ARCHITETTURA FARE PENSARE

Studio Illuminotecnico

Tratto da:
Chiesa Oggi 41
Architettura e Comunicazione

Studio illuminotecnico

 


P.I. Antonio Rovano

Il progetto di illuminazione di un ambiente particolare, quale la Basilica superiore di Colle Don Bosco, richiede uno studio approfondito dell’effetto desiderato; nella consapevolezza che la luce naturale non possa essere confrontata con quella artificiale si è considerata quest’ultima come un “male” necessario, da impiegare nel modo più “soft” possibile occultando le sorgenti luminose al di sopra della cupola, nella volta, nelle pareti, sotto ai pavimenti, dietro vetri acidati e pannelli alettati. Inoltre si è voluta rafforzare la sensazione di “calore” data dalla forma e dal legno dei rivestimenti, scegliendo una tonalità di luce di 3000°K, simile a quella ad incandescenza, ma prodotta da lampade a risparmio energetico (fluorescenti elettroniche regolabili ed ad alogenuri metallici con bruciatore ceramico).
Con piccoli proiettori occultati nelle pareti si sono originati pennelli di luce che sottolineano le strutture arcuate verticali, con tubi fluorescenti di nuova generazione (T5) si è data vita ad un’illuminazione radente delle pareti che con un gioco di chiaro-scuro mette in risalto i pannelli in legno del rivestimento. Anche la volta è stata illuminata in modo indiretto con sorgenti fluorescenti a flusso regolabile ed ad alogenuri metallici.
L’unica possibilità di imitare la luce naturale ci è stata consentita nell’illuminazione della cupola. In questo caso si sono utilizzati proiettori con luce di tonalità “diurna” che illuminano l’esterno della cupola stessa, dando l’impressione della luminosità della volta celeste, ed un grande faro che, dal centro della cupola, irradia zenitalmente di luce chiarissima la zona antistante l’altare.

Illuminazione d’accento
L’illuminazione d’accento delle opere d’arte ha richiesto un impegno particolare:

  • i dipinti devono essere resi visibili senza riflettere luce verso chi li osserva, la loro evidenza deve essere molto dolce, i colori non devono essere falsati, devono insomma dare l’impressione di vivere di luce propria;
  • la Via Lucis ed i confessionali (v. l’immagine qui sopra) sono stati illuminati con lampade dicroiche posate ad incasso nei controsoffitti;
  • la grande statua lignea del Cristo, posta sulla parete del coro, è stata oggetto di diversi tentativi di illuminazione diretta e di retroilluminazione, si è infine optato per quest’ultima soluzione, ottenuta con fibra ottica ad emissione totale, che dona alla statua stessa una sensazione di sospensione e di leggerezza.
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