ARCHITETTURA

LA VOCE DELLA DIOCESI

Sono moltissime le iniziative che vengono intraprese nelle Diocesi italiane in merito alla conservazione dei Beni Culturali Ecclesiastici, alla edificazione di nuove chiese, alla presentazione di nuove opere d’arte, alla discussione su tematiche attinenti al rapporto vivo tra architettura, arte e Chiesa. La nostra rivista, CHIESA OGGI architettura e comunicazione, nasce come strumento di documentazione, di informazione e di servizio.
Il servizio consiste proprio nel mettere in comunicazione le diverse realtà che si muovono nel vasto mondo dell’architettura per la Chiesa, con tutto quel che questo comporta, con tutte le implicazioni nel campo progettuale, tecnologico, artistico, liturgico, ecc. Gli Uffici diocesani che si occupano dell’edificazione di nuove chiese e del mantenimento dei Beni Culturali Ecclesiastici sono l’interlocutore di tutti coloro che a diverso titolo stanno partecipando o desiderano partecipare al progetto della chiesa e al suo rinnovamento. 
CHIESA OGGI architettura e comunicazione è l’unica rivista specializzata nell’architettura della chiesa in tutte le sue articolazioni: l’unica rivista che raggiunge sia le parrocchie italiane, sia chi nell’ambito professionale o imprenditoriale ha fatto dell’edificio chiesa una parte importante, talvolta esclusiva, della propria specializzazione. 
Queste pagine sono a disposizione delle Curie diocesane: qui possono presentare le iniziative che hanno intrapreso, che stanno realizzando o che intendono concretizzare in futuro. Una iniziativa di una singola diocesi può essere fonte di ispirazione per altri, può essere motivo di dibattito, ablemi specifici. Siamo sicuri che altri vorranno comunicarci le loro iniziative e che il flusso di informazioni, proposte, analisi, suggerimenti, richieste che su queste pagine troveranno ospitalità, sarà sempre più ricco e fecondo. Inviate la Vostra comunicazione per posta elettronica: <chiesaoggi@dibaio.com>
Nel febbraio 2012, nei Musei Capitolini di Roma si esporranno per la prima volta documenti appartenenti all’Archivio Segreto Vaticano. 
L’evento è intitolato “Lux in Arcana”. Si tratta di 100 originali e preziosissimi documenti che coprono un arco temporale che va dall’VIII fino al XX secolo. 
L’esposizione, ideata in occasione del IV Centenario dalla fondazione dell’Archivio Segreto Vaticano – in collaborazione con Roma Capitale, Assessorato alle Politiche Culturali e Centro Storico – Sovrintendenza ai Beni Culturali e Zètema Progetto Cultura – vuole spiegare e raccontare che cos’è e come funziona l’Archivio dei Papi e, nel contempo, rendere visibile l’invisibile e far sì che anche il normale visitatore possa accedere, per una volta, alle meraviglie finora custodite nei circa 85 km lineari dell’Archivio Segreto Vaticano. 
La mostra mette in luce documenti di straordinaria valenza storica, fra i quali il Dictatus Papae di Gregorio VII, la bolla di deposizione di Federico II, la lettera dei membri del Parlamento inglese a Clemente VII sulla causa matrimoniale di Enrico VIII, gli atti del processo a Galileo Galilei, la lettera su seta dell’imperatrice Elena di Cina, la lettera su corteccia di betulla scritta dagli indiani d’America a Leone XIII, alcuni scelti documenti del “periodo chiuso” relativi alla Seconda Guerra mondiale.
Un miracolo avvenuto nel 1494: in un piccolo oratorio in Val Vigezzo, dedicato a San Maurizio, la figura della Vergine dipinta a lato dell’ingresso è colpita, sulla fronte, da una sassata. E comincia a sanguinare: dal 29 aprile al 18 maggio. Dai primi anni del ‘500 si provvede a proteggere la sacra immagine, si amplia l’edificio e si erige un campanile. Comincia una storia secolare di edificazioni che segnano il permanere e l’estendersi di una devozione che si traduce anche in muri visibili, in architettura intesa come testimonianza ma anche come dono. 
Un volume appena uscito, “La Basilica di Re” , di Giacomo Mario Bonzani (Santuario della Madonna del Sangue, Re, 2011), documenta il lungo percorso che traduce la fede in un’opera d’arte che reca la “firma” di un architetto in particolare, il bolognese Edoardo Collamarini, opera che tuttavia si somma a quelle di altri che lo precedono e seguono, ma che è frutto anche di tanti sacerdoti e laici che si sono impegnati con passione e competenza. 
Si parva licet componere magnis, c’è qualcosa che richiama la magnifica impresa che sta portando alla realizzazione della Sagrada Familia di Barcellona. 
A Re la costruzione della basilica è cominciata a fine ‘800, su impulso dell’Arciprete don Giovanni Antonio Peretti ed è stata completata nel 1958. Le grandi architetture hanno bisogno di maturare nel tempo e di crescere con la comunità che le esprime. 
E la grandezza della Basilica di Re si può apprezzare osservandone la slanciata mole che troneggia nella valle, ma anche conoscendo l’opera che, dipanandosi nel tempo, ha portato alla sua realizzazione: i diversi progetti, le commissioni tecniche che si sono impegnate nella loro scelta, la raccolta di finanziamenti, le correzioni, le modifiche, i ripensamenti… ”L’arco di tempo oggetto della ricerca dell’Arch. Bonzani – scrive nella prefazione il Rettore del Santuario, padre Giancarlo Julita – termina con la consacrazione del tempio e la sua elevazione a Basilica Minore da parte di Papa Pio XII.” 
La basilica è così descritta da Giuseppe Rivani nel‘28, quando si conosceva bene il progetto ma i lavori erano lungi dal terminare: “Il Tempio a sistema centrale, sormontato da una cupola… portata da pennacchi e contraffortata da quattro semicupole addossate a forma di croce greca, si innesta qui al tipo assiale colle coperture a volta delle costruzioni romaniche-gotiche del fiorente Duecento…” 
Confrontare il disegno dell’Arch. Edoardo Collamarini con la realizzazione finita permette di comprendere la lunghezza del cammino e le difficoltà. 
Una chiesa in una valle, una valle che sostiene una chiesa. La storia è esemplare di un cammino intenso e difficile. Le cose importanti raramente nascono in breve tempo.

