Andar per musei

“Il bello delle malghe”. Così potremmo sintetizzare il messaggio di questo insolito museo situato nel centro storico di caderzone, nella val rendena. La disposizione dei numerosi oggetti, infatti, non ne evidenzia tanto la funzione quanto la bellezza delle forme. L’esposizione propone al visitatore una rilettura in chiave estetica Della dura vita nelle malghe, il riconoscimento di un valore aggiunto a gesti quotidiani che, senza averne intenzione, si sono trasformati in piccole opere d’arte. Nessuno, meglio degli architetti che ne hanno voluto e curato l’allestimento, possono presentarcelo.

Arch. Maurizio Polla, sindaco di Caderzone

“Come spesso capita il successo e la realizzazione di certe iniziative è frutto di una serie di coincidenze che bisogna saper cogliere. Così è stato per il Museo della Malga. Un Comune di 600 abitanti che conta anche 600 vacche di razza Rendena, un monumento in ferro battuto di Luciano e Ivan Zanoni che elogia la “vacca savia” ovvero la vacca Rendena, la presenza sul territorio comunale di quattro splendide malghe nel gruppo dell’Adamello ed infine, ma non ultimi i malgari. Il prof. Gianluigi Rocca e la prof. Lucia Parma entrambi insegnati all’Accademia di Brera di Milano d’estate diventano malgari e per quasi 20 anni gestiscono le malghe di Caderzone e dintorni. Fanno i malgari ma sono persone di grande cultura a cui non sfugge la bellezza, l’essenzialità e l’importanza di conservare gli attrezzi che per secoli hanno ritmato il lavoro duro per la sopravivenza di generazioni e generazioni di montanari. Così nel loro peregrinare da una malga all’altra hanno raccolto, catalogato e restaurato la serie completa di tutte le attrezzature della vita in malga. I locali voltati delle ex scuderie Lodron Bertelli dell’insediamento quattrocentesco da poco restaurato sono diventate grazie alla loro donazione il vanto di una comunità che rispetta e valorizza la proprie origini e tradizioni.”

ARCH. MAURIZIO POLLA, MAYOR OF CADERZONE

“As it often occurs, the success and the realisation of some initiatives is the result of a series of coincidences that we have to catch. So was for Museo della Malga. A Municipality with 600 inhabitants that includes also 600 Rendena cows and a monument in wrought iron by Luciano and Ivan Zanoni that celebrates the wise cow, that is Rendena cow. In the municipality territory there are also four beautiful alpine malgas of Adamello chain and, at last but not least, the malga inhabitants. Prof. Gianluigi Rocca and Prof. Lucia Parma are both teachers at Accademia di Brera in Milan and during summer they become malga inhabitants and have managed Caderzone malgas and its surroundings for about 20 years. They are malga inhabitants but also they very cultivated individuals loving beauty, essentiality and the importance to preserve the tools that for centuries have marked the survival hard work of many generations of mountain dwellers. So going from a malga to another, they collected, catalogued and restored a full range of the tools of malga life. The vaulted rooms of the former stables Lodron Bertelli of the 15th century settlement that were recently restored and thanks to their donation have become the buttonhole of people respecting and increasing the value of their origins and tradition.”

Foto Comune di Caderzone
(Per informazioni tel. 0465-804899)

ARCH. FULVIO NARDELLI, PROGETTISTA

“Il Museo della Malga occupa il piano terreno dello storico edificio (origini gotico–rinascimentali) un tempo adibito a scuderie e ricovero delle derrate alimentari della residenza fortificata delle famiglie nobiliari dei Lodron e dei Bertelli. Nei lavori di restauro e ristrutturazione avvenuti 25 anni dopo il distruttivo incendio del 1976 è stata attentamente perseguita l’originalità storica limitando alla stretta funzionalità ogni intervento che mutasse l’impianto architettonico-strutturale: 2 sole aperture per il collegamento interno dei locali; il riscaldamento a pannelli radianti e l’impiantistica elettrica racchiusi all’interno del pavimento realizzato con la tecnica antica del “battuto e ribattuto”; i giunti di dilatazione in piatta d’acciaio inox posizionati in corrispondenza delle linee di proiezione orizzontale degli avvolti; gli avvolti ed i poderosi muri portanti intonacati con la tecnica del “raso sasso”; per non inquinare la purezza tecnologica ed estetica della muratura l’illuminazione è stata affidata a corpi alogeni autonomi. Il museo è composto dal porticato e da 3 sale: la prima dedicata al pascolo, alla mungitura, al casello; la seconda alla casara ed ai prodotti finiti della trasformazione del latte; la terza dedicata alla presenza dell’uomo nella malga: nella visita al museo, partendo dagli zoccoli degli animali, gli strumenti per il lavoro, ordinati su ripiani in cristallo supportati da piedi in acciaio inox lucido, conducono il visitatore, comunicando cultura e bellezza, fino al letto del malgaro, giusto riposo dopo le fatiche della lunga giornata lavorativa.”

ARCH. FULVIO NARDELLI

“Museo della Malga is located in the ground floor of the historical building (with Gothic-Renaissance origins), which in the past was used as stable and to store foodstuffs of the blockhouse where Londron and Bertelli noble families lived. During the restoring and reorganisation works, which took place 25 years after the fire in 1976, the historical origin was attentively respected by limiting each intervention only to utilization needs without changing the structural-architectonical plant: only 2 openings for the internal connection of the rooms; the radiant panel heating andthe electric system were included in the floor made with the ancient technique of “battuto e
ribattuto”; the floor expansion joint in a stainless steel plate was located where the horizontal lines of the spiral are positioned and the large bearing walls were plastered by “raso sasso” technique; in order to avoid the pollution of the technological and aesthetical cleanliness of the walls, individual halogen bodies provide the lighting.”

 

Condividi

Utilizziamo i cookie per offrirti la migliore esperienza sul nostro sito web.
Puoi scoprire di più su quali cookie stiamo utilizzando o come disattivarli nella pagine(cookie)(technical cookies) (statistics cookies)(profiling cookies)