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Lo spazzacamino. Un mestiere fra antico e moderno

In ogni epoca, il fuoco che arde nel camino ha sprigionato un’atmosfera capace di catturare la fantasia umana. il camino tuttavia deve funzionare in condizioni ottimali e per questo, oggi come ieri esiste una figura professionale che si prende cura della manutenzione del camino, che si colloca a metà tra poesia e tecnologia: lo spazzacamino. 

Alla mostra-convegno sulla produzione energetica alternativa “Progetto Fuoco”, tenutasi alla Fiera di Verona nello scorso mese di marzo, abbiamo potuto assistere ad una dimostrazione tecnico-pratica relativa al lavoro di pulizia e controllo del sistema di evacuazione fumi. 

Su di una pedana inclinata corredata di torrini e relativi comignoli, Michele Troian, giovane spazzacamino di Grado (GO) affiliato all’ANFUS (Associazione Nazionale Fumisti e Spazzacamini), ha simulato per il pubblico il suo lavoro quotidiano, denunciando anche la condizione di pericolosità che un’occupazione come questa comporta (anche tossica per i miasmi di batteri, virus, microbi che popolano i camini o i residui di amianto spesso presenti sui tetti). Un’arte purtroppo non riconosciuta legalmente da parte dello Stato e soprattutto dalle Camere di Commercio; ci si può infatti registrare come artigiani manutentori, termoregolatori, fumisti, cannonisti, tiraggisti, ma non come spazzacamini.
Premessa alla dimostrazione (resasi possibile per tutta la durata della manifestazione fieristica grazie al contributo di alcuni spazzacamini affiliati all’ANFUS), Troian ha spiegato che in Italia oggi esistono circa 16.000 tra impianti fumari a gasolio, a gas metano, a legna (energia pulita, consumo limitato) e altri 5.000 non dichiarati; e cosa grave, ha ricordato che da 35 anni tutti questi impianti di riscaldamento, a differenza degli altri Stati europei, non vengono periodicamente controllati.
Lo spazzacamino, nella tipica tenuta da lavoro, ha così descritto con le fasi preliminari alcuni metodi di pulizia di un camino. Prima di ispezionare qualsiasi condotto fumario, secondo la Legge 626/94, lo spazzacamino deve essere ben imbracato, successivamente egli verifica tramite alcune videoispezioni, eseguite con delle apposite telecamere, le reali condizioni del condotto da pulire: possibili guasti, imperfezioni, ostruzioni, presenza di eventuali nidi d’api (da eliminare con l’apposito veleno). Dettagliatamente ha così citato i metodi di pulizia di una canna fumaria maggiormente utilizzati:

  • PULIZIA A PERCUSSIONE Viene inserita nella canna fumaria una spazzola morbida in PVC o in acciaio inox con una sfera di piombo.
  • PULIZIA AD ASTE FLESSIBILI O RIGIDE (per interventi più profondi). Si utilizza una spazzola metallica con aste allungabili in plastica o in acciaio.
  • PULIZIA CON SISTEMA A CIRCUITO CHIUSO La spazzola è inserita dalla base del camino, all’interno dell’abitazione, dopodiché si effettuano delle rotazioni ascendenti manuali o meccaniche (con l’ausilio di un trapano elettrico). Prima di effettuare questo tipo di pulizia l’impianto fumario va ben sigillato e l’operatore deve sempre indossare degli occhiali antischegge. La pulizia di canne fumarie in ETERNIT, oggi bandite e pericolose (spesso causano incendi, infatti la fuliggine infiammata surriscalda il catrame accumulatosi negli anni sulle pareti interne del condotto, espandendo la sezione che si dilata e si squarcia), non viene quasi più effettuata; se deve essere eseguita, lo spazzacamino deve obbligatoriamente utilizzare, oltre alla maschera di protezione, guanti in lattice e in pelle. Questo tipo di condotto fumario deve essere sostituito o subire l’incapsulamento tramite vetrificazione.

Al termine della simulazione, il giovane spazzacamino ha ricordato l’importante ruolo che ricopre la FUSPA, unica scuola nazionale, con sede in Roma, per fumisti installatori e/o costruttori di camini, termocamini, stufe, forni e barbecue; e per spazzacamini manutentori e verificatori impianti fumari; fucina indispensabile per la creazione di tecnici esperti del settore. In questa scuola diretta da Giovanni Paoletti, Presidente ANFUS, vengono divulgate – con attenti aggiornamenti sulla normativa tecnica europea – le conoscenze fondamentali del mestiere nelle due categorie. 
Per il gruppo fumisti: i metodi d’installazione; l’utilizzo degli impianti fumari esistenti; la qualifica di installatore; gli elementi fondamentali di bio-architettura (il camino solare, lo sfruttamento dei venti); come progettare, costruire un impianto fumario o risanare un comignolo (teoria e pratica).
Per il gruppo spazzacamini: i metodi di manutenzione e controllo impianti fumari; l’igiene personale, i rischi, le prevenzioni; la sicurezza sul luogo di lavoro, le attrezzature per il lavoro sul tetto; l’informatica e l’informatizzazione del lavoro di manutenzione; la videoispezione e il controllo degli impianti (metodi, raccolta dati e relazioni tecniche); il trattamento e la rimozione di condotti fumari in eternit; i vari criteri di valutazione dello stato di funzionamento di un impianto.
Per informazioni: Segreteria FUSPA tel. 06.39388501, fax. 06.39388437 e-mail: anfus@tiscalinet.it.

 

Michele Troian in tenuta estiva da spazzacamino Gli spazzacamini della
Val Vigezzo
Gli spazzacamini della
Val Vigezzo
Gli spazzacamini della
Val Vigezzo
   

 

   
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