ARCHITETTURA

STROMBATURA COME PORTICATO

L’alternanza di strisce chiare e scure aggiunge dinamicità ai prospetti esterni della chiesa che sorge nella tipica periferia già industriale, ora in rapida trasformazione. In questo progetto Cino Zucchi ha inteso ricavare spazi ulteriori con la tecnica del “togliere”. Così l’edificio esprime accoglienza.

Il luogo, una periferia industriale, e l’edificio preesistente, una chiesa-capannone costruita negli anni sessanta da alcuni preti operai, hanno suggerito un progetto asciutto, che affronta il tema dell’edificio di culto contemporaneo senza indulgere in esibizionismi strutturali o in ricerche figurative “libere”. Il progetto è stato assegnato a seguito di concorso bandito dalla Diocesi. La chiesa presenta un’ampia facciata strombata che rimanda ai prospetti concavi di epoca rinascimentale o barocca, ma con la nitidezza segnica di un romanico moderno. Tale soluzione non solo esprime invito e protezione, ma indica anche la presenza di spazi ulteriori in un contesto molto limitativo.
I vincoli dati dagli edifici vicini e dagli spazi aperti di pertinenza hanno configurato necessariamente una soluzione spaziale compatta, che ricorrere anche agli spazi del sottosuolo. Il progetto ha mirato a esaltare la qualità dei luoghi di relazione: il sagrato, il giardino, i campi sportivi. Il volume della chiesa e degli ambienti accessori è stato “scavato” per generare spazi coperti di accoglienza verso la strada a sud e verso i filari che a ovest bordano il campo di calcio.
Rendering dell’aula finita secondo il progetto, con i poli liturgici definitivi e i disegni artistici sulle “vele”; in basso, due maquette della sistemazione del presbiterio. 
Rendering e pianta della chiesa, secondo il progetto.
Un corpo più basso con tetto a falda ospita ambienti di servizio e di vita sociale. 
Se la disposizione generale delle parti è del tutto tradizionale, la determinazione accurata degli spazi di pertinenza, le proporzioni degli ambienti, l’illuminazione, il disegno semplice dei luoghi liturgici e degli arredi esprimono la ricerca di un carattere adeguato – al contempo accogliente e profondo – per i luoghi della comunità cristiana di oggi, dove contemplazione e azione nel mondo, quotidianità e senso del sacro non sono momenti separati, ma aspetti di un sentire unitario.
L’interno dell’aula liturgica intende essere uno spazio sereno, quotidiano ma non prosaico. Il soffitto rettangolare è ritmato dalla tettonica primaria delle fitte nervature trasversali che contengono i lucernari. Due leggere vele sulla cui superficie in stucco chiaro appaiono le tracce lievi dei simboli della tradizione cristiana, si staccano dalle pareti avvicinandosi al centro; un grande lucernario sulla parete di fondo porta la pacata luce del nord. 
La peculiarità di questo progetto consiste nel suo estrinsecarsi attraverso momenti e superfici, aperture ed elementi materici decisamente familiari al lessico contemporaneo. La loro composizione risulta in un insieme che è a un tempo equilibrato e originale.
Prospetto frontale. Lo “scavo” della facciata ne determina un arretramento a “imbuto”. Il sagrato risulta definito da due profili laterali che si pongono in continuità con le superfici della facciata, le quali convergono verso l’ingresso, posto di sghembo rispetto al piano parallelo alla str ada.
Prospetto laterale: la “pinna” che si eleva sul retro è un lucernario che raccoglie la luce del nord e la fa spiovere sul tabernacolo, posto a lato della pedana presbiterale.
Prospettiva verso l’ingresso.

Committente: Arcidiocesi di Milano
Preliminare: Cino Zucchi Architetti
Progetto definitivo: Cino Zucchi Architetti con Zucchi & Partners (Cino Zucchi, Nicola Bianchi, Andrea Viganò, Leonardo Berretti, Ivan Bernardini, architetti)
Direzione lavori: Zucchi & Partners (Nicola Bianchi e Marcello Felicori, architetti)
Rendering: Filippo Facchinetto
Modelli: Filippo Carcano, Paola Andreoli, Roberto Rezzoli Consulenza liturgica: Don Giovanni Mariani, Don Giovanni Zuffada
Artista: Hélène Delprat
Foto: Cino Zucchi

http://pro.dibaio.com/cino-zucchiProgetto: Muñoz Arquitectos Asociados S.C.P. (Arch. Javier Muñoz Menéndez, Arch. Jorge Carlos Zoreda Novelo, con agli architetti G. Loswe Negrón, G. Covarrubias Reyes, R. Canto Blanco, D. Sauning Ocón)
Foto: Roberto Cárdenas Cabello (courtesy Muñoz Arquitectos Asociados)

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