Abbattimento delle barriere architettoniche


Tutti gli edifici pubblici, e tra questi anche quelli destinati al culto o a questi correlati, devono consentire l’accesso senza ostacoli anche a chi ha difficoltà di movimento. E non sempre basta predisporre una rampa esterna, a volte è necessario ricorrere a elevatori: macchinari moderni inseribili all’interno di edifici storici. Ce ne parla l’Ingegner Matteo Volpe.

Complessi parrocchiali e basiliche di solito non sono posti su molti livelli, tuttavia è sempre utile che dispongano di un ascensore. Ne parliamo con l’Ing. Matteo Volpe, Direttore Marketing di IGV, azienda italiana che dal 1966 progetta e produce ascensori.

Che problemi si incontrano nel progettare il corpo ascensore negli edifici nuovi e negli edifici esistenti?
Negli edifici nuovi di solito viene predisposto uno spazio idoneo per gli ascensori, per gli edifici esistenti ci si trova di fronte a situazioni diverse che vanno affrontate e risolte di volta in volta: IGV progetta e realizza principalmente soluzioni su misura.

Negli oratori spesso circolano bambini: vi sono elevatori che offrano sicurezza anche a loro?
Certo, sia gli ascensori che le piattaforme elevatrici possono essere dotate di un’apposita chiave per l’abilitazione
all’utilizzo dell’impianto stesso.

Nel caso in cui, ai fini dell’abbattimento delle barriere architettoniche, si debba inserire l’ascensore in un edifico
storico di carattere ecclesiastico, come ci si orienta per scegliere la posizione più adatta entro l’edificio?

I nostri impianti possono essere installati sia all’interno sia all’esterno dell’edificio; inoltre IGV propone soluzioni su misura per inserire l’elevatore anche in spazi ridotti; il tutto in stile e armonia con l’edificio storico.

In questi casi il disegno dell’ascensore può essere studiato in modo tale da risultare coerente con lo stile
dell’edificio, o è preferibile utilizzare un design contemporaneo che si distacchi decisamente dal resto dell’architettura – e quali sono i criteri che orientano la scelta?

Certamente, si può realizzare in stile con l’edificio, con finiture e materiali studiati ad hoc. Mi sembra importante segnalare che IGV ha studiato un ascensore speciale da inserire in edifici storici ove non c’è la possibilità di scavare la fossa. Il nostro ascensore – denominato Superdomus – necessita solo di 20 cm di "buca" anziché di un metro e mezzo come per gli ascensori tradizionali; si evita così di dover scavare un foro dove in molti casi esistono vincoli per edifici storici, vincoli strutturali o altri impedimenti.

Nella foto, ascensore mod. Superdomus® di IGV con fossa di dimensioni ridotte, progettato su misura, nel
museo MATERIMA di Casalbeltrame (Novara).

Vi possono essere ascensori con corse particolarmente brevi o di lunghezza differenziata: per esempio un breve tratto per superare la scalinata di accesso al piano chiesa dal sagrato e un tratto più lungo per portare alla canonica eventualmente posta su un dislivello maggiore?
Certo, gli ascensori possono fare ad esempio 50 cm, poi arrivare ad altezze molto più elevate. Per i piccoli dislivelli ci sono le piattaforme; semplici da installare, necessitano di ridottissime opere murarie e, cosa molto importante, le procedure burocratiche sono semplicissime trattandosi di apparecchiature omologate per il superamento delle
barriere architettoniche.

La sua azienda ha realizzato già impianti in edifici di culto o in edifici a questi collegati: avete trovato qualche
differenza nell’approccio progettuale e realizzativo rispetto a qualsiasi altro edificio?

Abbiamo gia realizzato impianti per parrocchie, oratori, conventi, e non abbiamo riscontrato particolari problemi: è stato sempre possibile trovare una soluzione al problema che ci veniva posto.
Non ultimo, mi lasci menzionare con un po’ di orgoglio, il nostro “ascensorino” Domuslift installato presso la Basilica di San Pietro in occasione del Grande Giubileo del 2000.

Che cosa è importante che sappia il parroco, quando deve scegliere un ascensore per la propria parrocchia?
Niente di particolare, basta che ci esponga le sue esigenze e noi, forti di più di 40 anni di esperienza nel settore della mobilità ver ticale, sicuramente troveremo insieme una soluzione pratica e sicura.

(L.S.)

 

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