360 gradi

L’area living si è trasformata. Sempre meno salotto, sempre più spazio multifunzione. In questo crocevia di vite e di interessi trovano posto: home theatre, tv, play station, lettura, relax, amici. Due le basi del lavoro dell’architetto: la scelta degli ingredienti compositivi, che caratterizzano lo spazio costruito, e gli elementi di definizione dell’ambiente: pareti, pavimenti, soffitti.

Il “salotto buono” da aprire soltanto agli ospiti illustri, è una realtà che resterà viva fino agli anni ‘50, presupponendo
una ferrea divisione delle aree abitative. Oggi, sia per motivi economici (e quindi di spazio disponibile) sia per un diverso modo di concepire la vita, familiare e professionale, e le relazioni sociali, la casa è diventata uno spazio fluido
dove si intersecano e sovrappongono diverse funzioni. All’interno del soggiorno troviamo spesso anche lo studio,
l’area pranzo, la cucina. Un’area progettuale importante, comunque considerata la zona conviviale per eccellenza, dove protagonisti sono gli imbottiti. Nelle immagini tre esempi che hanno come comune denominatore la struttura, ariosa ed essenziale, amplificata dai toni neutri di pareti e soffitti.

Aperto

Pur essenziale, il divano perde in alcuni casi la sua centralità. E’ il caso degli open space, dove i soggetti che
definiscono le diverse aree sono decisi anche da altri elementi d’arredo: tappeti, stufe, porte scorrevoli . . .

1. Finti pilastri senza alcun ruolo strutturale dividono il pranzo dall’area living. Tappeti e pezzi “storici” di design sembrano disposti casualmente, pronti a cambiare ubicazione in accordo col proprio umore.
2. Una porta scorrevole essenziale. Struttura ridotta, stipite piatto, volume nitido, risalto del materiale prescelto, in questo caso il vetro acidato è sposato all’alluminio. “Unique mind” Scrigno

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3. “Milo” un divano che propone per la prima volta la fresca tattilità della rafia. Élite
4. Un ex show room di moda è stato trasformato in un loft caldo e accogliente. Al centro il soggiorno si raccoglie attorno alla stufa.

Evocativo

Pezzi d’antiquariato, libri, tendaggi, ricordi di viaggio e altro ancora. In quest’area che ci racconta agli altri si “spiega” il nostro stile, il nostro modo di intendere la casa e la vita, i nostri gusti e ricordi. Un gioco di oggetti e dettagli
che rende unico ogni arredamento.

1. Il soggiorno open space, che comprende in sé varie zone abitative, è una possibilità per dilatare visivamente le dimensioni di un appartamento relativamente piccolo. Al centro del living domina l’imponente poltrona Elefante, una scultura degli anni ‘30 proveniente dal Kamerun.
2. Con un approccio progettuale nello spirito del Feng shui l’architetto Mauro Bertamé ha ristrutturato un piccolo appartamento puntando su forti contrasti cromatici.

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3. Un muretto basso in mattoni a vista crea un senso di intimità all’interno di un grande living. Una “nicchia” sottolineata dalla parete verde scuro.

Avvolgente

Linee curve per una casa “nido”. L’area giorno è intima e avvolgente come un grembo materno scavato nella roccia. Una grotta rassicurante e luminosa accesa dai toni del bianco.

1. Un appartamento che aveva una classica struttura ottocentesca, con un corridoio centrale che si apriva sui diversi locali è ora una casa che, grazie all’ardita ristrutturazione degli architetti Duilio Forte e Francesca Donati, si sviluppa
intorno a un disimpegno centrale. Si tratta di una palla di cemento svuotata, con i soffitti a volta bianchie il pavimento concavo di cemento trattato con resina e impreziosito da un mosaico di m
armo bianco.
2. Per creare un’atmosfera intima e una luce soffusa le candele sono sempre la soluzione ideale. In questo caso la cera è contenuta in ciotoline di vetro nere appoggiate su piattini quadrati in ceramica bianca o nera. Pircher
3. Una “grange di lusso” a Porto Cervo si definisce nelle forme avvolgenti totalmente prive di spigoli. Rocce all’interno movimentano il salone dando forma a un maestoso camino.

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