ARCHITETTURA FARE PENSARE

Un camino orientaleggiante

Progetto d’interni: “Domus Aurea” di Pavia
Materiali: cornice del camino antica, in marmo nero del Belgio con intarsi di stalagmite dorata e deliziosi disegni incisi nel marmo a puntasecca e ripassati in oro.
Periodo: fine Ottocento
Testo: Walter Pagliero Con la collaborazione di Andrea Losi
Foto: Enrico Ferri

Nella casa di un collezionista tra opere d’arte dell’estremo oriente

Ritratti cinesi del ‘700, ceramiche Tang dell’VIII sec., pannelli decorativi tailandesi, sculture buddiste e ceramiche di scavo provenienti da varie zone dell’estremo oriente: un piccolo tesoro di reperti raccolto in un grande appartamento. È la casa di un collezionista innamorato di un’arte a noi lontana, che ha respirato a lungo l’atmosfera dei monumenti superstiti di quella cultura e l’ha voluta ricreare nello spazio privato della sua abitazione. Il padrone di casa è persona che tende per temperamento alla conservazione, per cui non voleva nemmeno privarsi dei mobili di famiglia, che non avevano nulla di orientaleggiante, ma ai quali era molto affezionato. Il compito dell’arredatore (in questo caso Maria Grazia Gado col figlio Andrea titolari di Domus Aurea) era obiettivamente difficile: dovevano armonizzare tra loro materiali e finiture di un appartamento degli anni ’60 con mobili antichi di vario stile e opere d’arte orientale anche di scavo. Il pericolo era di cadere in un’atmosfera museale piuttosto pesante, ma la mano esperta di Domus Aurea è riuscita a rendere magico l’insieme trasfigurandolo con forti colori orientali.

La ristrutturazione di questo appartamento in Pavia ha impegnato a fondo Domus Aurea e i suoi collaboratori sia per la complessità dell’intervento, sia per le particolari esigenze arredative del committente. L’appartamento è situato in un palazzo condominiale costruito negli anni ’60 che rispecchia totalmente il gusto e le tecnologie di quel periodo. Per attualizzarlo sono stati fatti molti cambiamenti e molte aggiunte, compreso il grande camino del soggiorno. È un camino in marmo nero del Belgio, databile all’ultimo quarto dell’Ottocento sia per il gusto giapponesizzante delle sue forme che per il tipo di lavorazione; non potrebbe essere posteriore perché da quelle cave da tempo non si estraggono più lastre di tale grandezza. Ha intarsi di stalagmite dorata e deliziosi disegni incisi nel marmo a puntasecca e ripassati in oro: anche la stalagmite oggi non è più in commercio perché ne è vietata l’estrazione. Questo tipo di camino è stato scelto per “legare” con gli oggetti cinesi ed estremorientali che il padrone di casa voleva esporre nella parte living. Per la stessa ragione si è cercato di creare un’atmosfera particolarmente ieratica e cerimoniale, tipica delle antiche case dei potenti sia in Cina che in Giappone. Qui le sete di raso giallo antico e la nicchia rosso violetto richiamano i colori della porcellana cinese di casa imperiale, mentre i mobili laccati di nero ricordano le case dei nobili giapponesi.

Domus Aurea da circa trent’anni raccoglie pietre, capitelli e soprattutto camini nella convinzione che ognuno di essi abbia per affinità elettive un suo padrone, che prima o poi capiterà in questo show-room. È l’antichità e la sua unicità che fa del camino un unicum in cui la singola personalità può riconoscersi e identificarsi. Ma come opera Domus Aurea a livello di arredamento? Questo interno lo documenta benissimo: è intorno alla personalità del committente che la loro azione si svolge. Qui il collezionismo di oggetti estremorientali del padrone di casa andava rispettato e valorizzato. Ma nello stesso ambiente si dovevano accostare mobili di famiglia neorinascimentali d’inizio ‘900, molto corposi e materici, a opere di scultura e pittura di un’area culturale molto diversa. In tale contesto un camino del periodo giapponesizzante, molto prezioso e severo, diventa la chiave di volta di un discorso arredativo che si dipana sul filo dei non colori, come il nero e il cartapecora, e delle forme cerimoniali di tappeti, divani, quadri e dei ricchi tessuti orientaleggianti. Il raffronto tra la casa com’era negli anni ’60 e quella attuale lo si può fare con evidenza accostando il vecchio camino al nuovo: c’è un abisso di concezione e sensibilità.

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