FARE

Un valore senza tempo: le cornici antiche


I corsi e i ricorsi della storia del camino sono tutta un’alternanza tra il minimalismo e il monumentalismo,
tra le dimensioni contenute al massimo e la scenografia delle proporzioni abbondanti: a voler azzardare il paragone, è come l’alternarsi nei canoni estetici femminili tra la bellezza filiforme, quasi esangue, e la sensuale opulenza delle maggiorate. Se dunque la storia del camino oscilla tra i primi esempi veneziani, piccoli e semplici, e i trionfi barocchi dell’epoca dei Luigi, tra i camini stufa di Franklin e la sobria imponenza
dello stile Impero, l’epoca contemporanea, sfrondando l’eccesso decorativo ed esaltando le linee essenziali, sembrava avere scelto il minimalismo non solo delle forme ma anche delle proporzioni.
Ma la tendenza più recente è quella, pur mantenendo il rigore e l’essenzialità formale, di dilatare il camino nelle sue misure fino a farlo diventare non solo un semplice elemento d’arredo, sia pur fondamentale, ma una parte essenziale dell’architettura degli interni.

Il camino cioè si allarga fino ad essere parete, fino paradossalmente ad annullarsi nell’involucro murario per essere maggiormente protagonista: in tal modo, il camino si impone come segno determinante della cifra stilistica dell’ambiente, come sottolineatura evidente della trasformazione della semplice parete in un elemento nello stesso tempo estetico e funzionale. Infatti,
un tale camino è capace non solo di cambiare un ambiente anonimo in un’accogliente scenografia che attira su di sé ogni sguardo, ma anche, grazie alle maggiori dimensioni del focolare (non è detto che sia sempre così, ma è il caso più frequente) e alla possibilità di realizzare all’interno della parete una rete di scambiatori termici ad aria o ad acqua, di provvedere, da solo o in unione a un impianto tradizionale, a un efficiente riscaldamento, non solo del locale in cui si trova ma anche di tutta l’abitazione, con un considerevole risparmio energetico ed economico.

(R. Summer)

Leardini Luperio opera da 45 anni nel campo dell’antiquariato e si è specializzato nel recupero e nel restauro di elementi d’arredo in marmo, pietra e tufo ideali per arredare interni ed esterni. La continua ricerca da parte del
titolare di pezzi particolari, ha contribuito a rendere unica l’offerta che comprende un vasto assortimento di
importanti camini italiani di varie epoche comprese tra il XVI e il XIX secolo, molti camini francesi, statue, pozzi e vasche. Un’altra caratteristica dell’azienda consiste nel trattare il recupero di materiali che possono essere reimpiegati nella ristrutturazione di antiche abitazioni come portali, colonne, capitelli, pavimentazioni, cancelli e manufatti in ferro battuto.
L’esposizione, ambientata in modo molto suggestivo nel giardino (oltre 10.000 mq) e nei porticati di un’antica dimora nei pressi di Verona, è un luogo piacevole per passeggiare alla ricerca di pezzi per arricchire la propria abitazione.

Il camino diventa una parete intera che caratterizza tutto l’ambiente

Leardini Luperio opera da 45 anni nel campo dell’antiquariato e si è specializzato nel recupero e nel restauro di elementi d’arredo in marmo, pietra e tufo ideali per arredare interni ed esterni. La continua ricerca da parte del titolare di pezzi particolari, ha contribuito a rendere unica l’offerta che comprende un vasto assortimento di importanti camini italiani di varie epoche comprese tra il XVI e il XIX secolo, molti camini francesi, statue,
pozzi e vasche.

Un’altra caratteristica dell’azienda consiste nel trattare il recupero di materiali che possono essere reimpiegati nella ristrutturazione di antiche abitazioni come portali, colonne, capitelli, pavimentazioni, cancelli e manufatti in ferro battuto. L’esposizione, ambientata in modo molto suggestivo nel giardino (oltre 10.000 mq) e nei porticati di un’antica dimora nei pressi di Verona, è un luogo piacevole per passeggiare alla ricerca di pezzi per arricchire la propria abitazione.

Il camino monumentale sovrastato da un pregevole
arazzo chiude con magnificenza la parete a doppia
altezza dell’antica barchessa, il tradizionale edificio a destinazione agricola al servizio delle ville signorili
nella campagna di Vicenza. Qui sapientemente restaurato dall’architetto Mirko
Amadori. Foto: A. Lecce

 

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