Tratto da:
Tende e tessuti N°28
Speciale Tende da Sole
Luce del patio verde
Di Baio Editore

Progettata da Daniele Balzanelli, la villa a Roverbella è studiata tutta attorno alla luce solare

Testo: Leonardo Servadio

Come ritrovare l’intimità nelle zone di confine tra campagna e città. Qui siamo nei dintorni di Mantova: tante villette che si guardano tra brevi spiazzi a giardino, da un lato all’altro delle strade.
L’architetto Daniele Balzanelli ha trovato una soluzione progettuale che ridona il senso dell’individualità dell’abitare e,
pur nei limiti del lotto disponibile, recupera una relazione biunivoca tra costruito e natura.
L’idea centrale è quella del patio interno come elemento che completa l’abitazione: “un tappeto d’erba tra due locali”
spiega il progettista.

Il manto erboso si presenta come un ambiente interno, ma aperto al cielo, tra cucina e salone. Sul muro di fondo si staglia un acero e pende una saponaria.

Un’invenzione architettonica che ricorda un poco gli antichi cavedi romani. La casa consta di due volumi raccordati tra loro: uno a due piani, ospita al piano terra il salone e, al piano superiore, le camere da letto. L’altro volume a un solo piano ospita la cucina e i locali di servizio. Le pareti interne al patio e quelle verso sud al livello superiore sono interamente vetrate: al piano superiore il terrazzo guarda nel patio ed è protetto dallo sporto della copertura.
Le pareti esterne della casa (verso nord nel volume a doppia altezza, verso sud nel volume a un piano), hanno piccole
aperture quadrate: sei verso nord, due verso sud. In questo modo la relazione col sole è mediata dall’ambiente
circoscritto ove sta il tappeto erboso, che resta come un pozzo da cui l’edificio riceve filtrata l’energia della luce.

Il vetrocamera con veneziana interna consente di mantenere la linea limpida della architettura, la pulizia funzionale dei vetri.
L’effetto “vedo-non vedo” dato dall'inclinazione delle lamelle e dalla loro manovrabilità, permette di mantenere, chiudere
o graduare il rapporto visivo tra cucina e sala attraverso il manto erboso sul quale si dipingono le stagioni con lo scorrere dei colori.
Il patio diventa un microcosmo, anche grazie alla presenza di un acero che si staglia contro la parete di fondo color terra chiaro (come tutto l’edificio): una tinta adatta a reggere la sfida del tempo, ma anche a riflettere la luce solare del mattino così da rischiarare in modo indiretto gli ambienti interni.
Il volume basso funge da schermo così che il manto erboso resta ombreggiato, e per buona parte della giornata si mantiene protetta dal sole anche la vetratura del salone. Quando poi la luce batte diretta sul vetro, il sistema di schermatura interna al vetrocamera provvede a impedire l'effetto serra e a mantenere un clima interno favorevole. Anche nei mesi estivi più caldi, aprendo le piccole finestre esterne e le grandi vetrate verso il patio, si realizza una circolazione d’aria che regola il clima in modo gradevole, anche grazie al fatto che il breve manto erboso di per sé
abbassa la temperatura per via dell'evaporazione naturale.

Un passaggio oltre la parete di fondo del patio unisce cucina e soggiorno in un ambiente solo.
Il camino poggia su una mensola in calcestruzzo, nella sua verità di “macchina” domestica. I vetri schermano e uniscono.

Anche al piano superiore l’elemento floreale ha un’importanza decisiva, in cui aspetto estetico e funzionale si incontrano.
Di fronte a ognuna delle finestre che aprono su terrazzo, sono posti vasi di fiori che ottengono il duplice risultato
di filtrare la luce e di offrire una vista gradevole.
Con la generale fluidità di passaggi si assume la suggestione della casa giapponese, in cui la relazione interno/esterno
resta immediata e i diversi ambienti sono limitati da segni prima che da pareti, in una semplicità e fluidità spaziale dotata di pacata, intrinseca eleganza.
Sulla copertura del volume basso, un tappeto di ciottoli bianchi ottiene un intrinseco effetto di coibenza.
Così natura e tecnologia collaborano, tra ciottoli, manto verde e vetri a camera con veneziane interne, entro un disegno
di armonica semplicità e di immediata efficacia.

VETROCAMERA CON VENEZIANA
Sistema magnetico brevettato di Pellini

Sistema Corda


Il sistema ScreenLine® a comando
magnetico frontale, per effettuare il sollevamento e l’orientamento di una tenda posta all’interno di un vetrocamera, si avvale della forza prodotta dall’accoppiamento di due giunti magnetici, l’uno inserito nel cassonetto interno al vetro, l’altro applicato di fuori.
Tale principio assicura il mantenimento della totale ermeticità del vetrocamera.
La vita utile dei magneti al Neodimio N35H è illimitata.
Sono resistenti a temperature molto elevate (+120°).
Di struttura semplice e razionale, costo limitato e grande funzionalità, il sistema ScreenLine® a comando magnetico frontale si trasporta e si posa nel serramento come un vetrocamera semplice.
E’ disponibile in camera da 20, 22, 27 e 32 mm per tende veneziane e plissé, 27 mm per tende da rullo.
Particolarmente indicato per facciate strutturali, non conosce tuttavia limitazioni d’applicazione, laddove sia richiesto un felice connubio tra eccellenti qualità tecniche e raffinate doti estetiche (maggiori informazioni sul Manuale Tecnico ScreenLine®).