere riuscito » Questo disse di sé, del proprio costante puntiglio di affinarsi fino a raggiungere una maestria senza pari.Considerato il più grande clown dei suoi tempi, spesso fu catalogato con varie etichette culturali, scomodando Shakespeare, Cartesio e Bergson. Ma Grock respinse queste classificazioni. I suoi numeri tipici erano basati su giochi con strumenti musicali, soprattutto il violino ed il pianoforte.

Le famose ville di Forte dei Marmi hanno iniziato a nascere nel periodo Liberty e hanno continuato a crescere nel periodo tra le due guerre; poi è iniziata l’era degli alberghi e delle pensioni e finalmente quella del piano regolatore che ha messo freno alla febbre di cementificazione che cresceva col crescere della domanda.
“Vestivamo alla marinara” è nato qui, quando i figli della famiglia Agnelli passavano le vacanze nella loro grande villa con sala cinematografica interna per non mescolarsi troppo alla folla.

Idee semplici e belle per una casa importante ma adatta anche per ambienti più piccoli

Quei tempi sono passati ma non la moda di Forte dei Marmi, e oggi ci si accontenta di ripristinare vecchi casali di campagna pur di tenere la piazza. Poi li si arreda col tono signorile di sempre, come in questo caso, con grandi divani bianchi che accolgono gli ospiti davanti a una bella e vasta piscina. Il rustico è stato ristrutturato dall’ing.
Giancarlo Bartoli, che nel living ha demolito parte delle pareti per inserire delle vetrate a griglia che danno all’insieme quel tono Anni ‘30 che a Forte dei Marmi è molto rievocativo.

Dal soggiorno al prato

La comunicazione continua delle stanze di soggiorno, con la piscina e le siepi fiorite del giardino, è la chiave del fascino di questo rustico ristrutturato.
Il verde che si arrampica sui pilastri e le alte bordure di rose che bordano la piscina sono il fondale scenografico a cui
corre sempre l’occhio.

Un bel focolare che ricorda
la cucina di tradizione

Le tende a pensilina, il vimini intrecciato in forme razionaliste, i berceaux con rampicanti fioriti e profumati completano
questo scenario. L’arredo è volutamente fuori dal tempo, molto chic nella sua monumentale semplicità; non vuole assolutamente confondersi col rustico che oggi va per la maggiore in Toscana. Le grandi vetrate in ferro verniciato di grigio si aprono quasi totalmente. Sul porticato si arrampicano glicini dalle foglie verde chiaro, profumatissimi
gelsomini e rose “Claire matin” incurvate dal peso dei fiori. L’atmosfera qui è la più rilassante possibile, in sintonia col
microclima di Forte dei Marmi che è quasi ipnotico (guai fare la pennichella, può durare ore e ore). Il giardino è curato nei minimi particolari comme il faut, con un perfetto prato all’inglese e cespugli fioritissimi.

Nelle stanze interne non vi sono lesolite travi in legno col tronco a vista, ma travi in cemento, intonacate come il resto delle pareti.

Nelle stanze e sotto il portico girano silenziose le grandi pale dei ventilatori che permettono di tenere aperte le vetrate per comunicare direttamente col giardino. Qui, volendo, la piscina si può chiudere a comando senza che si noti la copertura. Dall’altra parte del fabbricato vi è una fonte d’acqua sorgiva, calda d’inverno e fresca d’estate. La cucina, molto semplice con mobili in legno laccato di bianco, ha un grande focolare per le grigliate e panieri per raccogliere sulle vicine colline i funghi, le fragoline, le more, le noci e le castagne. Qui, il tavolo e le sedie sono quelli tradizionali di campagna, e con i letti ‘800 delle camere sono l’unica concessione al gusto del rustico.

 

Condividi

Utilizziamo i cookie per offrirti la migliore esperienza sul nostro sito web.
Puoi scoprire di più su quali cookie stiamo utilizzando o come disattivarli nella pagine(cookie)(technical cookies) (statistics cookies)(profiling cookies)