FARE

Uno spazio da condividere

La riunione in un unico ambiente di salotto, sala da pranzo e cucina è un importante fenomeno di costume che nasce dal desiderio di rompere i vincoli spaziali per sentirsi più liberi e a contatto diretto con tutte le funzioni della casa.

UNO SCENOGRAFICO ARCO RIBASSATO INCORNICIA PRANZO E CUCINA.

L’architettura moderna, quella che negli anni ‘20 ha rivoluzionato il nostro modo di concepire lo spazio abitativo, ha permesso di sperimentare la libertà di movimento anche all’interno della casa, superando l’idea tradizionale di tanti spazi chiusi autonomi uno dall’altro. L’ultima conquista è stata la collocazione del bagno direttamente in camera da letto: un’idea che per il momento è rimasta confinata ad un’élite. Nei tre esempi di soggiorno unificato che qui riportiamo, il concetto è lo stesso ma varia la disposizione degli spazi e dei materiali che li arredano.
Nel primo (foto a sinistra) l’architetto si è sbizzarrito in un gioco di quinte, che si aggiungono all’arco ribassato preesistente; il secondo adopera materiali rustici, come il cotto e le travi di legno, per una composizione rigorosamente ortogonale; il terzo chiude questo spazio aperto in una corazza di materiali forti.

Nel centro storico di Loano, in Liguria, un’antica palazzina è stata liberata dai suoi tramezzi per realizzare uno spazio libero. Il risultato, dovuto all’arch. Antonio Lagorio, è notevole: nel bianco assoluto le tante finestre lasciano entrare bellissimi brani di paesaggio tipicamente italiano.

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La sensibilità spaziale è quella classica dello stile internazionale anni ‘30, mentre sia le sedie sia le poltroncine nell’area attigua sono nello stile nordico degli anni ‘40 e ‘50.

Una villa dell’800 sopra Chiavari era rimasta abbandonata e in rovina per sessant’anni, fino a quando l’architetto di origine polacca Monika Unger non l’ha restaurata e parzialmente ricostruita. Qui a destra vediamo la sala da pranzo con annessa cucina, dove la penisola, i contenitori e la cappa sono stati scelti e disposti in modo da formare una composizione di parallelepipedi di gusto neoplastico. Il fascino di questo interno è dato dall’armonico accostamento di forme e materiali moderni (la cucina) con forme e materiali tradizionali (il pavimento in cotto e le travi in legno a vista) in un mix pieno di sorprese.
Ogni tanto c’è qualcosa che interrompe il rigore, come le sedie nordiche degli anni ‘40 che, con la loro dinamica vintage, rompono l’aplomb di una cucina fin troppo geometrica e compassata. Questo è un segno di vitalità, di un eclettismo libero che fa convivere con grazia ciò che è antitetico e vorrebbe opporsi, mentre qui invece collabora.

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http://pro.dibaio.com/monika-ungerProgettato dallo Studio Waves Project di Milano questo loft è stato pensato per un single che ama le soluzioni innovative. Qui l’area giorno e l’area notte occupano un unico spazio decisamente promiscuo, dove accade che un presuntuoso letto a gondola dell’800 conviva con un juke-box e un ricco servizio di pentole d’acciaio. E qui non solo le funzioni si intersecano liberamente in un unico spazio mansardato, ma si alternano con molta disinvoltura anche gli stili e le epoche più disparate. L’effetto complessivo, anche per la scelta di materiali “freddi” e “caldi” disposti in modo alternato, è molto maschile e aggressivo, quasi provocatorio. Il pavimento in legno e le pareti in mattoni rimandano a un universo rustico, mentre il soppalco in acciaio e lamiera grecata (dedicato al relax) è molto high tech.

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