Arredamenti e Restauri
www.genuflex.it
Preziosi originali, scelti tra il materiale prodotto a fine Ottocento dall’editore Ferdinando Ongania per la sua monumentale impresa “La Basilica di San Marco in Venezia”, sono esposti nel Museo di San Marco dal 16 luglio al 27 novembre 2011 in una mostra dedicata al geniale veneziano, erede della tradizione di Aldo Manuzio, nel centenario dalla sua morte. Una straordinaria galleria di immagini che pone in dialogo l’opera editoriale e artistica di Ongania, voluta per documentare lo stato del monumento e salvaguardarlo, il percorso del Museo e la Basilica di oggi.
La mostra, a cura del Comitato nato per celebrare i 100 anni dalla morte di Ferdinando Ongania, è promossa dalla Procuratoria di San Marco, che acquistò nel 1892 dallo stesso Ongania la documentazione, e dalla Regione Veneto.
Per pubblicare i 18 ponderosi fascicoli dell’Opera di cui tre copie ora sono conservate dalla Procuratoria Ongania, nel corso di tredici anni commissionò studi a storici, archeologi e architetti, e produsse un eccezionale apparato illustrativo di fotografie, eliotipie, eliografie, cromolitografie e incisioni, con il contributo di pittori, disegnatori e fotografi.
Ogni dettaglio della Basilica di San Marco fu così “fissato”: dell’esterno e dell’interno, delle strutture architettoniche e delle decorazioni scultoree e musive. Edita tra il 1881 e il 1893, l’Opera nacque in un clima culturale che vide tra i protagonisti cultori dell’arte,
della tutela e del restauro, come John Ruskin, Pompeo Molmenti, Pietro Selvatico, Pietro Alvise Zorzi, Camillo Boito, tutti frequentatori della “bottega” Ongania, sotto i portici delle Procuratie in piazza San Marco. Si trattò di una sfida quasi impossibile che fece di Venezia il centro della nuova editoria di immagini, con l’introduzione di tecniche innovative, tanto che lo stesso Ongania scriveva di sé nella Nota dell’Editore “… gli sorride ora il vanto di avere per primo, nel modo più splendido e decoroso, eretto un monumento dell’arte grafica moderna, degno del grande tesoro che illustra, la Chiesa d’oro.” L’esposizione si sviluppa negli spazi del Museo in dieci sezioni: i rilievi geometrici dell’architettura della Basilica; i mosaici: materiali, tecniche e documentazione degli interventi nel Battistero; la quadriga marciana; i marmi lavorati; la sala Ongania; il pavimento musivo; le vedute e i rilievi acquerellati dell’interno; l’edizione Ongania, le speciali rilegature e il mobile contenitore; le vesti liturgiche; il Tesoro di San Marco.

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