FARE

Una residenza affacciata sulla città


L’architettura colta dei “Sassi” di Matera.

Nel sasso barisano, tra stradine e vecchie case arrampicate una sull’altra, una bellissima corte
cinquecentesca, dove dalla roccia affiorano i conci di tufo, ospita una dimora in cui si fondono tecniche artigiane e ispirazioni orientali.

Progetto Giuseppe e Michele Andrisani, architetti
Servizio Claudia Avolio, architetto
Foto Athos Lecce

O riginariamente l’intero palazzo era suddiviso in diverse abitazioni distribuite su più livelli. L’intervento di ristrutturazione, che ha visto impegnati gli architetti Giuseppe e Michele Andrisani, lo ha trasformato in un’unica residenza, tre piani più terrazzo, che si sviluppa in verticale. È un andamento tipico delle abitazioni dei “sassi” ed è parte del fascino di questa dimora che, nonostante le varie modifiche subite, conserva ancora il sapore dell’autenticità. Una splendida vista della corte d’ingresso nell’immagine qui accanto rivela, tra l’alternarsi di parti rocciose e parti costruite, i diversi accessi all’abitazione. La caratteristica macchia mediterranea e le pareti di nuda roccia, fanno da cornice alla suggestiva terrazza, a cui si accede dal primo piano dell’abitazione.

I camminamenti esterni che collegano i vari livelli delle abitazioni portano di balza in balza alla suggestiva terrazza spalancata sui ”sassi” di Matera.

Sdraio in legno di teak, Royal Botania; Vasca idromassaggio per esterni, Jacuzzi.

Un’accogliente vasca idromassaggio per esterni domina, in una singolare continuità tra interno ed esterno, questo spazio dedicato al ricevimento ma anche, nello stesso tempo, al benessere. Il grande e accogliente soggiorno (nelle pagine seguenti), nodo centrale di questa dimora, è caratterizzato da un’ampia volta a botte in conci di tufo regolari e da una doppia arcata in tufo, di nuova realizzazione, che divide in due l’intero ambiente. In un angolo del soggiorno, un bellissimo dipinto sovrasta il bianco divano di sapore orientale.

Gli spazi si connotano per l’armonia dei volumi, amplificata dall’alternanza della naturale sobrietà delle nude pareti in tufo e delle pareti colorate nei toni caldi e accesi, tipici delle atmosfere orientali. La luce naturale delle finestre che si affacciano sulla corte interna illuminano le pareti in tufo ripristinate e quelle preesistenti, in un’alternarsi di parti chiare e scure. Una particolare vernice preserva le pareti tufacee dall’umido, essendo la calcarenite un materiale facilmente penetrabile dall’acqua.
Emerge, in tutta la sua particolarità, l’immagine di un interno in cui la quieta armonia, che coniuga passato e presente, pezzi di pregio, antichi e moderni, è interrotta solo da significativi tratti etnici.

Divani bianchi e pouf neri, Chateau D’Ax; lampada a sospensione “Fil de Fer”, Catellani&Smith; Lampada da terra “Rosy Angelis” di Philippe Starck, Flos; mobile basso di famiglia; al di là della doppia arcata in tufo, sotto il dipinto, è
stato inserito un divano bianco thailandese; la libreria incassata è realizzata su misura in legno di abete e ciliegio.

La bellezza di questa dimora deriva dal fatto che, piuttosto che mescolare, affianca: da un estroso gusto personale nascono accostamenti inediti che danno vita ad una soluzione abitativa decisamente non convenzionale. La pavimentazione di tutti gli ambienti è in cotto originale dell’epoca, ripristinato e posato a spina di pesce. Un grande ambiente, anch’esso con volta a botte in tufo e affacciato sulla splendida corte interna, ospita la cucina dove, di fianco a quadri ad olio d’epoca e alla pavimentazione in cotto s’intravedono, in un insieme equilibrato e armonioso, elementi high-tech come il calorifero in acciaio e le sedie in alluminio. Arredi di grande valore, accostati ad oggetti di arte povera, conferiscono alla cucina una raffinata eleganza, esaltando i valori della tradizione locale.

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Qualità dell’intervento

Centralità del progetto: l’intervento, intelligente, mirato e curato è di massimo rigore estetico: la struttura originaria è rimasta inalterata, mentre si è lavorato molto sulla conservazione degli elementi architettonici di superficie, sul recupero dei materiali dal tufo alla pietra.
Innovazione: il risultato, sorprendente, è quello di uno spazio giovane e fresco ben lontano dall’atmosfera rustica che si respirava un tempo nelle abitazioni dei Sassi.
Uso dei materiali: tufo, cotto d’epoca originale, parquet in abete.
Nuove tecnologie: una particolare vernice preserva le pareti tufacee dall’acqua, essendo la calcarenite un materiale permeabile all’acqua.

Biografia

Giuseppe e Michele Andrisani, architetti

Giuseppe e Michele Andrisani, laureatisi entrambi presso l’Istituto Universitario di Architettura di Venezia, hanno lo studio a Matera dove si occupano prevalentemente di
restauro. Oltre a numerosi restauri realizzati nei rioni SASSI a Matera, hanno esportato la loro esperienza e la loro conoscenza oltreoceano restaurando nove edifici di alto
valore patrimoniale nel centro storico dell’Avana Vecchia, per il Governo dello Stato di Cuba, ed un Parco Storico Naturale del “Cammino dell’Oro” a Rio de Janeiro per il Governo dello Stato del Brasile.

 

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