Poliedri trasparenti

La Galleria sotterranea di Piazza Cavour a Padova, già in stato di abbandono, ha subito una attenta e complessa ristrutturazione funzionale e un rinnovo totale dell’immagine. Nella piazza spicca il volume che include l’ascensore e l’uscita di sicurezza della Galleria. Tale volume sorge dal piano interrato, ove poggia, in una zona che in precedenza era destinata a magazzino. Si tratta di un’architettura in acciaio e vetro che risulta complessa e articolata, costituito com’è da geometrie dettate dall’orma e dall’ingombro dell’ ascensore, oltre che dalle pendenze delle scale. Le linee guida che hanno improntato il progetto sono ben leggibili nel risultato finale: leggerezza, trasparenza, luminosità.L’effetto è da un lato di notevole impatto estetico, poiché l’ascensore completamente trasparente esce sulla piazza da un fondo luminoso caratterizzato dalle scale, anch’esse in vetro e acciaio. Dall’altro lato proprio tali qualità consentono alla nuova “macchina” di  inserirsi con grazia nel contesto.
L’insieme, di assoluta contemporaneità, si rapporta in contrasto armonico con la piazza circostante, creando un’interessante sequenza di riflessi e di trasparenti quinte prospettiche che annullano ogni invasiva presenza volumetrica.La Galleria ospita esposizioni temporanee: si presenta quindi come una nuova occasione di incontro e dialogo tra città e cultura, tra città ed estetica dell’oggi. Seguendo la logica dell’avvicinamento tra la città storica e la città attuale, che si identifica col passaggio dall’era della grande produzione industriale a quella della creazione immateriale e della comunicazione, il nuovo complesso scale-ascensore acquista anche il sapore di un elemento simbolico.Esso infatti rappresenta la transizione: nel tempo e nello spazio. Nel tempo, poiché le lucide superfici definite da linee nette, in cui si inseguono trasparenze e riflessi, cromie e bagliori di luce, danno ragione di un’estetica improntata sull’intrinseca capacità espressiva della tecnologia. Nello spazio, perché si accorciano le distanze tra i diversi livelli. Un po’ come voleva il verbo futurista, che individuava nella macchina un elemento di forza capace di generare un nuovo modo di sentire e di agire, qui l’elemento tecnologico si rivela nella sua capacità espressiva e metaforica: il tema del passaggio tra i diversi livelli diventa funzione di una narrazione più ampia e coinvolgente, che riguarda il modo di essere della società contemporanea.Ma il fascino, e qui si evidenzia la differenza con l’estetica futurista, non nasce da una mera affermazione della macchina come centro attorno a cui tutto ruota, tutto resta sottomesso e da cui tutto è travolto.
Qui la “macchina”, rivelata nei suoi segreti grazie alla pluralità delle trasparenze, si ingentilisce e diviene non imposizione ma completamento: non rescissione da un passato che si vuole soverchiare bensì completamento e semmai ausilio.
 La forza che l’apparato meccanico esprime è al servizio di una maggiore confortevolezza e accessibilità. Risulta quindi denso di reciproca simpatia il colloquio che si instaura tra le vetrate e le superfici in acciaio lucido da un lato, e dall’altro il selciato della piazza, contornata da edifici che risentono del gusto ottocentesco per le cornici marcapiano e per gli echi neoclassici ravvisabili nelle piramidi che ornano i parapetti sulle coperture.Ristrutturazione della Galleria Cavour di Piazza Cavour a Padova
Installazione:
Belletti Srl
Progetto: Arch. Antonio Zambusi, Arch. Tina Zambusi Studio associato, Ing. Ziffer, Ing. A. Viel
Ascensore oleodinamico in taglia laterale
Portata:
Kg. 480
Capienza: n. 6 persone
Corsa: m 3,82
Fermate: n. 2
Velocità: 0,40 m/sec
Vano di corsa: struttura in acciaio inox con profilo tubolare e controvetratura in profili di acciaio inox e tamponamento in vetro stratificato
Cabina: con pareti in vetro stratificato e profilature in acciaio inox lucido; illuminazione con faretti a led;
porte di cabina e di piano: in vetro stratificato a 4 ante centrali tutto vetro
Tecnologia, Ottimizzazione, Panoramicità

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