PENSARE

Una lunga tradizione di ferro

Fino dall’Ottocento, la famiglia Casatto si dedica alla lavorazione del ferro battuto, trasformandone l’antica arte in una moderna azienda leader di settore, l’Artifer, senza dimenticare l’abile mano dell’artigiano.

Negli anni ‘60 inventa i primi sistemi meccanici di piegatura e torsione del ferro, evolvendo la produzione con la torcitura a freddo e con magli meccanici e fucine a gas, fino ad a oggi in cui l’informatica e i sistemi di gestione controllano i processi, arrivando così a una realizzazione in serie che non dimentica mai lo spirito dell’artigiano: i sistemi

Nelle foto: Dalla nuovissima sede di Schio escono sia eleganti realizzazioni complete, perfette per abbellire case, finestre, giardini, sia pezzi singoli, come riccioli, rosoni, pannelli, che il fabbro comporrà a creare la soluzione su misura per i gusti e le necessità di ognuno.

automatizzati che preparano i manufatti di base lasciano più spazio alla creatività e al gusto artistico indispensabili per comporre recinzioni, cancelli, inferriate e complementi d’arredo, pensati per una clientela sempre più esigente. I materiali di prima qualità sono portati alla temperatura di 1000 – 1200 gradi e poi battuti, rastremati e sagomati dalle forti braccia
del fabbro con dosati colpi di maglio e martello.

Quando il ferro diventa arte

Due maestri di scultura del ferro trasformano la materia bruta in opera d’arte carica di espressività e di emozioni; ma la stessa capacità artistica viene circonfusa nella vasta produzione di mobili e complementi d’arredo

Gino Gigante e Salvatore De Luca sono due maestri nella lavorazione artistica del ferro, che sotto le loro abili mani diventa una scultura ricca di magia e di mistero o espressiva della fierezza e della solitudine dell’uomo o sottile
equilibrio di forme che danzano nello spazio: come “Odette”, progettata da Gigante e realizzata dal duo con la

Nelle foto: “Adone” scultura in ferro forgiato. Altezza mt. 1,20.

collaborazione dell’allievo Gianni Fiore Rampino, in cui il gioco delle curve richiama lo sforzo fisico, l’eleganza e la leggerezza della danzatrice, che mantenendosi sulle punte dà la sensazione di un’alata dea pagana. Ma questa
stessa grazia espressiva si traduce quotidianamente nella produzione di mobili e di complementi d’arredo in ferro, che
ricevono così un soffio di immortalità.

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