| Progettata
da Daniele Balzanelli, la villa a Roverbella è studiata tutta attorno
alla luce solare
Testo: Leonardo Servadio
Come ritrovare l’intimità nelle zone di confine
tra campagna e città. Qui siamo nei dintorni di Mantova: tante
villette che si guardano tra brevi spiazzi a giardino, da un lato all’altro
delle strade.
L’architetto Daniele Balzanelli ha trovato una soluzione progettuale
che ridona il senso dell’individualità dell’abitare
e,
pur nei limiti del lotto disponibile, recupera una relazione biunivoca
tra costruito e natura.
L’idea centrale è quella del patio interno come elemento
che completa l’abitazione: “un tappeto d’erba tra due
locali”
spiega il progettista.
Il manto erboso si presenta come un ambiente interno, ma
aperto al cielo, tra cucina e salone. Sul muro di fondo si staglia un
acero e pende una saponaria.
Un’invenzione architettonica che ricorda un poco
gli antichi cavedi romani. La casa consta di due volumi raccordati tra
loro: uno a due piani, ospita al piano terra il salone e, al piano superiore,
le camere da letto. L’altro volume a un solo piano ospita la cucina
e i locali di servizio. Le pareti interne al patio e quelle verso sud
al livello superiore sono interamente vetrate: al piano superiore il terrazzo
guarda nel patio ed è protetto dallo sporto della copertura.
Le pareti esterne della casa (verso nord nel volume a doppia altezza,
verso sud nel volume a un piano), hanno piccole
aperture quadrate: sei verso nord, due verso sud. In questo modo la relazione
col sole è mediata dall’ambiente
circoscritto ove sta il tappeto erboso, che resta come un pozzo da cui
l’edificio riceve filtrata l’energia della luce.
Il vetrocamera con veneziana interna consente di mantenere
la linea limpida della architettura, la pulizia funzionale dei vetri.
L’effetto “vedo-non vedo” dato dall'inclinazione delle
lamelle e dalla loro manovrabilità, permette di mantenere, chiudere
o graduare il rapporto visivo tra cucina e sala attraverso il manto erboso
sul quale si dipingono le stagioni con lo scorrere dei colori.
Il patio diventa un microcosmo, anche grazie alla presenza di un acero
che si staglia contro la parete di fondo color terra chiaro (come tutto
l’edificio): una tinta adatta a reggere la sfida del tempo, ma anche
a riflettere la luce solare del mattino così da rischiarare in
modo indiretto gli ambienti interni.
Il volume basso funge da schermo così che il manto erboso resta
ombreggiato, e per buona parte della giornata si mantiene protetta dal
sole anche la vetratura del salone. Quando poi la luce batte diretta sul
vetro, il sistema di schermatura interna al vetrocamera provvede a impedire
l'effetto serra e a mantenere un clima interno favorevole. Anche nei mesi
estivi più caldi, aprendo le piccole finestre esterne e le grandi
vetrate verso il patio, si realizza una circolazione d’aria che
regola il clima in modo gradevole, anche grazie al fatto che il breve
manto erboso di per sé
abbassa la temperatura per via dell'evaporazione naturale.
Un passaggio oltre la parete di fondo del patio unisce
cucina e soggiorno in un ambiente solo.
Il camino poggia su una mensola in calcestruzzo, nella sua verità
di “macchina” domestica. I vetri schermano e uniscono.
Anche al piano superiore l’elemento floreale ha
un’importanza decisiva, in cui aspetto estetico e funzionale si
incontrano.
Di fronte a ognuna delle finestre che aprono su terrazzo, sono posti vasi
di fiori che ottengono il duplice risultato
di filtrare la luce e di offrire una vista gradevole.
Con la generale fluidità di passaggi si assume la suggestione della
casa giapponese, in cui la relazione interno/esterno
resta immediata e i diversi ambienti sono limitati da segni prima che
da pareti, in una semplicità e fluidità spaziale dotata
di pacata, intrinseca eleganza.
Sulla copertura del volume basso, un tappeto di ciottoli bianchi ottiene
un intrinseco effetto di coibenza.
Così natura e tecnologia collaborano, tra ciottoli, manto verde
e vetri a camera con veneziane interne, entro un disegno
di armonica semplicità e di immediata efficacia.
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VETROCAMERA CON VENEZIANA
Sistema magnetico brevettato di Pellini
Sistema Corda
Il sistema ScreenLine® a comando
magnetico frontale, per effettuare il sollevamento e l’orientamento
di una tenda posta all’interno di un vetrocamera, si avvale
della forza prodotta dall’accoppiamento di due giunti
magnetici, l’uno inserito nel cassonetto interno al vetro,
l’altro applicato di fuori. |
Tale principio assicura il mantenimento
della totale ermeticità del vetrocamera.
La vita utile dei magneti al Neodimio N35H è illimitata.
Sono resistenti a temperature molto elevate (+120°).
Di struttura semplice e razionale, costo limitato e grande funzionalità,
il sistema ScreenLine® a comando magnetico frontale si trasporta
e si posa nel serramento come un vetrocamera semplice.
E’ disponibile in camera da 20, 22, 27 e 32 mm per tende
veneziane e plissé, 27 mm per tende da rullo.
Particolarmente indicato per facciate strutturali, non conosce
tuttavia limitazioni d’applicazione, laddove sia richiesto
un felice connubio tra eccellenti qualità tecniche e
raffinate doti estetiche (maggiori informazioni sul Manuale
Tecnico ScreenLine®). |
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