ARCHITETTURA FARE

Una torre indipendente diventa simbolo di un hotel a Terni


La struttura ascensore diventa simbolo di un hotel a Terni

Progetto e installazione CIAM Servizi

Da elemento di servizio relegato in ambienti di risulta entro la struttura dell’edificio, l’ascensore diventa luogo architettonico di notevole evidenza, occasione per sottolineare la presenza dell’edificio nel tessuto urbano, perfino momento che aggiunge un tocco ludico al progetto.

Si supera l’aspetto funzionale con impianti
in cui l’architettura acquisisce importanza
tale da diventare simbolo

L’Hotel Michelangelo a Terni vede accostarsi al volume dell’edificio una torre in calcestruzzo armato, struttura totalmente
indipendente ma collegata da un raccordo in acciaio poggiante su giunti scorrevoli, così da garantire l’indipendenza
della torre dal corpo dell’hotel a fronte di eventuali sollecitazioni sismiche.
In tal modo, il vano ascensore acquisisce un grado di sicurezza particolarmente elevato: non si presta a produrre l’effettocamino in caso di incendio e la elasticità strutturale derivante dalla leggerezza lo difende da eventuali sollecitazioni potenzialmente traumatiche.
Ma, al di là degli aspetti strettamente strutturali, l’aspetto estetico e architettonico sono più che degni di nota.
Alla totale panoramicità della cabina, che sottolinea come la posizione stessa dell’albergo nell’intorno sia di particolare
pregio, si aggiunge il senso di sicurezza che deriva dalla poderosa struttura in cemento: chi sta entro la cabina si sente
allo stesso tempo ben protetto mentre può godere del panorama circostante in totale libertà.
Per associazione di idee si pensa agli ascensori panoramici delle famose torri belvedere presenti in diverse città europee, da Milano a Francoforte.

Caratteristiche tecniche

Hotel Michelangelo a Terni

Ascensore panoramico a vista
Impianto a funi con locale macchina all’interno del vano.
Portata: 630 Kg
Capienza: 8 persone
Fermate: n. 3
Accesso: 1

Ma l’immagine forse più vicina a quella qui realizzata è quella delle torri di Kuala Lumpur, di Cesar Pelli, tra le quali spicca
il raccordo orizzontale in quota.
Qui le dimensioni sono ben diverse, ma l’immagine architettonica permette il paragone. Nell’economia plastica dell’insieme, la torre-ascensore diventa elemento di marcato valore segnico, espressione caratteristica che denota il luogo sia per il suo intrinseco valore espressivo, sia per la presenza della scritta verticale sovrapposta alla struttura, col nome dell’albergo. A volte l’architettura, per la sua stessa forza comunicativa diventa occasione di attenzione: forse il caso più emblematico di tale situazione è quello del museo Guggenheim di Bilbao, dalla fantasmagorica architettura di
Frank O. Gehry.
Qui a Terni, la torre-ascensore diventa simbolo di grande impatto, soluzione dalla forte carica espressiva che funge da
emblema e richiamo, da “logo” stilistico che individua con efficacia un luogo nella città. L’ascensore diventa quindi un aspetto architettonico di primaria importanza, in cui la plasticità del disegno supera di gran lunga l’origine funzionale.

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