Allestire

VETRINE
Il sogno di ogni curatore, forse, è di avere un museo che sia un semplice spazio dove gli oggetti e i reperti siano esposti senza il bisogno di alcuna mediazione architettonica. Probabilmente il sogno di ogni visitatore è quello di avere un museo che non assomigli a un museo, che sia un luogo piacevole e rilassante e non un tempio del sapere silenzioso e noioso. Per ambedue i “desideri”, apparentemente inconciliabili, la soluzione passa attraverso la realizzazione dell’arredo, che rappresenta il nodo del rapporto tra l’ordinatore delle raccolte e il visitatore, lo strumento che permette di comprendere il reperto. Quando le scelte non sono calibrate, oppure le vetrine non sono adatte o l’illuminazione è sbagliata, il rischio è che il museo non sia nulla di più che una semplice raccolta di oggetti, poco comprensibile e, perciò, scarsamente accattivante per un visitatore.
La vetrina è il contenitore che permette all’oggetto di essere esposto senza rischi per la propria incolumità, vale a dire al riparo dai furti e protetto dai potenziali agenti di degrado (umidità, luce, polveri, ecc…). Per la maggior parte dei musei, tutti quelli che espongono oggetti di piccole dimensioni, la vetrina è una presenza inevitabile. Nata praticamente insieme all’idea stessa di museo, essa ha subito nel corso degli anni un’evoluzione formale e concettuale che l’ha trasformata da mobile libreria dei primi allestimenti a contenitore tecnologico, un “palazzo nel palazzo”. La moderna vetrina è un prodotto calibrato per le esigenze museografiche, in grado di esaudire i bisogni di ordinatori dei musei e di visitatori: comodità di apertura e facilità di manutenzione, creazione di un microclima interno adatto alla conservazione, ottima visione di quanto contenuto. La forma della vetrina nonché i materiali e i colori utilizzati hanno una fondamentale rilevanza: il contenitore non deve mai “prevaricare” nell’aspetto a quanto contiene ma, al contrario, deve esaltarne il significato e la comprensione senza giocare con la spettacolarità.

 

Un espositore che protegge il prezioso pastorale di argento del XVII Ambientazioni, strutture e sistemi espositivi integrati nell’ambiente Vetrina in cristallo con movimento rotatorio

 

OGGETTI LIBERI
Non tutto quanto è presente in un museo viene ospitato in una vetrina; vi sono oggetti che, sia per le grandi dimensioni che per le limitate necessità di protezioni, vengono esposti nelle sale senza alcun contenitore che li racchiuda; a volte si tratta di scelte frutto di consuetudini e convenzioni: raramente le statue sono esposte all’interno di contenitori, così come, ad esempio, i materiali di un museo di civiltà contadina, spesso realizzati con materiali deperibili. I quadri invece, oggetti assai fragili, sono protetti da una teca solo quando vengono ritenuti di estremo valore. La casistica è assai varia e comprende tipologie e materiali molto diversi tra loro, dalle componenti architettoniche in pietra o in terracotta alle auto d’epoca, dai mobili ai macchinari da lavoro.
La loro disposizione all’interno della sala è in funzione del valore e del significato che il curatore vuole assegnare al singolo oggetto: quando è collocato isolato con grande spazio intorno, ad esempio, se ne esalta il senso di importanza; al contrario, l’esposizione di più oggetti in gruppo può sottolinearne il valore seriale. Spesso un oggetto libero, soprattutto se di piccole dimensioni, ha bisogno di un basamento che lo sostenga e lo ponga all’altezza dell’occhio del visitatore; in generale il sostegno è utile per creare uno “stacco” rispetto al pavimento ma, anche in questo caso, la forma, il colore e le dimensioni non devono prevaricare il reperto. Il basamento è anche utile a difendere dai colpi e dall’eventuale umidità di risalita. Qualora dovesse deve ospitare un reperto frammentario, incapace di reggersi da solo, il basamento ne diventa anche l’utile sostegno e il completamento, assumendo a volte un aspetto più articolato. Un altro aspetto importante è la collocazione delle informazioni che deve permettere una facile associazione con l’oggetto esposto. Un museo non sarebbe tale senza un apparato didattico che informi il pubblico su quanto esposto.

 

Allestimento della mostra "Il 900 clarense" a Chiari (BS) Complesso museale di Santa Giulia a Brescia Museo Diocesano di Ravello

 

ESPOSITORI A PARETE
Quando si pensa alla parete di un museo la mente corre subito ai quadri, ma in realtà le superfici verticali di un museo ospitano non solo dipinti ma anche tutta una serie di altri oggetti, spesso utili a corredare quanto esposto (foto, disegni, stampe, ecc…). Se per la loro disposizione valgono gli stessi accorgimenti di quanto visto per gli oggetti liberi, in questo caso assume un rilievo fondamentale il trattamento della parete. tipo di colore scelto per la superficie incide sulla leggibilità delle tinte di un quadro, così come la tonalità (chiaro/scuro) e il trattamento (ruvido/liscio) influiscono fortemente sulla “riflettanza”, in pratica su quanta luce la parete può assorbire e quanto ne riflette (oscurando l’opera). Questo senza dimenticare che il colore ha anche un notevole valore di “contestualizzazione”, per cui una tinta assume un significato storico che può accompagnare il tema dell’esposizione.

 

Allestimento della mostra a Pavia Un sistema modulare di panelli Museo Diocesano di Amalfi
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