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Un contributo della natura per la felicità…

Un contributo della natura per la felicità…

Il merito è tutto del dio Bacco. Se possiamo ammirare la soavità e la bellezza della rosa e attingere alle sue innumerevoli proprietà è lui che dobbiamo ringraziare. La leggenda narra infatti che il dio del vino, invaghitosi di una
ninfa, tentò di conquistarla, ma lei fuggì finché non inciampò in un cespuglio. Cespuglio che per riconoscenza Bacco trasformò in rosa, facendogli spuntare splendidi fiori di un delicato color rosato, il colore delle guance della sua ninfa.
Lasciando però la mitologia per la scienza veniamo a sapere che la rosa è nata in realtà più di quaranta milioni di anni fa. A quel tempo datano infatti i reperti fossili di questo fiore ritrovati nel Colorado e nell´Oregon. Un fiore resistente, non c´è che dire, che ha passato indenne secoli e secoli, differenziandosi in varie specie. Tra le tante oggi conosciute anche la rosa canina. Rosa canina? Che c´entra, vi chiederete, il cane con la rosa? Ancora una volta è la leggenda a venirci in aiuto. Si narra che in tempi antichi la radice di questa pianta venisse utilizzata contro la rabbia trasmessa dai morsi dei cani. Per questo nel 1700 Linneo, il naturalista svedese fondatore della moderna sistematica botanica e zoologica, attribuì a questa rosa l´appellativo ‘canina’. In realtà però le attuali conoscenze farmacologiche hanno escluso che la rosa canina abbia qualche effetto sulla malattia trasmessa dei cani. Ben altre sono invece le sue proprietà che ne fanno un fitoterapico utilissimo nella stagione invernale. La rosa canina, la cui altezza può
raggiungere anche i 3 metri, è un arbusto della famiglia delle rosacee. Cresce in climi temperati e freddi e nel nostro
paese è diffusa soprattutto sugli Appennini e sulle Alpi lungo le siepi, nei boschi e in luoghi cespugliosi.

Enrico VII (1485-1509), che la adottò come emblema dei Tudor; la Rosa canina è stata il simbolo della
monarchia britannica e dell’Inghilterra.

Winston Churchill con il suo caratteristico gesto di vittoria e con l’inseparabile sigaro dispose, durante la seconda guerra mondiale, per compensare la carenza di agrumi, che nelle mense scolastiche, materne, elementari e medie si utilizzassero le bacche “coccole” della rosa canina perchè ricchissime di vitamina C.

Nell’antichità il primo a parlare con tutta naturalezza della rosa, anzi, d’olio di rose per massaggi, è infatti Omero nell’Iliade, canto XXIII, verso 186: è il culmine delle tragedia, Achille ha ucciso Ettore e minaccia di gettarlo in pasto ai cani, ma non avviene perché: "… i cani li teneva lontani la figlia di Zeus, Afrodite di giorno e di notte, l’ungeva con olio di rose, ambrosio, perché Achille non lo scorticasse tirandolo…"

Proprietà medicinali
Contenendo un elevato quantitativo di acido ascorbico, la rosa canina (o meglio i suoi falsi frutti) è indicata per combattere le infezioni alle vie respiratore (orecchio, naso e gola) in quanto rafforza le difese dell´organismo. Svolge quindi un´azione immunostimolante nel prevenire influenze e raffreddori, in particolare nei bambini. Ha inoltre un´azione antinfiammatoria e antiallergica. Secondo studi condotti dal premio Nobel Linus Pauling e da ricercatori statunitensi, la rosa canina assunta in forti dosi preverrebbe anche la crescita cancerogena. I cinorrodonti hanno inoltre proprietà astringenti (grazie alla presenza di tannini sono efficaci nella cura delle diarree) e diuretiche (stimolano l´eliminazione delle tossine tramite l´urina).

Principi attivi

Una volta giunti a maturazione, i cinorrodonti vengono raccolti e utilizzati nella stagione invernale vista la loro altissima concentrazione di vitamina C. Ne possiedono più di qualsiasi altro frutto. Se l´arancia contiene mediamente 50 mg per etto di acido ascorbico (vitamina C) la rosa canina ne possiede addirittura 2250 mg. È dunque la sorgente naturale più ricca di vitamina C. Ma sono anche altri i principi attivi che si trovano nei suoi frutti: tannini, pectine, carotenoidi e soprattutto bioflavonoidi, pigmenti naturali
dall´importante azione antiossidante.

Modo d´utilizzo
Se nella stagione autunnale volete darvi alla raccolta di cinorrodonti ricordate di raccoglierli quando sono ben maturi e
non dimenticate di privarli dei semi e dei peluzzi. Potete poi utilizzarli in decotti, efficaci in caso di diarree e di problemi
diuretici. I decotti così come le tisane sono inoltre molto indicati come cura preventiva e curativa contro l´influenza.
Assumere 1 tazza di tisana 3 volte al dì.

 

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Anna Rita Emili
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