FARE

Spazi da aprire e da chiudere

Un progetto teso a sfruttare il poco spazio disponibile, creando zone funzionali con prospettive mutevoli.

L’architetto romano Andrea Lupacchini in questo progetto ha dimostrato che ianche in pochi metri quadri si può costruire uno “spazio labirintico” con prospettive che mutano a ogni svolta passando per diversi microambienti funzionali.
I due elementi che omogeneizzano e danno un caratte unitario all’ambiente sono le luci, pensate come interpreti emozionali delle forme, e i pannelli scorrevoli, utilizzati come complementi artistici in grado di aprire improvvisi mondi fantastici. Accanto alla volontà di creare un ambiente omogeneo, vi è quella di regalare singoli episodi di gradevolezza, come la pedana panoramica al centro della casa con vista sul terrazzo, o la sorprendente vasca idromassaggio per due persone nascosta sotto le assi della stessa pedana. Come dice l’architetto “Il baricentro fisico e psichico di questo interno è la pedana in pietra e legno dalla quale si possono osservare tutti gli spazi interni ed esterni a 360°, con a disposizione un telecomando per l’audio e le luci e il grado voluto di climatizzazione. Qui, grazie alla cuscineria a disposizione, si può leggere , ascoltare la musica, godere del calore del camino, chiacchierare con gli amici seduti sul prospiciente divano.”“L’APPORTO EMOZIONALE DATO DALLA LUCE SIA NATURALE SIA ARTIFICIALE AL PROGETTO PASSA PER UNA DOPPIA MANIPOLAZIONE. LA PRIMA, FORSE LA PIÙ IMPORTANTE, È STATA LA CREAZIONE DI SFOGLIE E VOLUMI CHE SI ESTENDONO NELLE PARTI VERTICALI E ORIZZONTALI DEI SOFFITTI (A VOLTE SENZA SOLUZIONE DI CONTINUITÀ) IN UN GIOCO D’INCASTRI, DI PIENI E DI VUOTI PENSATO PER ESSERE ILLUMINATO DALLA LUCE NATURALE RADENTE CHE PROVIENE DALLE AMPIE VETRATE E OTTENERE SUPERFICI PIÙ O MENO ILLUMINATE, VOLUMI E INCASTRI TRIDIMENSIONALI EVIDENZIATI DA SALTI D’OMBRA, VELETTE, GOLE E SPIGOLI. LA SECONDA È CONSISTITA NEL RIBALTARE I PIENI DELL’ILLUMINAZIONE DIURNA NEI VUOTI DI QUELLA NOTTURNA, LAVORANDO SU RETROILLUMINAZIONI DIMMERABILI VOLTE A SCAVARE, ALLEGGERIRE E DISTACCARE LE SFOGLIE DAI VOLUMI D’INTERSEZIONE E DAL VOLUME AMBIENTE.”Da qui si domina la vasca d’acqua esterna, una superficie quasi immobile sulla quale galleggiano eleganti fiori di loto e ampie foglie verdi dalle quali saltano piccole rane. E sotto le assi scorrevoli della pedana c’è un piccolo grande sortilegio: un’insospettabile vasca idromassaggio per due persone che, come dice l’architetto, “nelle fredde giornate invernali sono veramente un angolo di paradiso domestico dove poter godere del tiepido abbraccio delle acque in movimento di fronte al fuoco del camino nel tramonto della sera sulla terrazza disposta a Ovest.” In questo si coglie un ruolo inedito dell’architetto che, come Prospero nella “Tempesta” di Shakespeare, crea magie per proprio divertimento e per far sbocciare teneri amori fra i suoi ospiti (non dimentichiamo che qui la vasca idromassaggio è per due). Un architetto demiurgo, insomma, che ricorre in tutti i modi alla magia della sua arte.Centralità del progetto: è una versione materica dell’estetica del neoplasticismo che vuole i piani liberi e non condizionati dalla scatola muraria. Vi è anche un influsso estremo – orientale: le pareti mobili creano nuove prospettive.
Innovazione: la ripresa di un concept della tradizione abitativa giapponese (le pareti in carta di riso) con una modalità occidentale: i pannelli vengono utilizzati per posizionarvi grandi acquarelli d’autore.
Uso dei materiali: vi sono molti elementi dall’aspetto “materico”, come i setti murari in peperino a listelli di diverso spessore, i pannelli con tre differenti tipi di carta da riso acquarellata, lo specchio d’acqua in terrazza con fiori e foglie galleggianti.ANDREA LUPACCHINI, architetto
Nasce a Roma, dove si laurea in Architettura presso l’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”.
Architetto e designer, si occupa di sperimentazione e ricerca applicata, nella professione e nella didattica, collaborando dal 1992 con le Università di Camerino, Roma “Sapienza” Architettura Ludovico Quaroni, Roma Tre, Istituto Europeo del Design di Roma e Business Innovation Centre Omega di Teramo.
Svolge un’intensa attività professionale e di sperimentazione come progettista e consulente di sistemi abitativi industriali.

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