ANITA RIGHI – URBANISTICA E PAESAGGIO – PROGETTO MENZIONE SPECIALE

La tesi parte da un’analisi territoriale del Comune di Firenzuola per giungere alla definizione di un progetto urbanistico-paesaggistico.
Il pretesto iniziale per stabilire un ambito di intervento è stato quello di cercare un contesto in cui lo sviluppo del territorio non fosse stato toccato dalle logiche di espansione urbana tipiche dei grandi centri di pianura.
L’analisi è quindi stata indirizzata verso le comunità montane che corrispondono a circa la metà del territorio e della popolazione nazionale.
Firenzuola in provincia di Firenze, facente parte della Comunità Montana del Mugello, non vanta particolari pregi naturalistici o artistici e appartiene al gruppo di comuni italiani più lontani dai centri abitati ma si è sviluppata economicamente attraverso lo sfruttamento di una risorsa locale, la pietra serena.L’attività estrattiva è il perno dell’economia del territorio, Firenzuola è la principale produttrice italiana di pietra serena e questo settore negli ultimi anni si è affinato e specializzato con la convinzione sempre più radicata che il materiale grezzo dovesse essere lavorato in loco.
Il territorio del Comune di Firenzuola è stato recentemente modificato da forti segni di antropizzazione che spesso hanno avuto luogo in tempi e spazi contigui senza seguire una logica globale e strutturale di trasformazione e sviluppo fra cui la realizzazione di due grandi opere di infrastrutturazione, quali la tratta Bologna-Firenze dell’Alta Velocità Ferroviaria e la bretella autostradale Poggiolino-Firenzuola, che incideranno sul futuro sviluppo del territorio.
Firenzuola verrà collegata all’Autostrada del Sole tramite un raccordo che attraverserà gli Appennini, determinando così per la prima volta la possibilità di attraversare l’Italia centrale in direzione Ovest-Est.
Per la Romagna e le Marche, infatti, ci sarà la possibilità di raggiungere Firenze evitando il nodo bolognese, bensì utilizzando la strada provinciale Montanara-Imolese che collega Imola – dall’ A14 – a Firenzuola: la bretella permetterà il primo attraversamento Est-Ovest dell’Italia centrale, il primo collegamento diretto fra il mare Adriatico e gli Appennini.
Questa importante trasformazione dei collegamenti, sebbene porti numerosi vantaggi al comparto firenzuolino dell’arenaria, potrebbe penalizzare il Comune di Firenzuola facendolo diventare un luogo di attraversamento e disincentivando il turismo.Il progetto di tesi mira a trovare una soluzione urbanistica e paesaggistica di riqualificazione della fascia di territorio segnata dalla nuova in frastruttura in modo da trasformare un’opportunità di esclusivo incremento produttivo in un’opportunità di sviluppo per l’intera comunità, tanto sociale quanto economico.
Il progetto mira a perseguire una logica di “crescita” incentrata sulla considerazione del luogo e delle sue risorse contro la mera sovrapposizione di processi speculativi.
Il percorso della pietra serena non è un percorso obbligato, di utilità, ma che si sceglie di percorrere, corre parallelo a un percorso che è invece di forte utilità: la bretella autostradale. L’obiettivo del percorso non è infatti il punto di arrivo ma la percorrenza stessa, sono gli eventi che accadono durante il tratto percorso.
Il percorso che unisce Firenzuola alla sua frazione maggiore, Cornacchiaia, può essere interpretato come un racconto a doppio senso, dalla pieve di Cornacchiaia al museo della pietra serena di Firenzuola e viceversa, dall’intervento antropico più antico del Mugello, il nucleo di Cornacchiaia, a quello più nuovo, la connessione del raccordo autostradale alla strada Montanara.
L’ambito fluviale attraversato dal percorso della pietra serena è stato suddiviso in sette macrozone, ognuna delle quali è identificata dalla caratteristica principale con la quale si connota nel territorio come la presenza di ex-cave, opifici, aree di balneazione, ecc.
Il progetto da questa suddivisione innescherà una logica “narrativa”, ovvero di lettura dell’intorno. Ogni macrozona infatti assumerà un aspetto unitario e diversificato dalle macrozone adiacenti: ogni macrozona diverrà una sorta di “sequenza narrativa” chiaramente distinguibile dalle altre dove verranno esaltati taluni elementi del paesaggio.
Il progetto sì può intendere come un riassetto del paesaggio piuttosto che un ridisegno, si avvale delle risorse locali che vengono riorganizzate e messe in relazione ovvero di cinque elementi tratti dal contesto esistente – ovvero la vegetazione, gli opifici, i padiglioni in pietra serena, le sculture e i fiori campestri – che assumono nel progetto specifici ruoli.
I punti di sosta sono gli elementi caratterizzanti il progetto, sono in pietra serena e la loro scansione determina il continuum della narrazione fra una sequenza e l’altra.
Sono realizzati dall’assemblaggio dei diversi prodotti delle imprese locali, quindi oltre a essere oggetti che interagiscono in maniera ludica, funzionale e poetica con il percorso, possiedono un’intenzione pubblicitaria per le imprese.
Il raccordo autostradale è correlato al percorso della pietra serena attraverso i principali elementi attrattivi: le sculture.
In alcuni punti visibili sia dal percorso che dal raccordo verranno infatti allestite aree verdi con opere di artisti che cercheranno di relazionarsi con il paesaggio; questo è l’elemento del progetto che avrà il compito di catturare l’attenzione degli utilizzatori del raccordo e rendere loro nota la presenza del percorso della pietra serena.
Gli opifici diventano parte integrante del percorso, sono riorganizzati per costituire una sorta di sfondo mobile costituito dai blocchi grezzi di arenaria mentre l’utilizzo di specie vegetali autoctone differenti per ogni sequenza permetterà di diversificarle visivamente a colpo d’occhio.
Così come la bretella autostradale, le aree di lavorazione della pietra diverranno parte integrante del progetto andando a definire insieme agli elementi naturali, antropici e artistici il disegno del paesaggio contemporaneo.

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