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Trame preziose… la casa veste poesia


Testo e foto: ing. Elena Mambretti

Una finestra. Luce copiosa che inonda la casa, filtrata e ammorbidita da una tenda.
Se questa tenda non fosse un telo bianco qualsiasi ma un pannello scelto con la stessa accuratezza con cui si sceglie una cornice per il suo quadro, allora l’atmosfera si vestirebbe di una calda poesia.
Nuovi materiali sperimentati con successo e divenuti segno di distinzione di un laboratorio tessile d’eccezione, vivo ormai da più di due generazioni, hanno reso possibile il connubio tra meraviglia e quotidianità.
La tessitura avviene rigorosamente a mano, in alcuni casi addirittura a partire dalla preparazione del filato, grazie
al sapiente impiego di antichi telai in legno. I tessuti vengono realizzati a partire da orditi in cotone di differente
titolo, in gergo, lo spessore del filo, in una gradazione di tinte neutre che vanno dal bianco al beige, di diversa
intensità cromatica, intrecciati secondo gli antichi metodi di lavorazione con trame naturali che spaziano dal
cotone al lino, dalla canapa alla seta, dalla viscosa alla ciniglia, dalla pelle al rame e che portano a rese finali sorprendentemente differenti.
Ogni pannello viene reso unico da minuti interventi di decorazione, anch’essi eseguiti a mano: sfilature che diradano il tessuto fino a creare delle piccole finestrelle che sprigionano spot di luce intensa, inserti di colore e di trame preziose come fili dorati inseriti durante la tessitura con la tecnica dello spolinato, interventi di un sofisticato romanticismo in perle e conterie in vetro di Murano e una fine ed armoniosa fantasia regalano ai pannelli montati effetti scenografici davvero fuori dal comune.
La tenace e caparbia sperimentazione ha portato a sorprendenti risultati nell’uso di un materiale particolare, il
rame, la cui reazione alla luce, da algido scintillio fino a fiammeggiante bagliore a seconda del colore del rame stesso, unitamente ad una leggiadra espansione volumetrica, trasforma una semplice tenda in un oggetto da ammirare nella sua voluttuosità: il rame costituisce infatti una solida struttura che mantiene le piegature, rigidamente plissettate o morbidamente ondulate, o le stropicciature che gli vengono impresse, senza però tradire neanche al tatto la morbidezza del tessuto.
Le tecniche possono essere fuse insieme per creare effetti in cui per piccole zone la trama addirittura scompare
lasciando il vetro della finestra attraversato dal solo ordito e da piccoli cordoni i cui nodi richiamano il panorama
nevoso di alcune baite in montagna.

La splendida cornice del Torchio del Castello di Carimate.

Punto Pizzo: La fresca leggerezza del cotone azzurrato fa dissolvere il vetro e sembra animarsi di una sottile brezza. Il punto pizzo viene realizzato tramite sfilature mentre i motivi orizzontali con un ispessimento della trama.

I tessuti e la produzione presentati in queste pagine e nelle seguenti sono di Gegia Bronzini.

Rame rosso: Pannello in rame rosso e cotone con inserto decorativo in rame e perle di Murano.

LO SPOLINATO

La tecnica dello spolinato permette di disegnare intrecci e creare movimenti nell’ordito, invece che con il veloce movimento della navetta che attraversa tutto il tessuto da cimosa a cimosa, a mano con diversi colori, e quindi diversi fili, in funzione del particolare disegno da realizzare. L’operatore utilizza contemporaneamente diverse spole di diversi colori
con i quali realizza i settori di differente colore per ogni linea di trama. Il risultato è un disegno di grande precisione perfettamente identico sulle 2 facce del tessuto, risultato impossibile da raggiungere con lavorazioni meccanizzate. Con questa tecnica sono stati da sempre realizzati gli arazzi. Si parte da un modello cartaceo che schematizza i punti chiave del telo da realizzare sul quale vengono annotati precisamente le linee
di trama da spolinare, la loro lunghezza e il colore da utilizzare.

ACCOSTAMENTI
La varietà dei tessuti prodotti a telaio è tale da poter abbinare facilmente i tendaggi più estrosi in una sintonia di stili
e colori.

DORADUS LIBELLULA
Trama e ordito si fondono in un cotone dal titolo decisamente fuori dal comune, in un tessuto piuttosto spesso ma
estremamente morbido che grazie all’intreccio rado e a sfilature dall’andamento sinuoso filtra la luce del sole regalando
una calda atmosfera.

I CORDONI Una divertente rivisitazione della tenda vede il pannello di tessuto sostituito da una fitta
serie di cordoni di varia lunghezza nelle nuance preferite, colori accesi o morbide gradazioni, che si può trasformare
in un elemento decorativo senza necessariamente avere il compito di schermare alcunché.

IL TELAIO TRADIZIONALE

Il telaio costituisce un elemento essenziale del patrimonio culturale umano: raccontato nei miti, preso a metafora dalla filosofia, esso è uno strumento che viene facilmente
dimenticato, insieme al suo operatore che ne è energia vitale, davanti alle incredibili e spesso mastodontiche opere d’arte che sa produrre, arazzi, tappeti, tessuti e stoffe pregiate. Ma il telaio tradizionale “a mano” costituisce una vera peculiarità d’ingegneria
artigianale. La sua struttura portante viene realizzata con essenze lignee autoctone prevalentemente in legno di quercia o di castagno, di olmo, di noce o di abete: l’incastellatura è costituita da quattro ritti, tenuti insieme da altrettanti raccordi trasversali.
Nella parte inferiore trovano posto due lunghi pedali, collegati da corde e regoli mobili, che azionano i quadri dei licci; ogni ingranaggio è collegato agli altri pezzi ed è indispensabile
al funzionamento di tutto l’insieme. Nel telaio sono sistemati 2 rulli, detti subbi: uno avvolge il tessuto in corrispondenza della postazione della tessitrice, l’altro nella
parte posteriore regge i fili d’ordito da lavorare; questi vengono fatti passare uno ad uno attraverso i licci, sistemati su 2 liccioli che tramite l’azionamento delle leve a pedale
determinano l’apertura a V dei fili in modo incrociato, così da poter imbrigliare la trama.
La navetta infatti viene fatta passare da un lato all’altro del telaio e ad ogni passaggio si inverte l’apertura dei liccioli tramite pedale, in modo che la trama resti bloccata nell’intreccio con l’ordito. Il filo di trama è unico, eventualmente giuntato in modo pressoché invisibile, perciò i margini del tessuto, detti cimose, restano finiti senza necessità di ulteriori orlature.

Un pannello storico, risalente all’inizio degli anni ’40: refe di canapa, fiocchetti in seta e viscosa.

Anche il nastrino di nappa tinto, un materiale privo di propria trasparenza, con la tecnica della tessitura rada, consente di ottenere suggestive trame d’ombra se esposto ai raggi del sole come una tenda.

RAME ROSSO E BIANCO
Il copioso volume che il tessuto in rame sa offrire se opportunamente accartocciato può regalare sontuosità ad ogni angolo della casa, giocando sul fine contrasto delle tonalità in rosa e grigio.

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