ARCHITETTURA FARE

Vivere con immagini forti

In una ex-tipografia a Milano

Servizio di: Maria Daniela Sironi
Foto: Athos Lecce

Il loft è abitato da due giovani creativi: uno scenografo, attore e regista con la moglie architetto, che hanno realizzato soluzioni che richiamano la pop art.

Nel cortile silenzioso, interno ad una casa dei primi ‘900, il piano terreno era utilizzato come spazio di lavoro per una tipografia. Una giovane progettista, l’arch. Giovanna Pace, ne ha razionalmente studiato il recupero a fini residenziali, creando un loft articolato su più livelli. Il risultato è una zona abitazione al piano rialzato e una zona studio al piano seminterrato. Dal soggiorno, sopra la zona cucina, si accede ad un soppalco, che serve da zona relax e, all’occorrenza, da camera per gli ospiti. Concetto guida della ristrutturazione è stato quello della conservazione delle caratteristiche architettoniche del luogo, con interventi il più possibile limitati sulle opere murarie. Nel soggiorno è inserito il divano a tre posti “Met” di Cassina, disegnato, come il tavolino, da Piero Lissoni e Sook Kim. Dietro, fa da schermo un ampio armadio contenitore ad ante scorrevoli alto quanto la parete.

Il quadro è di Aurelio Gravina. L’insegna “Fina” (di Spazio Novecento) campeggia sulla parete divisoria tra cucina e soggiorno. La scala per l’accesso al soppalco ha una struttura in ferro verniciato di bianco, mentre le pedate sono in legno d’abete come le tavole da ponteggio dello stesso soppalco. Sotto vi è la cucina, arredata con un bancone a tutta parete in muratura e un tavolo da pranzo in abete, posto vicino al camino, circondato da sedie di Gaetano Pesce per Dilmos. Sopra al soppalco c’è un divano apribile a futon. Le opere pittoriche sono di Aurelio Gravina. Il cactus di plastica ricorda il gusto pop americano. Le travi portanti sono in legno di conifera. La camera dei padroni di casa è aperta sul bagno con una porta alta come la parete. L’ effetto volutoè quello di dilatazione visiva degli spazi e di grande ariosità, grazie anche all’altezza insolita dei soffitti. I serramenti sono stati rifatti rispettando il disegno di quelli originari, il vetro è satinato per limitarne la trasparenza e garantire maggiore privacy; la tenda che scherma la luce è in tela bianca, con meccanismo a pacchetto.

Gli arredi sono essenziali: un letto costituito dalla sola struttura base, sormontato da grandi quadri a soggetto astratto, comodini e lampade Ikea, un cassettone antico, la classica poltrona “Sacco” di Zanotta, in un rosso acceso, un colore primario che si contrappone al blu del copripiumino. I pavimenti sono in parquet industriale in legno di betulla. Piccole sculture e oggetti d’arte definiscono lo stile dell’arredo. Il bagno è accessibile direttamente dalla camera. Pareti e pavimenti sono rivestiti in piastrelline a mosaico grigio scuro della Bisazza. Il lavabo appoggia su una quinta in muratura, dietro la quale sono collocati, in appoggio a una paretina, da una parte i sanitari e dall’altra la cabina doccia. Il lavabo “Acqua – grande” di Ceramica Flaminia ha ampie dimensioni ed è sospeso, i rubinetti disegnati da Enzo Mari sono di Fantini. Uno specchio riveste per l’intera larghezza la parete. Per illuminare, c’è una lampada a snodo, la classica “Tolomeo” di Artemide.

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