ARCHITETTURA FARE PENSARE

Sperimentazione e adeguamento

Verona, corso di specializzazione
Si è concluso nel 1999 il primo corso di specializzazione per architetti e ingegneri sulla Conservazione dei Beni culturali immobili ecclesiastici. Presentiamo gli elaborati dei progetti di restauro e adeguamento, realizzati in via sperimentale dai partecipanti.

Del corso e dei suoi risultati parliamo col direttore dell’Ufficio Beni Culturali della Curia di Verona, architetto don Tiziano Brusco, che ha organizzato il Corso con l’arch. Gianfranco Dalle Pezze.
Quale la ragione dell’interesse suscitato dal corso?
Nel mondo professionale si sente la mancanza di una preparazione specifica al tema della conservazione, del restauro e dell’adeguamento delle chiese. Ho studiato architettura a Venezia e non ho mai avuto occasione di seguire insegnamenti attinenti alla problematica della conservazione e del restauro delle chiese. Poiché le chiese costituiscono tanta parte del nostro patrimonio architettonico, i professionisti, architetti o ingegneri, sentono la necessità di uno studio specifico. Una parte del nostro corso è stata dedicata al tema del rilievo architettonico delle chiese, per il quale è necessaria una attenzione particolare al dettaglio, che possa rendere conto delle diverse influenze di stile sovrappostesi nel tempo. Inoltre nella Chiesa si sente la necessità di poter dialogare con professionisti preparati, capaci di intendere le reali problematiche legate ai luoghi di culto, che devono essere e mantenersi strutture vive, capaci di ospitare la comunità celebrante secondo la liturgia attuale.
Come è nata l’idea del corso in Verona?
La Conferenza Episcopale Italiana da alcuni anni svolge in Roma e in Torino un corso di specializzazione, per la conservazione e il restauro delle chiese. Per un professionista che operi a Verona è difficile assentarsi per tutto il tempo che richiede la partecipazione a tali corsi; solo un architetto veronese ha potuto seguirli. Per dare modo anche ad altri di raggiungere il necessario livello di specializzazione, abbiamo pensato di svolgere anche qui a Verona un corso simile a quelli organizzati dalla C.E.I. Di concerto con l’Ufficio Beni Culturali della Conferenza Episcopale e grazie alla collaborazione del Corso di Storia e Conservazione dei Beni Architettonici e Ambientali dell’Università di Venezia, col patrocinio della Soprintendenza ai Beni Architettonici del Veneto e dell’Accademia delle Belle Arti G.B. Cignaroli, abbiamo organizzato il nostro corso: della durata di sei mesi, con lezioni a frequenza obbligatoria di due ore e mezza ogni venerdì e sabato. Il corso di specializzazione è stato ripetuto già due volte.
Come si svolge il corso?
Vi sono insegnamenti di storia dell’architettura e restauro, svolti da docenti dell’Università di Venezia e di Milano, che tengono conto in particolare della realtà veronese e più in generale veneta.
Un’altra parte del corso è dedicata al rilievo architettonico. Un’altra alla storia e alla tecnica del restauro, che include le problematiche strutturali. Una parte è stata dedicata alla legislazione e alla catalogazione, con l’importante partecipazione della Soprintendente di Verona, arch. Sabina Ferrari. Una parte, tenuta da mons. Giancarlo Santi, è stata dedicata all’esame dei documenti della Conferenza Episcopale Italiana, sulla progettazione di nuove chiese e sull’adeguamento liturgico.
Sono intervenuti anche un liturgista e, per la progettazione tecnico impiantistica, diversi ingegneri. Nell’ambito del corso si tengono anche tre convegni aperti alla partecipazione pubblica, il primo sull’arte, il secondo sull’impiantistica e il terzo per illustrare un esempio di restauro.
Concretamente: l’anno scorso il primo è stato svolto sul tema “arte e spiritualità”, quest’anno sulla Cappella Sistina; il secondo, sia l’anno scorso sia quest’anno, è stato dedicato all’illuminotecnica, che rappresenta uno strumento importantissimo per la valorizzazione dell’architettura delle chiese. Come esempio di restauro, quest’anno un gruppo di professionisti che vi sta lavorando ha presentato le opere nella cattedrale di Noto.
Alla fine del corso dell’anno passato avete richiesto la realizzazione di un progetto di intervento (restauro e adeguamento) su sei chiese veronesi. Come valuta i lavori svolti?
Abbiamo selezionato sei chiese realizzate negli ultimi cinquant’anni che presentavano diversi problemi. Ci interessava in particolare il tema dell’adeguamento liturgico. La valutazione generale è assai positiva: anzitutto il nostro desiderio era di mettere in luce una metodologia di intervento, fondata sul dialogo tra committente e progettista. E, nella realizzazione di questo esperimento progettuale, tale dialogo si è instaurato, tra il progettista, il parroco e i consigli parrocchiali. Questa è stata la parte qualificante della esercitazione. La collaborazione tra i diversi soggetti interessati è quel che generalmente manca. È stato assai significativo che alcuni tra i progettisti, al momento di realizzare l’esercitazione, abbiano sentito la necessità di consultare un liturgista. È difficile apprezzare l’importanza del fatto che, di fronte al problema di realizzare un intervento di adeguamento, si superi il mero aspetto funzionale per entrare più specificamente nel discorso teologico, liturgico, teorico-artistico.
Questi temi un tempo venivano semplicemente ignorati. Naturalmente, tengo a sottolineare che i progetti realizzati sono concepiti esclusivamente come esercitazioni e non hanno un fine pratico. Se per ipotesi uno di questi progetti dovesse essere realizzato, dovrebbe essere rivisto e ridiscusso.
Ci sarà questa possibilità?
Ripeto, sono esercitazioni di carattere accademico non finalizzate a un intervento reale. Per evidenziare ancor più questo fatto, alla conclusione del corso che si svolge in questi mesi proporremo che si presentino progetti di intervento su chiese al di fuori della diocesi veronese. Anzi, mi piacerebbe cogliere l’occasione per chiedere che ci vengano segnalate da altre diocesi quali chiese potrebbero essere prese in considerazione per queste esercitazioni: chiese che possano essere esemplari di specifiche problematiche.
Continuerete con questi corsi anche nel futuro?
Organizzeremo altri corsi, ma non più di carattere generale, bensì specialistico: l’anno prossimo il tema sarà quello del restauro degli affreschi, anche perché la Soprintendenza richiede che a Verona questi restauri siano diretti da architetti. Nel corso successivo il tema sarà quello della conservazione delle cupole e delle coperture.

S. Maria di Azzano S. Zeno Zai Santa Maria Assunta
San Zeno in Vigasio San Marco Evangelista Beata Vergine Maria

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