A.BOZZELLI e A.SCORRANO – SEZIONE SPECIALE – PROGETTO VINCITORE

L’intervento è situato nel centro storico dell’Aquila in un’area di proprietà ATER, sul confine con la cinta muraria in prossimità della basilica di S. Bernardino e della Porta Leoni, uno degli antichi accessi alla città.
Il sito è attualmente occupato da edifici a destinazione residenziale, gravemente danneggiati dal sisma del 6 aprile 2009, dei quali si propone la sostituzione per molteplici ragioni: l’entità del danno alle strutture, la scarsa affidabilità dei materiali, l’inadeguatezza della tipologia edilizia rispetto ai caratteri insediativi del sito nonchè alla nuova domanda abitativa.
Il progetto intende cogliere l’occasione della ricostruzione per dare corso ad una sperimentazione progettuale che sia in grado di comporre in un quadro problematico unitario le istanze derivanti dal contesto fisico, architettonico, urbanistico, ambientale (sostenibilità) e geomorfologico (sicurezza sismica), con quelle di natura socio-culturali
derivanti dal rapido modificarsi dei modelli comportamentali.
Alla luce dei nuovi quadri esigenziali emergenti la domanda abitativa contemporanea è molteplice, diversificata, variabile al variare delle specificità del soggetto utente nel tempo (mass customization).
Cosa che induce a pensare lo spazio d’uso come interazione continua tra invarianti e variabili, tra il sistema servente stabile (struttura portante, impianti, attrezzature di servizio) e il sistema servito mutevole, liberamente fruibile e variamente configurabile nel tempo.
Risulta essere a tal fine strategica la collocazione delle invarianti affinchè la conformazione e la dimensione dello spazio d’uso possano rendersi adattive ai bisogni nel loro continuo evolvere.Il progetto in tal senso si propone prioritariamente di comporre l’istanza ambientale di favorire il massimo scambio con i fattori naturali (luce, aria) con l’istanza di evolutività dello spazio attraverso una duplice azione: la creazione di vuoti ambientali, intendendo questi ultimi come canali di luce ed aria, la concentrazione delle invarianti tecnologiche
in un unico blocco servente (impianti e collegamenti verticali), l’“esternazione” dei sistemi strutturali sismicamente congruenti.
Il vuoto ambientale, configurato come un cono a sezione variabile aperto verso il cielo, è costituto da una struttura reticolare spaziale in tubolari di acciaio, rivestita da pannelli opachi e semi-trasparenti al fine di conciliare la privacy con l’illuminazione l’aerazione naturale.
Il blocco servente, configurato come sistema complesso di dispositivi multifunzionali, è costituito da setti binati in cemento armato, collocati rispetto al corpo di fabbrica in posizione trasversale tale da garantire il riequilibrio dell’inerzia globale dell’intero edificio.
Esso è facilmente individuabile e mantenibile, nonché predisposto all’installazione di moduli funzionali prefabbricati di servizio (bagni e cucine).
E’ dotato inoltre di spazi destinati ad ospitare ove richiesto scale di collegamento verticale interpiano, al fine di permettere l’attivazione di alloggi duplex.
L’esternazione della struttura portante sul perimetro dell’edificio è risolta con una griglia a maglia quadrata di travi e pilastri in acciaio avvolgente un involucro di chiusura ad assetto variabile.Quest’ultimo si compone di due pelli indipendenti dal sistema strutturale, ’una con funzione di chiusura interno-esterno, costituita da pannelli prefabbricati opachi e trasparenti, l’altra con funzione di oscuramento, costituita da pannelli fissi in pietra locale e da pannelli scorrevoli in listelli di legno.
La loro indipendenza è finalizzata a garantire l’assenza di ponti termici e a permettere a ciascuno di variare entro limiti prestabiliti il perimetro esterno dell’alloggio secondo i propri bisogni.
Il connubio tra la struttura estradossata e l’involucro così concepito realizza un’immagine variegata e mutevole, ricca di suggestioni diurne e notturne, che riverberano la varietà dei modi di vivere lo spazio interno.
La regolarità della maglia strutturale intende instaurare un possibile dialogo con l’edificazione storica di contesto caratterizzata da sequenze di componenti modulari ritmicamente ripetuti.
Complessivamente il sistema edificato assume una configurazione poligonale modellata sull’andamento delle mura storiche che si impianta su un basamento sviluppato nel dislivello tra le due quote stradali di accesso, l’una inferiore alla base delle mura e l’altra superiore urbana coincidente con quella di piazza San Bernardino.
All’interno di tale basamento sono contenuti gli spazi distribuiti su due livelli per attrezzature e servizi di livello urbano nella parte superiore, e parcheggi nella parte inferiore interamente interrata.

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