| Il ricamo è una delle
più antiche attività; alcuni frammenti risalgono all’antico
Egitto, ma è probabile che quest’arte abbia
avuto origine in Cina da dove si è diffusa; in Europa le prime
testimonianze risalgono solo al primo Medioevo.
La deperibilità del materiale giunto in frammenti fino a noi, non
ha permesso tuttavia di stabilirne con certezza l’origine. Sembra
lecito comunque ipotizzare che il ricamo abbia avuto una base storica
popolare molto antica, in quanto alcune testimonianze ne fanno risalire
l’origine a tempi remoti in cui le tecniche di questa tradizione
popolare venivano tramandate nel tempo assumendo specifici connotati locali.
Tuttavia altre testimonianze suggeriscono uno sviluppo differente di questa
arte ed attività; secondo queste testimonianze, il ricamo si sarebbe
sviluppato come un’estensione di una moda inizialmente riservata
al ceto più abbiente che poteva permettersi sia la preziosità
e la spesa dei materiali, sia il tempo necessario per l'esecuzione.
Il ricamo è un’attività artigianale che si concretizza
nel riprodurre un disegno su un tessuto utilizzando ago e filo.
Fin dai tempi antichi è stata praticata a mano con finalità
decorative ed ornamentali, diventando nel tempo un’arte finissima;
ancora oggi diffusa come “hobby” viene realizzata soprattutto
con l’ausilio di macchine.
L’accuratezza dell'esecuzione del ricamo che è
garanzia di qualità e di buona riuscita, insieme all’originalità
del disegno
ed alla creatività degli accostamenti cromatici e dei filati, può
essere raggiunta con un lavoro a mano o a macchina; la differenza tra
queste due tecniche non consiste solo in un diverso modo di esecuzione,
in quanto l’apparente imperfezione della prima riesce talvolta a
superare i risultati ottenuti con la seconda, più perfetti nell’esecuzione,
ma meno plastici nella resa estetica.
Tuttavia il ricamo a macchina ha permesso di sviluppare numerosi e complessi
punti, consentendo di creare diversi
composizioni e disegni e differenti applicazioni.
Il ricamo viene eseguito con diversi filati di vario spessore: la lana,
il cotone o altri filati, sia naturali che artificiali e sintetici. Solitamente
il filato più sottile e robusto viene impiegato per le sfilature
(orlo a giorno, gigliuccio, ecc.), mentre quello più grosso per
gli altri tipi di ricamo.
È possibile distinguere essenzialmente tre tecniche di ricamo:
su disegno (colorato o in bianco), contato (colorato, a
giorno, riporto), riferito (ad arazzo, prezioso).
La manutenzione delle tende
La tenda può durare più
a lungo, se viene utilizzata con cura ed in condizioni adatte.
Ecco qualche raccomandazione per l’utilizzo quotidiano.
L’armatura della tenda deve essere posta in maniera tale
che la tela sia perfettamente tesa e non subisca alcun sfregamento.
Tale tensione evita inoltre il formarsi di tasche d’acqua
in caso di forte pioggia. In condizione di forte vento non bisogna
lasciare la tenda aperta.
In condizioni di pioggia la tenda può essere lasciata aperta,
ma bisogna evitare di arrotolarla umida per un lungo periodo;
se tuttavia viene arrotolata umida, bisogna svolgerla appena possibile,
in modo da farla asciugare.
Per la manutenzione corrente, si deve spolverare la tenda, al
fine di eliminare la polvere dalla superficie o aspirandola o
soffiandovi dell'aria o battendola o spazzolandola.
Per il ricovero invernale è consigliabile chiudere la tenda
asciutta in una fodera. Per ritardare al massimo il deposito di
sporco, si consiglia di porre la tenda sotto una tettoia o di
unirvi un riparo di protezione. Per una protezione ottimale lungo
tutto l'anno, è preferibile scegliere una tenda avvolgibile
in un cassone.
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