PENSARE

Con la stufa e il camino

La vista spazia verso il Monte Bianco. Il villaggio nuovo di Verbier è sorto alla fine degli anni ‘80 e l’architettura, curata da Pierre Dorsaz, è intesa a far rivivere l’atmosfera della “koinè” alpina pur entro un paesino di natura turistica: al disegno moderno, si associano richiami stilistici alla tradizione. Ma si privilegia la luminosità, come solo oggi si riesce a fare. E la vista sul panorama si apre grazie alle splendide vetrate.
Sotto al soffitto in legno a vista, le travi squadrate si associano bene al profilo delle montagne: la regolarità del disegno ritmico contemporaneo si arricchisce grazie agli scabri profili dei monti, ingentiliti dal manto di neve che ne ricopre sempre le vette. Siamo a 1500 metri: ma ancor più di questo, è la vicinanza con le cime dalle nevi perenni quel che caratterizza l’ambiente.
Importante stazione sciistica, luogo di turismo montano d’estate, questo è uno di quei  siti in cui la montagna è vissuta dall’interno, con assoluta intensità. In queste circostanze, l’«open space» della casa, una sorta di balcone coperto, belvedere sulle vette, gode della particolarità del doppio sistema di riscaldamento: il camino e la stufa.Uno, costruito ad hoc con coerenza stilistica, è incorniciato da pietre e da un profilo superiore in legno; la stufa, è antica, risale al 1801 ed è stata reperita in qualche vecchia casa della Savoia.
Camino e stufa: un accostamento inconsueto, quasi un raddoppio.
Però, nel contesto delle grandi vetrate che proiettano all’interno l’immagine dei ghiacciai d’alta quota, sembrano un affratellamento a presidio del clima interno, un’alleanza tesa a rendere abitabile con tranquillo tepore la casa, anche quando fuori il vento gelido spazza l’ampia vallata.
Con posizione divergente, stufa e camino si rivolgono a 360°, con uno scambio fisico e visivo con tutto l’ambiente, quasi a stringerlo in un soave abbraccio, nella sua interezza.

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