FARE

Spazi differentiColore unico


Colore e arredo

In un appartamento a Firenze è il colore il filo conduttore che mette in relazione gli oggetti e gli arredi,
distingue gli spazi e le funzioni e dà carattere unico al progetto.

Testo Arch. Antonella Cafiero
Foto Athos Lecce
Progetto Arch. Giulio Giubbi

La freschezza e la luminosità caratterizzano gli interni dell’appartamento: la freschezza di forme sobrie e di pochi arredi, la luminosità naturale del doppio affaccio su strada e dei colori usati nei dettagli.
Arancione è la parola d’ordine: a definire le linee della balaustra che divide lo spazio soggiorno da quello cucina, a modellare i volumi degli ingombri cucina, e rivestire le pareti dello spazio bagno.
L’appartamento si distingue tra la grande e unica area giorno, visivamente unificata ma in pratica divisa dal corpo scala, e la zona notte con bagno.
Il parquet chiaro, in bamboo sbiancato, fa da fondale ai minimi arredi della zona salone: un divano blu che occupa l’intera parete di fondo, sedie in paglia dalle forme sinuose ed un unico mobile basso bianco che sembra perdersi nella
parete laterale.
Gli spazi comunicano visivamente, chi pranza dialoga con chi è sul divano, mentre la zona cottura, ed in particolare tutta l’area cucina, viene percepita solo da chi usa il tavolo da pranzo e rimane nascosta per chi si trova nella zona salone: le funzioni si distinguono pur essendo in un locale unico.
Un elemento importante della sala principale è la luce: il sistema a binario fissato alle due pareti estreme della sala fa sì che la luce domini e unifichi lo spazio, da sopra il tavolo da pranzo fino al divano, risolvendo la zona pranzo ed
illuminando anche il quadro del salone.
Linee uniche interrotte dagli elementi luminosi, semplici lampadine con filtri opalini, posizionate in alto in corrispondenza del salone, che si abbassano e si avvicinano sul tavolo da pranzo.
Il piano cottura è adiacente alla finestra lungo i moduli che contengono anche il lavello.
Antistante al corpo preparazione e cottura cibi, sono invece collocate le colonne frigo e forno.
Ai pannelli laccati arancione dei diversi moduli si alternano accessori e dettagli cromati, le maniglie ed il rivestimento verticale della cucina, come anche la struttura delle ante in vetro opalino della zona scolapiatti.
Al mobile cucina è stato affiancato un tavolo in cristallo, alto come il piano della cucina, che risolve pranzi veloci e fa da piano utile. A chiudere i moduli laccati due mensole bianche.
Al centro della stanza una sospensione (Cestello della i Guzzini) che consente di orientare le varie lampade nella direzione che si vuole maggiormente illuminare: flessibilità della luce in funzione delle diverse esigenze.
Posizionare ogni lampada lungo direzioni diverse garantisce un’uniformità di illuminamento nella zona cucina.

Nella pagina precedente: elementi di arredo standard (tavolo e sedie zona pranzo di Ikea) si alternano a pezzi unici (la scultura lignea accanto al tavolo è dello scultore fiorentino Roberto Coccoloni) che danno carattere e personalità agli spazi.

Il sistema a binario

Il sistema a binario è un sistema di montaggio delle lampade dove gli apparecchi sono provvisti di un connettore
che ne consente il fissaggio meccanico contemporaneamente alla connessione elettrica.
Particolarmente per questo genere di apparecchi devono essere evitati, a fissaggio effettuato, i movimenti dell’apparecchio rispetto al binario, che si tradurrebbero in altrettanti movimenti tra i contatti elettrici con conseguente
pregiudizio della loro affidabilità.
I binari sono prodotti a tensione di rete (230V) oppure a bassissima tensione (12o24V), il conduttore di protezione
(per la connessione a terra) è generalmente costituito dal corpo del binario, in alluminio.
I cavi metallici fanno anche da conduttori di alimentazione e disegnano una struttura lineare che segue l’andamento
della stanza. Il sistema può essere dritto o curvo, i cavi vengono agganciati alle estremità della parete in posizione alta. Grande vantaggio di tale sistema è quello di poter spostare nella massima flessibilità gli apparecchi montati sui cavi facendoli scivolare e orientare a discrezione e a seconda della necessità.
Nel caso specifico dell’apparecchio utilizzato in questo progetto,Ya Ya Ho di Ingo Maurer, il sistema è a basso voltaggio con un trasformatore che riduce da 230/123V a 12V, 2 cavi speciale, 4 tiranti ed ante nichelate.
La lampadine alogene che vengono montate hanno uno speciale vetro di protezione di forme differenti che rendono
il disegno generale del sistema vario ed unico.
Alla classica infilata di lampade su binario viene associata l’idea di dare carattere particolare ad ogni lampada.
Alcune di queste ultime, oltre ad essere orientabili in orizzontale, possono esserlo anche in verticale.

Nella pagina a fianco: dettaglio della zona cucina caratterizzata da una predominanza del colore rafforzata
dalla trasparenza dei materiali, il tavolo in cristallo, e dalla neutralità dei dettagli, maniglie in acciaio cromo.
(produzione Euromobil Multisystem mod. Tabula).

In alto: l’angolo salotto è risolto con un divano unico, imponente nelle dimensioni, con grandi cuscini che risolvono la profondità dello stesso. Sul pavimento un tappeto in corda che riprende matericamente la sedia a dondolo prodotta da Ikea. Al centro due tavolini bassi completano l’arredo.

A sinistra: immagine della camera da letto, caratterizzata da elementi luminosi di design: le due Costanza rosse, produzione Luceplan, ai lati del letto bianco e la sospensione di Munari all’angolo della stanza. Bianco e rosso, gli unici
colori degli arredi.

 

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