Anni 50 in California

All’inizio degli anni quaranta John Entenza attraverso l’autorevole Arts and Architecture lancia l’ambizioso programma per un “contemporany living” chiamato Case Study Houses: una serie di case, costruite tra gli anni 40 e 60 nell’area di Los Angeles e concepite come prototipi di nuove concezioni abitative. Le prime sei costruite tra il 1946 e il 1947 furono dei veri e propri manifesti e attrassero 368.554 visitatori. Un vero successo che portò Entenza a complertare il programma affidando i progetti a giovani e sconosciuti architetti. Probabilmente fu la palestra dei migliori nomi dell’architettura del dopoguerra e vi parteciparono Charles e Ray Eames, Eero Saarinen, Craig Ellwood, Pierre Koening, Ralph Rapson, Raphael Soriano. Una caratteristica comune fu l’attenzione sperimentale alla tecnologia costruttiva, quasi sempre in acciaio e alla scelta dei materiali da costruzione come lamiera grecata, vetro e plastica oltre ai materiali sintetici per l’interno come la formica per i piani di lavoro e la tappezzeria Naugahyde. Ispirati dal maesto Mies van der Rohe e dalla casa Farnsworth si definì un nuovo concetto di spazio, a pianta libera, più fluido e funzionale ma molto elegante e raffinato. Il bagno proprio in queste case e in quegli anni assunse nuovi contorni; come sostiene Lasley Jackson “se prima si ricorreva a vasche e lavandini ingombranti, la nuova tendenza imponeva la scelta di vasche più corte e meno profonde e lavandini sostenuti da zanche a muro o da supporti di acciaio cromato, dalla linea spesso elegante e semplice”. In quegli anni inoltre si semplificò il design dei rubinetti, le vasche furono prodotte con nuovi materiali come il perspex e le docce furono dotate di ogni possibile congegno.

1945. Post war Southern California is preparing to welcome home thousands of GIs drawn to a vibrant job market and exceptional weather. With the anticipated wave of young families eager to live the “American Dream,” editor and publisher John Entenza of Arts & Architecture magazine envisions an opportunity to steer the course of design, and subsequently launches the Case Study House program. The resulting architecture introduced a less formal West Coast spirit. Spaces, generally shaped by steel framing, were large, open and free, with ample operable glass panels designed to take advantage of the moderate climate. Plans were “flipped,” putting living rooms off private gardens in the rear, kitchens toward the front and eliminating rarely used dining rooms. Despite acclaim, the magazine fell short of its goals. The architecture became elitist, understood and commissioned solely by clients educated in the modern genre. The use of steel members required a more skilled work force, and the price of industrialized materials proved no more cost effective then traditional ones. The final tally of the program was still impressive. From 1945-1966, 23 projects were built, the majority constructed in the greater Los Angeles area. The men who participated—Charles Eames, Craig Ellwood, Pierre Koenig, Richard Neutra, Ralph Rapson, and Raphael Soriano, among others—were, for the most part, young Los Angeles architects at the beginning of their careers.

 

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