FARE

Un progetto per la pace


La cappella, realizzata da tecnici e maestranze palestinesi di Betlemme, ha uno sviluppo in pianta di 300 mq. Le pareti sono in calcestruzzo armato, mentre le coperture sono risolte con struttura in ferro. Il rivestimento esterno è in conci di pietra rosa di Betlemme di grande spessore. Le vetrate artistiche di 85 mq. sono in vetro antico soffiato legato a piombo, realizzate in Italia. Le sculture dell’altare, il luogo della Parola e i seggi sono monoblocchi in pietra di cava locale. I banchi per i fedeli sono stati realizzati da falegnami di Betlemme con finanziamento dei cristiani della Slovacchia, naturalmente su disegno di padre Costantino, così come tutto l’arredo liturgico e le vetrate. Il collegamento
con il santuario rupestre preesistente ha consentito di ricavare nel sottosuolo un’altra cappella e altri spazi destinati a esposizione e depositi per una superficie di 400 mq. Nella nuova cappella una statua e una icona della Vergine ricordano ai pellegrini la devozione dei cristiani di Slovacchia per la Madre di Gesù. Terminata la struttura della Cappella, si è dato il via al restauro del santuario primitivo in gran parte scavato nel calcare bianco della montagna di Betlemme a quota meno tre metri rispetto al piano stradale. Liberato dalle incrostazioni di cemento e dalle aggiunte che lo hanno appesantito durante i secoli, il santuario ha ripreso la sua sobria dignità di luogo di raccoglimento
e di preghiera, frequentato dalle mamme di Betlemme. In un luogo opportuno saranno conservati gli ex voto in madreperla, dono alla Vergine dei cristiani della cittadina palestinese, specializzatisi lungo i secoli nell’intarsio di questo materiale: un artigianato palestinese nato e sviluppatosi grazie alla presenza dei Francescani nella cittadina. Il
progetto della nuova cappella, nato nel 2002, in un momento di grande tensione militare (l’arrivo di p. Costantino Ruggeri e dell’arch. Luigi Leoni accompagnati da Pasquale Ghezzi, Commissario di Terra Santa per la Lombardia, nel marzo di quell’anno era stato salutato da bombardamenti e distruzioni che misero in ginocchio la cittadina, tagliata fuori da Gerusalemme e restata sulla linea di un confine assurdo) diventa un altro segno di una possibile pace. La cappella è stata inaugurata il 31 dicembre 2006, vigilia della festa liturgica della Madre di Dio che è anche giornata della pace, per ricordare al mondo e ai suoi governanti il bene sommo di quella pace che Gesù figlio di Maria venne a portare, nascendo nella Grotta di Betlemme.

P. Michele Piccirillo

Vista notturna della Cappella: le vetrate illuminate ne diffondono lo splendore all’intorno. Pagina a lato, la cappella ricavata all’ingresso della Grotta, con arredi e luoghi liturgici disegnati da p. Costantino.

Dall’alto, in senso orario: la pianta della nuova
cappella Theotokos a pianoterra; la pianta della
grotta e della cripta al piano interratto; interno
della cappella della Madre di Dio.
Pagina a lato, visuali esterne della cappella.

Cappella della Madre di Dio nel Santuario
della Grotta del Latte a Betlemme

Progetto architettonico:
P.Costantino Ruggeri e Arch. Luigi Leoni
Collaborazione:
Arch. Chiara Rovati, Prof. P. Michele Piccirillo
Foto gentilmente messe a disposizione dalla Fondazione Frate Sole

Mons. Jan Majernik presentò una richiesta ufficiale alla Custodia di Terra Santa assicurando che il progetto era sostenuto dai vescovi della Slovacchia. Fu così che p.adre Giovanni Battistelli, in quel periodo Custode della Terra Santa, diede il via al progetto.
L’incarico fu dato a padre Costantino Ruggeri, anch’egli francescano e noto nel mondo come artista, vetratista ma anche come progettista di chiese, avendone già realizzate una ventina insieme con l’Arch. Luigi Leoni.
Ha partecipato anche l’Arch. Chiara Rovati mentre padre Michele Piccirillo ha svolto la consulenza archeologica. Si richiedeva di offrire nuovi spazi, aperti, luminosi, ben integrati nel sito di rilevanza archeologica, non invasivi. Padre Ruggeri e i suoi collaboratori avevano già maturato una particolare esperienza in merito. Infatti alla fine degli anni ‘90 hanno realizzato il nuovo edificio del Santuario Madonna del Divino Amore a Roma: grande ma discreto, capace di integrarsi col paesaggio lasciando integra la rilevanza dell’edificio storico. Qui a Betlemme il nuovo edificio supera
l’esistente per dimensioni, ma si integra con grazia. In particolare negli spazi liberi del lungo chiostro contornato dal leggero colonnato in cui si avverte concretamente il presagio dei luoghi di rilevanza devozionale e archeologica (a ridosso della Grotta sono stati identificati resti dell’epoca del Ferro e tombe di epoca bizantina e medievale, e a questo periodo risale la lastra di pietra decorata con una spada che copriva una tomba crociata scavata nella roccia). Luogo
di culto, con la chiesa ricca di colore e di gioia come tutte quelle ideate da padre Costantino, il nuovo edificio si pone al servizio del luogo e funge anche da atrio che prepara alla visita alla Grotta.
Al volume pieno, dalle pareti ad andamento ricurvo che in pianta sembrano disegnare un cuore con l’altare alla punta, si sommano le vetrate che offrono in alto tagli di luce policroma restituita dai disegni in forma di sole e di epigrafi. “E’ una testimonianza di bellezza e di amore a Maria – ha detto padre Costantino – L’ho creata pensando a un candido fiore che nella sua corolla accolga come in una culla il Bambino Gesù. Mi auguro che tutti i fedeli, nella nuova chiesa, possano vivere una esperienza altamente mistica”. E’ l’ultima opera del frate artista che alla fine di giugno del 2007, a pochi mesi dalla inaugurazione della Cappella, ha lasciato questa vita terrena. E’ come un sorriso che dice “pace e bene”, in una terra ancora tanto martoriata.

 

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