ARCHITETTURA FARE PENSARE

Un’esplosione di verde

Attorno a una vecchia cascina nata a guardia delle risaie, il paesaggista Ermanno Casasco nel tempo ha fatto sorgere un piccolo Eden.

Servizio di: Walter Pagliero

Ho visto la cascina negli anni ‘60 prima che intervenisse Ermanno Casasco: era una sconsolata cascina in uno sconsolato paesaggio: marcite a perdita d’occhio piene d’acqua e di nebbia, in una atmosfera generale da zona depressa. Oggi la Lomellina si è un po’ ripresa, ma la cascina ha subito una trasformazione epocale: intorno ha la più bella natura che l’Eurasia nella sua lunga storia è riuscita a produrre: fiori, arbusti, piante e laghetti degni di un antico poeta cinese. Qui si è avverato il sogno di un artista del paesaggio che ha fatto un matrimonio d’amore con la
natura, e questo è il parto dopo una lunga gestazione. C’è tutto, anche lo sposalizio con l’arte. Al suo interno, trattata come un oggetto naturale, vi è una scultura di Nanni Valentini molto amata dai piccoli pesci grigi e dalle rane che spontaneamente l’hanno colonizzato. Casasco di questa sua opera ha detto: “Nel giardino da me costruito nella Lomellina ho introdotto molte piante giapponesi, a cominciare dal bambù, perché in una zona come questa coltivata a riso crescono in modo meraviglioso, mentre le cosiddette piante autoctone marciscono. L’uomo non ha cambiato solo il paesaggio, ma ha mutato anche il clima. Noi che operiamo in un presente che sta cambiando, dobbiamo tenerne conto. Non ha più senso, e spesso non è possibile, cercare di ricostruire il paesaggio del passato.”

Queste sculture che sembrano pietre (vedi nella foto a sinistra il grande cono opera di Nanni Valentini) si ambientano assai meglio in un laghetto tra il verde più che all’interno di un edificio. Gli specchi d’acqua in un giardino – è stato detto da un letterato cinese – sono profondi ed espressivi come gli occhi in un viso: qui l’arte, sotto lo stormire delle canne di
bambù, può parlare meglio allo spirito.

I saw a farmhouse in the 60s before Ermanno Casasco intervened: it was a desolate farmhouse on a desolate landscape: in a depressed zone. Today Lomellina has slightly recovered, the farmhouse has had an epic transformation: it has the most beautiful nature around it. That heuristically it has succeeded in produced in its long history: flowers, bushes, plants and little ponds worthy of an ancient Chinese poet. Here is the dream of a countryside artist that has united the love of nature, and this is the birth after a long pregnancy. There is everything, even a wedding with
art. It is treated like a natural object; there is a sculpture by Nanni Valentini that is liked by the small grey fish and frogs that have spontaneously colonised it. Casasco said: “I have introduced a lot of Japanese plants to the garden that I created in Lomellina, starting with bamboo, as it is a zone that cultivates rice. It grows very well, as the so-called autochthonous plant decay. People have not only changed the landscape; we have also changed the climate. We
live in a period that is changing. It doesn’t make sense, and it is not often possible to try and reconstruct landscapes of the past.”

L’elemento “acqua” in questo giardino della Lomellina è coerente con il modo di pensare il paesaggio da parte del lanscape designer Ermanno Casasco: un insieme di episodi e di accostamenti all’interno di una personale passione
per una natura “naturale” ed esuberante. Qui non c’è nulla in comune col pittoresco laghetto nel parco all’inglese
di fine ‘700, ma c’è molta affinità con l’antica situazione paludosa di questa zona che ha dato origine al sistema delle attuali marcite per la coltivazione del riso.

Una vera vocazione
Ecco alcune sue parole che lo identificano
“Amo le piante libere, che non hanno subìto potature, e forse so perché. Sono nato in campagna e fin da bambino giocavo coi figli dei contadini, vivevo e sognavo in mezzo alla natura. E’ lì che ho imparato da mia madre la cura dell’orto che si confondeva col giardino. Io non piego mai la natura.
Oggi conosco le piante e soprattutto le amo, dico loro: vi dò tutto quello di cui avete bisogno, terra, clima, luce e acqua; io non vi tradisco e voi non tradite me. Così è stato. Quando vedo un albero capitozzato senza che ce ne sia bisogno, io soffro. Sono felice quando riesco a salvare la natura senza costringerla a diventare “un giardino”.
Appunti
Italia città giardino
Da diversi anni durante i mesi primaverili inizia la preparazione della più importante e suggestiva "Mostra a cielo aperto" realizzata a Firenze da tecnici esperti del verde provenienti da oltre 40 città italiane e straniere. Distribuiti in vari punti della città, gli originali giardini ed allestimenti floreali potranno essere ammirati da fine maggio fino alla fine di settembre.La mostra è arricchita da un ricco calendario di eventi. La cultura del giardino e degli addobbi dall’ottocento ai nostri giorni. Orticoltura, giardinaggio ed urbanistica, questi gli ingredienti alla base dell’attività della
P.O.Progettazione e Gestione Verde Pubblico del comune di Firenze. Sono strutturati in un’unica trama tutti i loro progetti e gestioni che, spaziando dal giardino storico ricco di tradizione, alle aiuole urbane, alle fioriere che tanto arrichiscono di verde la nostra Firenze, raccolgono la sfida del nostro millennio con la progettazione e la gestione dei
giardini di più moderna concezione e funzionalità posti nelle aree di periferia urbana di recente realizzazione.
Appunti
Intrecci a soggetto
Non ci sono limiti alla fantasia. Intrecci di fibre naturali per ricordare le calde atmosfere dei paesi do’origine. Intrecci sottili per essere utilizzati come veri e propri tessuti. L’azienda Frigerio utilizza per poltrone, divani e letti materiali nuovi, ecologici, resistenti all’acqua ed agli agenti atmosferici per impreziosire anche gli ambienti esterni…

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