ARCHITETTURA FARE PENSARE

Tra design, arte e liturgia

Il disegno generale dell’edificio, a forma piramidale con le pareti percorse da fasce alternate di colore scuro e chiaro e gli spioventi accompagnati da gradini, si è prestato a un intervento che ha ridisegnato lo spazio con l’inserimento di luoghi ed oggetti dal design sobrio e funzionale. Il primo passo nella ristrutturazione, è stato in realtà quello di individuare e collocare il crocifisso. Eseguito dall’artista Nancy Rebal, con l’assistenza del designer Ellyn Amador, il Crocifisso in questione si ispira ai modelli giotteschi: quelli che demarcano l’inizio del passaggio dal medioevo al rinascimento. La testa di Cristo è piegata sulla sua spalla destra. La Vergine sta alla destra del figlio: il suo atteggiamento (la guancia sinistra appoggiata alla mano, il braccio sinistro sostenuto dalla mano destra) è quello tradizionale che significa sofferenza. Alla sinistra di Cristo sta Giovanni. Al di sopra della croce si vede san Giuseppe, il titolare della chiesa. Sotto la croce è posto un san Francesco che mostra le stigmate. La croce è presentata sullo sfondo di una struttura lignea sagomata e rifinita con un contorno in oro.

Nelle foto: L’armadietto per gli olii sacri, la croce.

La finitura in oro e altri dettagli pittorici sono stati aggiunti da Paul Hunter. Il falegname Bob Brockus ha preparato la forma lignea. Le reminiscenze giottesche del crocifisso, coi loro vividi colori, risaltano nel contesto dell’ambiente. Il crocifisso così diventa un “unicum” entro un ambiente la cui copertura piramidale appare inconsueta per una chiesa, mentre gli oggetti di design si presentano con schietta sobrietà, forse in parte echeggianti le linee in voga negli anni ’50 del secolo scorso. Così in particolare la sede del presidente: sostenuta da sue tavole poste a “V” coi vertici che si avvicinano al di sotto del piano orizzontale. I braccioli molto ampi, sostenuti da sagome svasate, protendentisi verso l’alto a partire dai pannelli verticali di sostegno. Sedile e schienale sono semplicemente due tavole poste ad angolo, ingentilite da una imbottitura.

Nelle foto: Il sostegno del cero pasquale, la sede del presidente.
Tutti gli oggetti di design sono in legno, bronzo e pietra.

Le ampie superfici dei piani costituiscono un contrasto con l’esilità degli spessori, quasi che la forma derivi da una carpenteria piana, non tridimensionale ma a due dimensioni, nella quale tuttavia si fondono povertà e ricercatezza. La stessa sensazione potrebbe ricavarsi dalla credenza per le ampolle: anch’essa in tavole lignee composte a casetta, la cui misurata semplicità contribuisce a porre l’accento non sul contenitore, ma sul contenuto. Anche la croce processionale in legno scuro rinforzato si presenta come alcunché di elementare. La ricerca è volta al ritrovamento delle forme primigenie. Così nel crocifisso che recupera i modi espressivi di epoca giottesca, come negli oggetti, che recuperano l’essenzialità spoglia della forma. E’ una scelta ponderata, che consente di non sovraccaricare di immagini e suggestioni uno spazio architettonico già fortemente caratterizzato dalla forma piramidale: forma non consueta per la chiesa e che, proprio per questo, necessita di spiegazioni, di chiarimenti.

(L.S.)

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