• aIl Camino N°112
    Memoria - Amore - Sogno
    Di Baio Editore
  • 99 Idee ...perchè la centesima sia la tua
    a cura di: G.M. Jonghi Lavarini
    Gjlla Giani
    Art director
    Maurizio Mazzoleni Ferracini
    Responsabile comunicazione e marketing:
    Giulia Belcamino
    In copertina:
    un’anticipazione del prossimo numero.
    Un elegante ambiente caratterizzato da
    un imponente camino.
     
    7 Editoriale
    Giuseppe Maria Jonghi Lavarini
      Palazzetti, protagonista del nuovo abitare ecosostenibile, ha "infiammato" Progetto Fuoco 2008
    18 La purezza del bianco.
    Studio Work in Progress
    Architetti Associati
    22 Il fuoco e il giardino zen.
    Studio Work in Progress
    Architetti Associati
    24 Il fuoco e la luce dentro casa.
    Massimo Broglio
    26 Il calore di un’accogliente casa per vacanza.
    Andrea Bella
    31 La terza dimensione della casa.
    Scogim
    32 Classico o eclettico.
    Michelangelo Chiti e Gaia Nebuloni
    34 Il cardine attorno a cui si sviluppa l’ambiente.
    Michelangelo Chiti e Gaia Nebuloni
    37 Eclectic.
    Renzo Mongiardino
    38 Il fuoco e l’arte.
    Riccardo Barthel
    42 Progetto fuoco
    50 Un sole nel cuore.
    Luis de Garrido
    55 Case colombiane.
    60 Il fuoco e la neve.
    Joel L. Sherman
    74 Canna fumaria o camino.
    Maria Galati
      SCEGLIE DALLE MIGLIORI PRODUZIONI
    Indirizzi
    Arte

    GIUSEPPE BERNARDINO BISON
    Nacque nel 1762 a Palmanova, nel Friuli, e morì a
    Milano nel 1844. Studiò all’Accademia di Venezia presso
    il Cedini, ma fu affascinato da Giandomenico Tiepolo
    e da Francesco Guardi, come dimostrano i suoi numerosi disegni. Il senso di ironia settecentesco che caratterizza le sue opere ravviva in parte la sua produzione più avanzata di gusto neoclassico e romantico, ponendolo quale tramite moderato tra i due secoli. Dopo alcune opere ad affresco di carattere decorativo (Palazzo Manzoni a Padova, Villa Zannini a Lancenigo e Palazzo della Borsa a Trieste) il Bison in seguito si dedicò a dipingere piccole “vedute” e “paesaggi di fantasia” quasi sempre a tempera, nei quali, con una tecnica fresca e sicura espresse le migliori qualità della sua arte.
    Opere sue si trovano in particolare nel Museo di Treviso e molte soprattutto in collezioni private. Lavorò per qualche tempo a Trieste, poi si trasferì a Milano, dove risiedette dal 1831 fino alla morte.
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