ARCHITETTURA PENSARE

Un evento globale

L’esperienza positiva del Premio dovrebbe essere ripetuta, ma sul piano internazionale. Un evento di questa natura ha un grande valore per la comunicazione, che è fattore fondante per il dibattito. Ne parla Giorgio Scianca, responsabile per la Comunicazione del CNAPPC.

Giorgio Scianca è il responsabile per la comunicazione del Consiglio
Nazionale degli Architetti Paesaggisti Pianificatori e Conservatori (CNAPPC).

La Sua carica la pone nelle condizioni di valutare nel migliore dei modi il significato del Premio "I Sagrati d’Italia" e le prospettive che apre…
Per quanto sia stato già detto, bisogna anzitutto ribadire che è stato il primo "Premio" organizzato e gestito interamente via Internet. La raccolta del materiale, con procedure protette per garantire l’anonimato dei progetti presentati, ha dato i risultati che ci aspettavamo di rapidità ed efficacia.Tanto che abbiamo proposto all’Unione Internazionale Architetti (UIA) di seguire le stesse procedure per il secondo Premio internazionale "Celebrazione delle Città".

Arch. Giorgio Scianca

La prima volta questo Premio fu organizzato dall’UIA con procedure tradizionali. Suo scopo è promuovere
la "agopuntura urbana", come prospettato dal Presidente dell’UIA Jaime Lerner: piccoli interventi che migliorino il clima cittadino, così che la città sia veramente il "rifugio della solidarietà", secondo la definizione dello stesso Lerner. Interventi quali la risistemazione di un parco, la collocazione di sedute in una piazza, ecc.: cose pur minime, ma che possono generare un beneficio che si estende a macchia d’olio. Ci aspettiamo centinaia di iscritti da tutto il mondo. I progetti segnalati saranno esibiti al congresso mondiale degli architetti che si terrà a Istanbul nel luglio 2005. Tutti i partecipanti al congresso costituiranno una giuria popolare che designerà i vincitori.

E i sagrati avranno qualcosa da dire?
Un Premio come quello che si è appena svolto sui Sagrati, potrebbe essere riproposto: ma questa volta a livello internazionale, come il premio "Celebrazione delle Città". Proprio perché il sagrato è un elemento cruciale nel tessuto urbano. A livello mondiale il discorso può essere allargato a tutte le piazze che attengono ai luoghi di culto, anche
di altre religioni.

Voi del CNA che lezione avete tratto dal Premio sui Sagrati?
Come sostiene l’architetto Massimo Gallione, grande conoscitore di eventi di questo tipo che vedono il confronto tra molti professionisti, essi costituiscono un "sistema di formazione permanente". Perché quando ci si trova di fronte a un tema progettuale nuovo, il primo passo per il professionista consiste nello studiare l’argomento, attraverso libri, riviste, siti Internet. Direi che col materiale raccolto nell’occasione di questo primo Premio sui Sagrati d’Italia, sarebbe possibile a questo punto preparare una sorta di e-book che consenta di fornire una panoramica molto vasta sull’argomento. L’attenzione posta sul sagrato, luogo spesso dimenticato, ha portato senz’altro a un arricchimento del mondo professionale.

Il CNA userà i progetti raccolti nel Primo Premio sui Sagrati?
È già stata preparata una visita virtuale di tutti i dieci progetti vincitori e dei quindici segnalati nei siti istituzionali del CNA e di CHIESA OGGI architettura e comunicazione. Fondamentale è la circolazione delle idee e i progetti di architettura, come questi del Premio sui Sagrati, costituiscono un patrimonio che bisogna far conoscere.Tanta è l’importanza che attribuiamo alla comunicazione, che il Congresso mondiale degli architetti successivo a quello di Istanbul, che si svolgerà a Torino nel 2008, sarà dedicato proprio al tema "Transmitting architecture": comunicare l’architettura. Questa, nella grande agorà culturale, è rimasta relegata in un angolo, una specie di area protetta. Ma è fondamentale far giungere i suoi concetti al cittadino: se questi saprà capire quanto sia importante la qualità dell’architettura per la qualità della vita, l’interazione per il miglioramento dell’ambiente non potrà che trarne giovamento. Oggi quando si dice "ambiente" si pensa subito all’inquinamento, alle polveri in sospensione nell’aria,
al traffico… Ma in città l’ambiente è in primo luogo architettura. Un dialogo più ampio e meglio informato tra cittadini,
professionisti e autorità non potrà che favorirne il miglioramento.

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