FARE

Un bozzolo per pregare nel bosco


ARCHITETTURA – CAPPELLA DELLE DIACONESSE DI REUILLY AVERSAILLES (FRANCIA)

Una struttura duplice: con una geometria di superfici piane e spigoli vivi per l’edificio trasparente esterno, una forma avvolgente all’interno. Il luogo di preghiera e meditazione si protende nel silenzio del bosco, a cui rimane unito grazie alle trasparenze e agli elementi a graticcio ligneo che fungono da schermo e da filtro.

Il movimento monastico non fu accettato dalla riforma luterana, che fu tendenzialmente estranea alla vita comunitaria; ma è stato reintrodotto nel Protestantesimo alla metà del XIX secolo, sulla base di suggestioni derivanti dal mondo cattolico. La costituzione della Comunità delle Diaconesse di Reuilly risale al 1841, per impulso del pastore protestante Antoine Vermeil e di Caroline Malvesin. Sulla scorta dell’esempio delle comunità fondate da san Vincenzo De Paoli,
le diaconesse si sono poste l’obiettivo di esercitare la carità, nel servizio della comunità e con l’intento di allacciare un dialogo di fraternità tra le Chiese. “Vegliate e pregate”: questo il motto consegnato dalla Malvesin alle sue diaconesse.
Coerentemente con gli obiettivi di servizio, carità e accoglienza, di silenzio e di preghiera, verso la fine degli anni Settanta del Novecento, le diaconesse eressero una grande tenda a padiglione nella zona boschiva di Reuilly, presso Versailles: luogo di accoglienza e meditazione in pace con la natura e con gli esseri umani.
Ma la violenta ondata di maltempo che colpì la Francia nel 1999 danneggiò la fragile tenda e il parco in cui sorgeva: di qui la decisione di sostituirla con un edificio solido e permanente. Il progetto di questo avrebbe dovuto rievocare la precedente sistemazione e mantenere una totale apertura verso la natura.
Per questo l’architetto Marc Rolinet ha deciso di ricorrere a una struttura esterna di totale trasparenza.

La struttura si adagia sul terreno e ne ingloba il dislivello. La capsula in vetro è sormontata da una grata di pino scozzese in funzione di frangisole.
La pianta del livello basso: si nota sulla destra l’accesso alla cappella interna. La struttura è duplice: trasparente in vetro e schermata in legno.

Pareti e tetto sono in cristallo: formano una grande capsula trasparente che dà sicurezza ma allo stesso tempo è aperta da ogni lato. Sopra la copertura in cristallo, una grata in listoni di pino canadese inclinati scherma e ombreggia, mentre mantiene libera la vista verso il cielo e permette di offrire un’immagine per prossimità materica ben radicata nel bosco. Dal punto di vista formale, si potrebbe dire una “non architettura”: eppure lo studio progettuale ha richiesto
il ricorso alla modellazione computerizzata più avanzata. Perché al volume esterno, che si adagia sul terreno con leggerezza, si associa all’interno un secondo volume in forma di bozzolo, o di chiglia rovesciata: anch’esso in listoni di legno modellati in loco al vapore, posti come un tessuto non compatto di elementi che si intrecciano a trama e ordito.
La luce è l’elemento primario che muove e informa lo spazio: nella capacità riflettente e trasparente delle vetrate,
e nella scomposizione e rifrazione che avviene attraverso le mille fessure.

Cappella delle Diaconesse di Reuilly a Versailles, Francia

Progetto architettonico: Arch. Marc Rolinet, Parigi
Committente: Association des Oeuvres et Institutions des Diaconesses de Reuilly
Anno di realizzazione: 2007
Pannelli in vetrocamera: interstrato strutturale DuPontTM SentryGlasR Plus.
© photos Daniel Moulinet per Marc Rolinet

Il bozzolo-chiglia inglobato nel grande triangolo trasparente si offre come momento di intimità e di silenzio,
di penombra e di astrazione: è il luogo della preghiera.
La cappella dove la comunità si ritrova a contemplare non più la natura vicina, ma il mistero trascendente.
Tra edificio esterno e cappella, uno spazio perimetrale continuo permette totale libertà di circolazione, e il percorso sale e scende seguendo l’andamento del terreno. L’ingresso alla cappella si apre nella parte bassa, mentre nella parte alta, accanto sono posti vari ambienti di servizio (sacristia, sala, locali tecnici, ecc…).

L’interno della cappella: la luce è schermata e filtrata dall’intreccio di profilati in legno sagomati a caldo.
In basso, vista lateraledal prato.

Ombreggiata dai vicini alberi, l’architettura, intessuta di trasparenze e filtri di luce, è pensata a risparmio energetico. I pannelli orizzontali del tetto sono costituiti da vetrocamere il cui strato esterno è un vetro di sicurezza temperato rivestito da uno spessore che fa da schermo termico. Anche le pareti laterali sono in pannelli di vetro di sicurezza con intercapedine.
Una pompa di calore sopperisce quando è necessario.
E la nitidezza geometrica, di linee rette e spigoli vivi, diventa organica alla natura.

(Flavio Ferrari)

 

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