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Un fascino sempre attuale

E’ una tecnica antichissima quella del ferro battuto; la sua storia, infatti, scorre fin dai tempi più antichi parallela alla storia dell’uomo che lo ha utilizzato per la realizzazione di manufatti decisamente molto diversi tra loro: dalle armi ai gioielli, dai complementi d’arredo alle recinzioni, dai cancelli alle ringhiere…

Presso i popoli di più antica civiltà l’uso del ferro fu molto raro. Infatti, se fin dall’antichità si conoscevano e si utilizzavano le qualità del metallo, i metodi di estrazione erano così rudimentali che si potevano ottenere anche dalle
miniere più ricche, solo masse di volume sufficiente a legare differenti blocchi di marmo o a realizzare fermagli, dadi di incastro o brevi catene. In tal modo la pietra, l’osso il rame, e più tardi il bronzo, contrastarono per secoli l’affermarsi del predominio del ferro, di facile corrosione, di difficile produzione e quindi costoso. Tra la fine del secondo e l’inizio del primo millennio a.C.,il ferro inizia la sua diffusione, dalle regioni dell’Asia minore, attraverso manufatti di lusso, cui fecero seguito monili e oggetti per il lavoro.

Nelle foto di questa pagina, tre momenti della lavorazione del ferro che, per ottenere buoni risultati, deve essere
scaldato ad una temperatura tra i 650 ed i 900°C e diventare incandescente.
A riproduzione di un olio su tavola firmata in basso a sinistra, intitolato “La bottega del maniscalco” di Salinas y Teruel Pablo.

Il lento e continuo progresso della metallurgia, favorito dalla migliore utilizzazione della potenza riduttrice del carbone, permise agli uomini di poter disporre di una sempre maggiore quantità anche di tale metallo. Nella nostra penisola le più antiche notizie relative alla lavorazione del ferro risalgono all’età classica: già gli etruschi fusero e lavorarono per lunghi secoli il minerale estratto dall’isola d’Elba o da altre miniere sulla terra ferma, dove il ferro, spesso affiorante, consentiva un minor lavoro di scavo ed una maggiore facilità di trasporto, come documentano i giganteschi cumuli di scorie e rifiuti delle loro fornaci.

Nelle foto: Pochi gli strumenti necessari, tra questi
l’incudine ed il martello sono assolutamente indispensabili.

Anche nei grossi centri romani venivano prodotte su scala commerciale armi con pregevoli decorazioni saldate e numerosi oggetti di uso corrente necessari ai molti settori dell’artigianato e dell’agricoltura e pare attendibile la notizia relativa all’esistenza di una corporazione di fabbri già nella Roma repubblicana. Fu comunque solo con il graduale superamento della profonda crisi politico economica conseguente alle invasioni barbariche che si ebbe una notevole diffusione di manufatti metallici, in particolare di quelli in ferro.

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