Alla ricerca dell’essenza

Ha un passato antico questa grande casa tra le valli dell’Engadina, circondata da un vecchio borgo e da distese di prati verdi. Il suo nucleo originario, il fulcro intorno intorno a cui si é sviluppato il resto della casa, é una torre medievale un tempo adibita a residenza che negli anni ha visto il mutare della sua fisionomia.

Nella immagine di apertura la casa vista dal giardino nella penombra della sera. Sulla facciata si spalancano le finestre, piccole e profonde incorniciate di bianco.

Rsale al primo decennio del Cinquecento la costruzione del fienile che, accostato a piccoli spazi abitabili, è un elemento tipico degli edifici rurali di questa regione, e che ancora funge da polmone per tutta la casa. Un granaio a torre realizzato intorno al 1580 e altre piccole modifiche successive hanno portato, nel 1640, alla forma definitiva.
Oggi, un restauro affidato all’architetto HansJörg Ruch e guidato dalla passione per l’architettura e dal rispetto per la tradizione ha donato alla casa una nuova anima. Si riscopre così un fascino accogliente ed essenziale, che ha tutto il sapore della semplicità della campagna. La facciata, dipinta di grigio, ha mantenuto le finestre di un tempo, strette e profonde per proteggere dai rigori dell’inverno. Come per molte case di questa zona, le aperture sono in ordine sparso e hanno decori tutti differenti: ne risulta un effetto davvero suggestivo. Un terrazzo si apre sul retro e conduce al giardino.

Qui sopra una scala in legno e pietra senza ringhiera conduce ai piani superiori. A destra le porte in legno intagliato che si aprono sul giardino sono state conservate.

I volumi interni sono stati lasciati nella loro forma più pura ed essenziale: tra archi, passaggi e gradini i vari ambienti si susseguono per quattro livelli, dal seminterrato al piano terreno con soggiorno, sala da pranzo e cucina; dal secondo piano con le stanze da letto e i servizi, fino all’ultimo, con una camera realizzata proprio al culmine del tetto.

Nelle immagini a sinistra uno scorcio del locale seminterrato pavimentato con ciottoli di fiume e arredato con una cassapanca antica accostata a opere d’arte moderna. Qui sotto il camino, come nella migliore tradizione di campagna, fa da fulcro al soggiorno ed é il cuore caldo attorno a cui si raccolgono i divani rossi, nota di colore per tutta la stanza.

Nella ristrutturazione sono stati privilegiati i materiali locali, primo fra tutti il legno che, rustico e chiaro, scandisce i piani della casa, divenendone il motivo dominante: legno grezzo e recuperato per le possenti travi del soffitto, per le porte, le finestre e per i rivestimenti. Poi ciottoli e pietre per i pavimenti e tufo per la colonna squadrata che racchiude il camino e le canne fumarie. Anche i pochi ma preziosi pezzi d’arredo sono in materiali naturali, nel totale rispetto della natura. Mobili antichi sono accostati ad arredi di design e ad opere d’arte, come le sedie in cuoio della sala da pranzo o la mucca realizzata in filo metallico che, appesa in un angolo di quella che un tempo era la stalla, oggi rievoca il passato contadino. I volumi originari sono stati mantenuti e valorizzati, mentre alle pareti il bianco candido e spoglio, quasi claustrale, si vela di una luce soffusa donando un evanescente rigore agli ambienti.

Qui sopra, la sala da pranzo é caratteristica per la sua volta a botte che, con l’illuminazione della lampada ad applique, crea un effetto suggestivo. Sullo sfondo, l’apertura ad arco della porta in legno massiccio riprende l’andamento del soffitto.

Il desiderio di non dimenticare la semplicità della vita di una volta, il sapore genuino della campagna, si ritrova in tutti gli ambienti, dai disimpegni alle camere da letto. Le pareti che dividono gli ambienti al piano superiore sono in legno rustico, lasciando intravedere, attraverso ampie aperture, la struttura della casa. Anche il bagno conserva le tracce del passato, con gli specchi simmetrici che riflettono le volte del soffitto e i lavandini molto squadrati che poco concedono alle frivolezze. All’ultimo piano, raccolta tra le falde del tetto, si trova una camera da letto rivestita interamente di legno di larice: spoglia e quasi ascetica, é composta solo da pochi elementi, come un letto, una lampada da terra e una finestra da cui filtra la luce del giorno. Il minimalismo é assoluto, l’arredamento é ridotto all’essenza e si respira l’atmosfera di un caldo e accogliente rifugio.

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