ARCHITETTURA FARE

Composizione ad anse incrociate


ARCHITETTURA – COMPLESSO PARROCCHIALE DI SANTA MARIA STELLA DELL’EVANGELIZZAZIONE A ROMA

La differenza dei materiali e la netta alterità nell’approccio progettuale separano le due parti del complesso: la chiesa e il corpo con i locali di servizio. Nella complessità compositiva adottata dal progettista, Roberto Panella, si ravvisa anche la ricerca di una semplicità volumetrica e di una espressività simbolica che trova nelle vetrate un momento qualificante.

Il problema che si trova ad affrontare chi progetta una chiesa contemporanea è quello della riconoscibilità nel tessuto urbano e della connessione con la storia e la tradizione.
L’architetto Roberto Panella spiega di non aver puntato a “individuare il nuovo complesso attraverso accentuazioni volumetriche… ma attraverso elementi fortemente simbolici, quali il semiarco di facciata e la retrostante copertura a volta, l’andamento curvilineo della parete verso strada che unifica la sala riunione collettiva alla chiesa, le differenziazioni dei materiali di rivestimento…”.

La grande copertura, manto avvolgente che protegge
la chiesa. A destra dall’alto: pianta, planimetria, sezione e prospetti (si nota la grande parete traforata dalla croce verso strada); la facciata della chiesa e, accanto, il corpo delle opere parrocchiali.

Sui corpi relativamente bassi degli edifici componenti il complesso, spicca il campanile che regge in alto la croce, posto in un punto mediano, baricentrico del sito.
Visto dalla strada, l’insieme si presenta come una composizione- scomposizione di elementi in cui un lungo edificio angolato e rivestito in cotto ospita i servizi parrocchiali, la canonica, il salone abbracciando la chiesa sul perimetro del lotto. Mentre la chiesa stessa si presenta protetta da tale corpo articolato in pianta a forma di “L” e sull’altro lato è schermata da una parete ricurva: grande, maestosa, assieme abbraccio dal volto quasi difensivo, ma anche araldo crocifero.

La parete infatti è aperta da una croce vetrata che assume un’importanza esplicativa e trasfigurativa assieme. La sua presenza toglie l’impermeabilità del muro e trasforma l’elemento di confine in segno che annuncia – non solo, che comunica.
La stessa vetrata a croce risalta all’interno in un colore oro intenso che la fa brillare. La copertura della chiesa ha andamento a volta che si appoggia lateralmente sulla verticale parete ricurva. Il volume risulta quindi dall’accostarsi di elementi a conca rivolti secondo differenti direzionalità, come mani che si accostano in una stretta amichevole. La conformazione del lotto in cui si inserisce il complesso favorisce la disposizione convergente degli edifici e tale positura è evidente nella relazione tra chiese e cappella. L’aula ecclesiastica si dilata internamente nei due fianchi, per accogliere sulla destra il convergere della cappella e sulla sinistra il battistero, nell’ampia ansa disegnata dalla parete ricurva.

All’interno come all’esterno si avverte un dispiegarsi di complessa semplicità: la forma è raggiunta attraverso un accostarsi di setti, pareti, aperture, tagli, volumi, spiragli, volute, accenni. Risaltano in questa complessità di elementi i due oculi zenitali che segnano il centro del presbiterio (là dove alla presenza dell’altare si sovrappone il crocifisso) e il battistero. Nell’interazione tra luce e architettura risalta la vetrata verticale che sembra separare il presbiterio dallo spazio battesimale: come una soglia interna che distingue il luogo dell’iniziazione da quello della celebrazione.

Complesso parrocchiale di Santa Maria Stella dell’Evangelizzazione a Roma

Progetto: Arch. Roberto Panella con Arch. M. Ciotti e Arch. A. Costantini
Direzione lavori: Arch. R. Panella con Geom. P. D’Agostino
Progetto strutture: Ing. Luigi dell’Aquila, Ing. Giacomo dell’Aquila Vetrate artistiche: Progetto Arte Poli, Verona
Copertura: Tegola Canadese, Vittorio Veneto (Treviso)
Impianto acustico: Orion GT, Ospitaletto di Cormano (Milano) Foto: Giorgio Migliorati (courtesy R. Panella)

 

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