FARE

Etnico, storico, shabby chic

Una panoramica di novità che spazia dalla cineseria settecentesca ai materassi foderati con stoffe fine ‘800, fino ai disegni ripresi dai kilime al calesse di Kenzo da tenere sotto al portico.

Chi deve reinventare i soggiorni oggi è sempre a caccia di novità, di qualcosa d’inedito che possa far vibrare il desiderio d’acquisto del cliente.
E come gli stilisti del pret-à-porter danno un’occhio alla strada, anche a quella del melting pot razziale e dei bassifondi, così i designer dei mobili da ricevimento guardano agli interni più bohémien fatti dai giovani con fantasia e pochi soldi.
Perché lo chic non è più il salotto interamente Luigi XVI (per carità!), ma il rimescolamento di mobili di famiglia (autentici o copiati non ha importanza) con trouvailles scoperte dal rigattiere. Emblematico è il mobile illustrato qui a destra: un cassettone dalle forme fine Settecento, ma con un sole stilizzato al centro. L’originale è degli anni ‘30, forse ispirato a mobili coloniali ma completato da un sole a raggi di derivazione déco: un melting pot culturale particolarmente complesso. Ed è proprio questo “mondo rimescolato” che oggi viene ripresentato al nostro immaginario come la vera novità.3. Stile etno – chic per “Risciò”. La rielaborazione di un classico giapponese, Kenzo maison.
4. “Napoleon”, un candido divano capitonnè, di linea ottocentesca, Danti Divani.
5. “Elena” è una poltrona da relax tabouret con pouf in stile Luigi Filippo, Bertelé
6. “Mah – jong”, “Extension” e “Rythme” sono tre divani di grande fantasia, Roche Bobois.
7. Una suggestiva collezione di tessuti ispirati ai tappeti orientali, Società Creazioni JAB.
8. “Doroty”, “Princess” e “Lady Pink” sedute in legno intagliato a mano, Christopher Guy.
9. Divano “Tangeri” disegnato da Sergio Giobbi. Un modo di sedersi all’orientale, con struttura in legno multistrato e doppia serie di cuscini volanti in piumino d’oca, Giovannetti.

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